La mia totale incapacità con le foto e l’ amore per le parole belle.

maggio 13, 2012

Guardo fuori e guardo intorno.
Com’è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno…

Dal settimo piano della Guinness storehouse.

Foto di Salinaversosud

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l’angolo del cielo
dov’è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello…

Costa est

Foto di Salinaversosud

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l’incanto.

Vista dagli scogli alla fine della passeggiata

Foto di Salinaversosud

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
se il meglio è già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

Ottima frittura, ottimi gamberi, ottimo salmone.

Foto di Salinaversosud

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l’incanto.
L’incanto di te…
di te vicino a me.

Buonissima la carne

Foto di Salinaversosud

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Costa est

Foto di Salinaversosud

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Mare irlandese

Foto di Salinaversosud

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo…

La cigna stava covando un uovo da tre settimane

Foto di Salinaversosud

Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

(V. Capossela)

Giardini bellissimi a Dublino. Io a sinistra.

Foto di Salinaversosud


“Che cos’ è l’ amor…

maggio 8, 2012

…è un indirizzo sul comò di un posto d’oltremare, che è lontano solo prima d’arrivare” (V. Capossela)

 

Foto di Salinaversosud

 

Foto di Salinaversosud

 

Foto di Salinaversosud

 

Foto di Salinaversosud

 

Foto di Salinaversosud

 

TO BE CONTINUED…

 

Indovinate dove sono!  :-)

 

Abbiamo passato le 5000 visite in 6 mesi, grazie a tutti!!!


Un paio di gambe, per scoprire il mondo

aprile 29, 2012

Detto fra noi

(Anne Stevenson – UK)

 

(Jack Vettriano)


Non credere

che non lo sappia
che quando mi parli
la mano della tua mente
senza farsene accorgere
mi sfila le calze,
e si muove cieca e intraprendente
lungo la mia coscia.

Non credere
che non lo sappia
che lo sai
che tutto ciò che dico
è un indumento.


Tra le altre cose, scrivo. E sorrido, ancora.

aprile 25, 2012

Un giorno la volta
Accogli in petto
Lo stillicidio delle tue paure.
Le hai allattate sfranta,
dal capezzolo delle tue colpe.

Ma tu, tu non sei nata per redimerti
Bambina mia,
né pari vacca smunta e trista;
‘sì stacca dal tuo seno
Quel vitello ingrato

E alzati, non stare china
Né rinchiuderti ingiusta,
nello scrigno sordo delle tue spalle,
della tua schiena curva.

E’ schiena di donna,
vertigine esperta di seta nera:
che ti percorra profonda
che scenda saccente,
sulla fossetta sacra,
della tua Colonna Infame.

(Marianna)

(Photo by Luca, Piano B. Nettuno-RM )


I never felt this way before

aprile 12, 2012

Mi sono persa nel tuo abbraccio e mi sono ripresa gli anni.

Martedì è stata una giornata memorabile e sebbene io non sia brava a descrivere le cose belle che mi accadono, ho bisogno di tenere il ricordo qui su, a portata di mano. Buona settimana, la mia è un po’ di corsa, quindi vi bacio e vi lascio con un film che ho scoperto da  poco (ve l’ ho detto che la mia cultura cinematografica si ferma a Bridget Jones!), ma già mi piace tanto!

Ogni taglio, ogni cicatrice, ogni bruciatura, un umore o un tempo diverso.

Gli raccontai quale fu il primo, gli raccontai da cosa scaturì il secondo.

Me li ricordavo tutti e per la prima volta nella mia vita

mi sentii bella. Finalmente parte della terra.

Toccai il suolo e lui ricambiò il mio amore.

(monologo finale, dal film Secretary, 2002. )

Ps. La canzone è Chariots Rise, di Lizzie West.

Lei secondo me ricorda pure un po’  Tracy Chapman.

Buon ascolto!


Dei massimi sistemi

aprile 10, 2012

Quando non mi capita di tacere per gentilezza, allora capita perché so che quello che dico non verrebbe considerato, o verrebbe trattato male e io sono una che tiene ai propri pensieri. Non sono mai stata una di quelle persone indaffarate a farsi conoscere, a dire la propria a tutti i costi. Credo nella diversità, non credo negli idoli, nelle persone “una spanna sopra tutti”. Non esistono persone più profonde e meno profonde; non esistono “merde” contro “sensazionali”. Non credo nei “livelli”. Una volta mi dissero: “sei troppo profonda”. ‘azzo vuol dire? Siamo fatti a strati?! “Sono troppo profonda per te? Se ti faccio male, mi fermo!” La sagra dei luoghi comuni.  Non credo nelle classifiche, nei gruppi, né nelle categorie. Non credo nelle esagerazioni, nelle persone che sparano frasi ad effetto, solo per avere uno straccio di approvazione.  Diffido di parole sensazionali, diffido di espressioni tipo: “in assoluto è…”, diffido dei “geni”: “aaaaah! Quello è un genio è! E’ un ingegnere aerospaziale”. Poi scopri che si costruisce i modellini a casa, da quando la nonna da bambino gli regalò un aereoplanino telecomandato! Diffido delle persone geniali  e di coloro che si riconoscono in una categoria. Diffido ancora di più di chi faccia di tutto per rientrarci. No, scommetto che Tim Tribù e simili c’ hanno fatto grandi risultati con  il vostro bisogno di identificazione. Una persona che valga la pena  conoscere, ci sta stretta nelle categorie. Una persona che valga la pena  conoscere non somiglia a un’ altra che già scorrazza libera e felice sulla terra. Voglio dire, già ce l’ ho, che me ne faccio di un doppione? Perché avere per forza gli stessi gusti musicali, le stesse passioni, gli stessi interessi?! A un certo punto, vedi che si somigliano tutti, che parlano tutti nello stesso modo, che portano tutti lo stesso cappello. Fanno anche gli stessi gesti! Hanno le stesse caratteristiche! Diffido anche di chi spende tante parole per parlare di sé, di chi sale in piedi su una sedia e comincia a sparare sentenze. Diffido delle donne che si tirano fuori, sputando sentenze sulle donne. Io, al momento di recitare la poesia di Natale, ero più composta! Diffido anche di uomini che si tirano fuori, sputando sentenze sugli uomini. Diffido da chi si sente “diverso dagli altri”, come se fosse depositario dell’ ultimo barlume di meraviglia, rimasto nel mondo. Piantala di farti sciacquare le mutande dalla mamma e poi ne riparliamo!

Un’ amica mi ha fatto conoscere il video qui sotto.  Un saggio sul nostro bisogno di approvazione. Ah,  è inutile che vi tiriate fuori. Se siete permalosi piuttosto tacete, ma evitate di dire cose tipo “io non faccio così”: sarete discretamente e gentilmente accompagnati fuori, dal nostro George.

 

 


Tienimi con te

aprile 4, 2012

dal web, Jack Vettriano

Mani, tentacoli di speranze vane.
Cerco appiglio, ma non bastan parole.
Ora, subito, posami sulle tue gambe,
tienimi, trattienimi, dimmi di restare;

ch’ altro non chiedo
che un posto tra le tue cose,
al sicuro,
dall’ indifferenza del mondo.

Tienimi, dimmi che mi Vedi,
dimmi che non è vero,
che puoi fare a meno di me.

(Marianna)


Ritornerà il tempo

marzo 31, 2012

Arriverà il tempo delle carezze pulite,

delle gonne sgualcite e delle ginocchia alte

a scandire,  tra papaveri e spighe,

il rumore e le risa delle corse affannate.

Arriverà il tempo delle guance arrossate,

delle trecce lente e dei capelli arruffati,

spostati col braccio sulla fronte,

che il gioco di bambine impegna

e si fa affaccendato.

Arriverà il tempo dell’ arancio

che fa il Sole sui muri

nei tardi pomeriggi d’ estate,

a disegnare l’ ombre delle bici

che in piedi se ne stanno,

ad aspettar  fedeli i padroncini,

come cavalli ad abbeverarsi al fiume.

E arriveranno nuove, fitte

le confidenze sulla via del ritorno

a giocar d’ esser donne,

con i calzettoni sporchi di terra

e le mani a stringer tesori:

un vecchio anello di plastica,

una molletta rotta,

un fiore sgualcito.

(Marianna)

foto da fotocommunity.com

La poesia permette di recuperare quei passi, che da bambini non abbiamo potuto percorrere.

E’ un “come mi sarebbe piaciuto che fosse stato”. Come avrei voluto continuasse ad essere.

Un invito ai grandi. Siate attenti, accorti.

“L’ hai capito adesso?”

“Cosa?”

“La cosa più semplice: cos’ è l’ amore!”

“No, cos’ è?”

“E’ attenzione”

E’ la conclusione del libro Anima Mundi di Susanna Tamaro.

A volte non si immagina quanto “da grande” pensi un bambino, non ci si accorge che il più delle volte, con il suo silenzio, il suo starsene buono per non dar fastidio, è lui, che si prende cura di noi. Ci sono bambini che sono “genitori di sé stessi” e noi siamo troppo occupati a darci da fare e a lamentarci della stanchezza e del nostro lavoro, per renderci conto di cosa sta accadendo. A proposito: Signori Bambini, Daniel Pennac!

Ovvio che i soldi servono, neanche io credo alla storia dei due cuori e una capanna, però, a nome di tutti i bambini del mondo, se non potete mantenerlo, se non potete accudirlo, il regalo più grande che possiate fare a vostro figlio è usare un profilattico, o la pillola.

Oggi si può scegliere. Potete scegliere se accontentare il vostro desiderio di avere un bambolotto a tutti i costi, o aspettare tempi migliori in cui fargli vivere una vita serena da tutti i punti di vista ( e parlo di anticoncezionali, non di aborto! Non voglio sentire nulla del genere!)…perché l’ adulto di domani, la sua riuscita e il suo benessere, dipendono in gran parte da quello che sono stati da bambini. Poi si, dalle situazioni difficili, si esce e ci si riscatta, ma il bambino questo quando è grande, lo fa da solo e voi non potrete fare più nulla per pulirvi la coscienza. Siate attenti, altrimenti lasciate stare. Non è per voi. Non è scritto da nessuna parte, che per essere una famiglia bisogna sfornare figli. Se non potete, se non ve la sentite, se dovete farlo per fare contenta la mamma che vuole diventare nonna, non lo fate. Se dovete soddisfare il vostro meschino egoismo, non lo fate. I figli non sono un completamento, né una soluzione, ma il coronamento di qualcosa che già funziona così com’ è.

“Il miglior regalo che un papà possa fare al proprio bambino è amare la sua mamma”.

Bene, non ho idea di come sia uscito questo post oggi!

Spero di non tirarmi contro le ire di qualche estremista cattolico,

altrimenti mi toccherà dargli le mie coordinate bancarie per l’ assegno mensile,

o aprire, che ne so, un fondo bebè.

Ah, qualora aveste il dubbio. Non sono incinta (per informazioni:  http://profumodilimoni.wordpress.com/about/ )


Poeticheria è…

marzo 30, 2012

… entrare in un ristorantino, tra i vicoli dell’ intellettuale Bologna

e trovare delle riproduzioni di Vettriano alle pareti. 


Quindi eccoci qui,

come per un buon pasto ci vuole un vino degno (o viceversa),

l’ abbinamento giusto per quelle gambe affusolate,

credo sia quanto segue.

Jack Vettriano, dal web

Vederti nuda rievoca la Terra,
la Terra liscia, sgombra di cavalli.
La Terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: limite d’argento.

Vederti nuda è capire l’ansia
della pioggia che cerca esile vita,
la febbre del mare dall’immenso volto
che non trova la luce della guancia.

Il sangue, risuonando nelle alcove,
giungerà con le spade sfolgoranti,
tu però non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.

Il tuo ventre una lotta di radici,
alba senza contorno le tue labbra.
Sotto le rose tiepide del letto
i morti gemono aspettando il turno.

(Gabriel Garcìa Lorca, Della donna distesa)


La violenza degli argini

marzo 27, 2012

Non voglio più nella mia vita persone che mi spengono, che mi tengono legata a loro con il senso di colpa. Non voglio più vittime e vittimismi, perché (non ricordo dove l’ ho letto) tutti notano la potenza del fiume in piena, nessuno fa caso alla violenza degli argini che lo costringono. Non sono più disposta a tollerare chi mi ritiene una sua proprietà e neanche chi permette questi atteggiamenti stupidi e infantili. Le vittime e i carnefici mi danno ai nervi allo stesso modo. Ho trascorso due splendidi giorni a Bologna con un’ amica. Sono tornata e mi sono sentita rimproverare perché ho dato “la precedenza” a questa cosa e non sono andata da un’ altra parte a raggiungere un’ altra persona. In altri tempi mi sarei sentita in colpa, o avrei nascosto la trasferta. Ora no, non ho bisogno, né voglia. Io sono libera e non perché non ho un fidanzato,  no no. Sono proprio libera. Il che vuol dire che né amiche, né cugini gelosi, né fidanzati, mariti, gatti, conigli, possono farmi sentire in colpa per aver scelto una cosa che a me fa stare bene. Ovvio, c’ è sempre la storia della libertà che finisce dove comincia quella dell’ altro (cit.). Voglio solo dire che i discorsi di vittimismo, di priorità, classifiche, etc. con me non attaccano. Perché non faccio classifiche, perché le persone sono Persone e non impegni, quindi le priorità te le stabilisci a lavoro, perché nessuno può farci sentire dei vermi, se il loro unico problema è che non abbiamo messo al centro loro. Nessuno ha il diritto di pretendere  la nostra infelicità, per la propria felicità. Quindi armiamoci di coraggio e cominciamo a spostare gli argini più in là, che le persone che mi spengono, mi stanno strette. Ora, sembra che nella mia vita ci siano solo cose spiacevoli! Seh, non è così. Gli ultimi due week end sono stati favolosi, ognuno per i propri motivi. Solo che, non so se capita anche a voi, mi viene più difficile fermare le sensazioni positive e raccontarle. Le cose belle preferisco tenermele dentro e coccolarle, ripescarle, giocarci di tanto in tanto. Come prendere un pizzico di felicità e spargerlo qua e là, su una giornata grigia. Sono splendidi giorni di Sole, vi lascio due righe e mi organizzo la giornata. A presto!

dal web

Se solo il cielo denso,

cupo non si chinasse sulla viva giovinezza;
le pareti della tua casa
lo urlerebbero orgogliose e tronfie,
il loro giallo più vivo.

Prigioniere d’ altrui speranze,
smorzano serenità e chiasso,
per intonarsi spente
al carnefice del talento più proprio.

Ma tu non perdi speme
E aspetti fiduciosa nel cuore,
l’ azzurro insolente
di giorni futuri.

Tornerà allora,
la felicità sfrontata e femmina,
torneranno chiassose, disordinate
le giornate a riprendersi la gioia
ch’ un vile gli rubò.

(Marianna)


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