Che ne sarebbe stato di Dante Alighieri, senza l’ usura?!

Ben trovati! La questione di oggi è: se l’ usura non fosse mai esistita, Dante avrebbe scritto comunque la Divina Commedia?!  Come dicevano le mie insegnanti, un ripasso, non fa mai male:

“La Divina Commedia è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare fiorentina […]  è diviso in tre parti, chiamate cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso). […] La Commedia è l’opera più celebre di Dante, nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale; conosciuta e studiata in tutto il mondo, è ritenuta il più grande capolavoro della letteratura  di tutti i tempi” (cit. Wikipedia )

Tornando alla questione, il più grande capolavoro della letteratura di tutti i tempi, sarebbe comunque venuto alla luce, senza i cravattari, o strozzini, o usurai, che dir si voglia?! Forse si, ma senza Purgatorio. Perlomeno questo è quello che ho pensato studiando per un esame:

“Si faceva strada il Purgatorio, come posto e come parola, riconosciuto dalla Chiesa nel corso del secolo XIII. Si trattava di una possibilità che faceva perfettamente al caso dell’ usuraio, che vedeva uno spiraglio di salvezza. Crebbero allora le donazioni e i legati di mercanti e banchieri a favore di enti religiosi, nel tentativo di ottenere il perdono celeste per l’ attività svolta, restituendo il maltolto che, attraverso la Chiesa, sarebbe andato ai poveri”. (Moneta e banche attraverso i secoli, Ennio De Simone)

Mi risparmio battute ormai annoverate tra i Grandi Classici (vedi anello del Papa che sfama il terzo mondo), per concentrarmi su altro. Praticamente che è successo?! L’ economia dell Alto Medioevo girava intorno all’ agricoltura. Coltivare un terreno, aprire una piccola bottega non richiedeva grossi investimenti, quindi neanche grossi prestiti.  Tutto ruotava attorno alla terra e ai suoi frutti. Pertanto, i teologi del tempo, ritenevano che l’ unico scopo di questi beni e terreni era permettere all’ uomo di sopravvivere mentre, tra una zappata e l’ altra, attendeva la salvezza eterna. La conseguenza di tutto questo è che i profitti ingiustificati, il denarochenascevadadenaro (anziché dalla fatica) erano vietati. Questa considerazione ha avuto delle conseguenze importantissime nello sviluppo dell’ economia del tempo! Praticamente,  i cristiani non potevano percepire le c.d. “usurae” e quindi, non si poteva concedere un prestito in denaro percependo interessi…d’ altronde chi sarebbe stato disposto a privarsi di una somma per un certo periodo, senza chiedere nulla in cambio ?! Voi lo fareste? …Buciardi!  Ora, come facevano i romani e i cittadini del mondo antico a far fronte alle esigenze di tutti i giorni se non avevano soldi, perché nessuno glieli poteva/voleva prestare ?! Tranquilli: gli “usurai” c’ erano, ma erano ebrei. Questi dal canto loro, potevano concedere il prestito a interesse, ma solo a persone che professavano una religione diversa dalla propria. Quindi romani e ebrei avevano due esigenze opposte e complementari! Ovviamente gli usurai erano mal tollerati (e poi proprio perseguitati) dalla Chiesa… però servivano! Grazie a loro i piccoli proprietari terrieri, i piccoli agricoltori potevano consumare! Facevano girare l’ economia questi qua! Quindi, se pure apparentemente alla Chiesa girava altro, fino al XII secolo quando cominciarono le persecuzioni, gli ebrei, seppur un elite, raggiunsero ben presto posizioni di prestigio.  (Non so a voi, ma a me sta storia ricorda tanto quella dell’ evasione fiscale, che se volessero, ci metterebbero tutti in ginocchio, in quattro e quattro otto, comuque…!) Dicevamo! Girava l’ economia e giravano tanti usurai…a un certo punto la gente ha cominciato a pensare che questo dell’ usura era proprio un lavoro sporco e sterile, in quanto non nasceva dal sudore della fronte! Allora che fanno?!? Siccome servono, per la serie “Toccame Cì, che mamma non c’ è!”, si sono inventati il Purgatorio nel XIII sec, così, due piccioni con una fava:

1) Gli usurai potevano redimersi e quindi non era più poi tanto assurdo pensare di intraprendere questa attività! (Praticamente il purgatorio, faceva da “assolutore di ultima istanza”, una Banca Centrale d’ altri tempi, per anime perse!)

2) Entravano dindini alla Chiesa sotto forma di penitenze e offerte elargite dagli usurai per comprarsi un posto se non in Paradiso, quanto meno nei sobborghi!

Era un pensiero che m’ era venuto così, mi pare chiaro il tono provocatorio della domanda posta inizialmente. Quindi NO: non tifo per i cravattari e non spingerò Hermes a fargli da sponsor. Sono le mie solite arzigogolerie e  mi sembrava carino riportarle qui,  senza impegno.  Ché non so a voi, ma a me, ‘sta storia del  Purgatorio è parsa una gran furbata e volevo riderci su, che il pianto me lo riservo per altre questioni!

(da www.codexart.net)

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3 Responses to Che ne sarebbe stato di Dante Alighieri, senza l’ usura?!

  1. ipsediggy ha detto:

    cazzo, salì, in questi tempi di debito sovrano, questo tuo post antico risulta drammaticamente attualissimo..

  2. fracatz ha detto:

    ma lo sai che sto fatto del purgatorio aperto nel 13° secolo lo avevo completamente rimosso dalla mente.
    Grazie per averlo ricordato, lo terrò presente nelle future consulenze, anzi, già che ci sei, dammi anche una rinfrescata sul limbo, che mi potrebbe sempre tornare utile.
    .

  3. edorulez ha detto:

    il limbo, il limbo… paràppàppà pà pà pà pà….

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