Copia-incolla: di un pianoforte e un libro “da consultazione”

Un altro post “vintage”, che oggi ringiovanire roba vecchia (è datato 13 Agosto 2011, questa estate), pare faccia figo. Non è vero: è che non ho tempo di fare un post nuovo e vi propino un copia-incolla. V’ avverto, oggi ho il cuore pesante, non ho scelto citazioni felici. Dunque, si comincia:

Sottolineo tutti i libri che leggo. Apro un libro e spesso ho alla mano gomma e matita.

Poi ci sono quei libri che una volta letti, mi porto dietro ovunque, come vangeli. Da consultazione, direbbe anobii . Un libro può essere da consultazione per svariati motivi. Libri di ricette, Signori Manuali, Libri che parlano di noi meglio di noi stessi. Uno scorre gli occhi sulla pagina e..”toh, m’ ha fregato! L’ ha detto meglio di me!” Che poi a saperla dire così bene, uno farebbe lo scrittore, vi pare? (Foto: dal web; testi: le mie citazioni preferite da L’ insostenibile leggerezza dell’ essere, Milan Kundera)

“Ma era davvero l’ amore?…Non si trattava piuttosto dell’ isteria 

di un uomo che, scoprendo nel profondo della  sua anima la propria incapacità di amare, aveva cominciato a fingere l’ amore con se stesso?  D’ altra parte, il suo subconscio era tanto vigliacco da scegliere per la sua commedia quella povera cameriera di provincia, che non aveva praticamente nessuna possibilità di entrare nella sua vita! “

“Lei cercava di vedere se stessa attraverso il proprio corpo. Per questo stava così spesso davanti allo specchio. E avendo paura di essere sorpresa dalla madre, gli sguardi che dava allo specchio avevano il marchio di un vizio segreto. Quello che l’ attirava verso lo specchio non era la vanità, bensì la meraviglia di vedere il proprio io”.

“La madre le spiegava continuamente che essere madre significava sacrificare ogni cosa. Le sue parole suonavano convincenti perché dietro c’ era l’ esperienza di una donna che aveva perso ogni cosa a causa della figlia. Tereza ascolta e crede che il valore supremo della vita sia la maternità e che la maternità e l’ incarnazione del sacrificio. E se la maternità è l’ incarnazione del Sacrificio, allora il destino di figlia è Colpa che non si potrà mai espiare”.

“La debolezza di Franz ha nome bontà. Franz non darebbe mai ordini a Sabina. Non le comanderebbe , come Tomas di poggiare a terra lo specchio e di camminarci sopra nuda. Non è che gli manchi la sensualità, quello che gli manca è la forza di dare ordini. Ci sono cose che si possono realizzare solo con la violenza. L’ amore fisico  è impensabile senza violenza”. 

“E se avesse avuto un uomo che le dava degli ordini? Un uomo che voleva dominarla? Quanto tempo l’ avrebbe sopportato? Nemmeno cinque minuti! Ne deriva che nessun uomo le andava bene. Né uno forte, né uno debole”.



6 risposte a Copia-incolla: di un pianoforte e un libro “da consultazione”

  1. fracatz scrive:

    “E se avessi avuto una donna che mi dava degli ordini?
    Una donna che voleva dominarmi?
    Quanto tampo l’ avrei sopportata?
    Nemmeno cinque minuti!
    Ne deriva che nessuna donna mi andava bene.
    Né una forte, né una debole”.
    Ho provato a metterlo in prima persona ed a cambiare sesso per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori, così mi son accorto che la cosa è asettica, priva di elementi influenzanti, di sentimenti, di compromessi

  2. salinaversosud scrive:

    Fra’ è vero. Quello che mi colpisce non necessariamente è qualcosa che ha la mia approvazione, citazioni incluse. Cercare dei compromessi significa cercare una soluzione. Voler riuscire. E’ un grande gesto d’ amore e disponibilità.

    Iggy, bellissima foto! Grazie!

  3. ketty scrive:

    l’ideale sarebbe forte e debole al tempo stesso :)))

  4. salinaversosud scrive:

    Ketty cara, quanto sei dolce!

  5. pani scrive:

    ricordo quando uscì “L’ insostenibile leggerezza dell’ essere”.
    Decisi di comperarlo quand’ero sul traghetto da Santorini al Pireo, solo perché c’era un turista che lo stava leggendo ed eravamo così pigiati (per sedici ore!) che una parte la lessi anche io.
    POi, dopo averlo acquistato e letto per intero, l’ho prestato e puf…non ricordo più dove sia finito.

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