Il mio regalo per me

Oggi è martedì 20 Dicembre. Tra pochi giorni sarà Natale e con tutta onestà, senza vergogna, credo proprio sarà uno dei più brutti e aridi che ricordi. Forse esagero, forse Fromm ha ragione:

‎”Siamo opulenti, ma ignoriamo le gioie della vita. Siamo più ricchi, ma meno liberi. Consumiamo di più, ma siamo più vuoti. Abbiamo più armi atomiche, ma siamo più indifesi. Abbiamo più istruzione, ma minor giudizio critico e minori certezze. Abbiamo più religione, ma diventiamo sempre più materialisti”. (Erich Fromm, psicoanalista e sociologo tedesco)

…eppure io non ho mai chiesto nulla di materiale. Mai una borsa, mai un gioiello, un giocattolo, mai. Mamma racconta sempre che io e mia sorella eravamo felicissime quando papà ci portava un nuovo ciuccio, o una sciocchezza. Era l’ idea della sorpresa, del gesto inaspettato, di un pensiero pensato per te. Non abbiamo mai chiesto, mai fatto capricci davanti una vetrina. Io poi, non impazzivo per i giocattoli. Avevo le mie bambole, tutte rigorosamente membri della famiglia, le vestivo, ritagliavo pezzi di stoffa e glieli legavo addosso con uno sciantosissimo spago-cinta. Alla fine sembravano sacchetti di lavanda per profumare i cassetti, ma tant’ è. Mi piacevano di più i trucchi per impasticciare (vedi le polpettine di formaggio con i giocattoli) e i vestiti! Una volta, mi raccontano sempre i miei, passammo davanti ad una vetrina e c’ era un completo da donna. Quando l’ ho visto, mi sono girata, ho indicato il vestito e… “Me me pace! Me mesura!” (A me piace! Voglio misurarlo!) Eppure un no, era un no. E’ per questo, forse, che davanti ai NO della vita, davanti ai rifiuti, davanti alle porte in faccia, non so insistere. Non ho mai pregato nessuno di tenermi con sé. Ho provato a spiegare le mie ragioni, a chiarire la mia posizione, ma pregato, questo mai. Arrivo fino ad un certo punto, dopodiché oltre la soglia del rifiuto non riesco. Anche io ho le mie paure, non sono un robot. Ok vedersi tutte intere, ma proprio perché sto faticando tanto, ho una paura assurda di ritrovarmi l’ anima a fetucce. Eppure per quest’ anno io il mio regalo l’ ho chiesto. Me ne sono fregata dell’ anima a stelle e strisce (si fa per dire), per accogliere altro. Vi ho parlato dell’ iniziativa di Babbo Roma e poi avevo detto che mi ero fatta un altro regalo: il tempo, il rischio, ore felici senza pensieri. Difficile da capire così, ma di più non posso dire. In altri momenti della mia vita sarei tornata millemila passi indietro. Sarei scappata a gambe levate, avrei cancellato e distrutto ogni possibile via di ritorno, ogni collegamento. Stavolta, mannaggia a me, ho deciso che sono io quella che resta. Stavolta rimango, a vedere che succede alla mia vita, se per una volta seguo il cuore (VIETATI ovvi riferimenti a Va dove ti porta il cuore).

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7 risposte a Il mio regalo per me

  1. Norah ha detto:

    A me è capitato per un lungo periodo di stare sotto “il pilota automatico” della vita. Poi col tempo mi sono resa conto che quella situazione di passività oltre ad essere insoddisfacente era anche pesante da gestire. Cosi un giorno mi sono svegliata e ho capito che dovevo mettere le mie di mani sul volante, e ho iniziato a guidare dove e come volevo.
    E’ giusto avere rispetto di se stessi, della propria dignità, cosi come è altrettanto giusto vivere la vita con una parte di rifiuti, è stato cosi anche per me. Ma la libertà va sopra ogni cosa. Essere libera di rifiutare, di cancellare, distruggere, fare a pezzi la propria vita è un diritto inalienabile unico e concesso solo ed esclusivamente a te stessa. Facciamo che quel privilegio quest’anno sarà il tuo regalo di natale, un regalo che tornerà utile per il resto (della vita) e di altri innumerevoli natali a venire.
    🙂

  2. Foglianera Chihyro ha detto:

    Capisco perfettamente cosa intendi… Noi dobbiamo essere e non avere…(sempre per richiamare un pochino Fromm anche se in malomodo)… hanno dato a tutto un prezzo… ho iniziato ad odiare le feste per via del consumismo sfrenato che si è venuto a creare… ma la verità è che tutto dipende sempre da noi, dai nostri sentimenti… da ciò che desideriamo e che nessun denaro può comperare…

  3. lucianaele ha detto:

    Ti faccio un grande in bocca al lupo……….
    Buon pomeriggio,
    Luciana

  4. fracatz ha detto:

    visto che ormai la meta è vicina, ne approfitto per farti i miei più cari auguri di buon tutto
    pace e bene

  5. salinaversosud ha detto:

    @norah: facciamo che sia! Grazie, i tuoi commenti sono illuminanti.

    @Foglianera: Sono d’accordo, siamo gli unici responsabili della nostra felicità.

    @Lucianaele: crepiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Grazie Luciana!!!

    @Fra: Grazie, speriamo (la meta) stia ferma dov’ è…beh, se s’ avvicina non m’ offendo! 🙂 Grazie Fra’, davvero, buon tutto anche a te, sempre

  6. gattaliquirizia ha detto:

    seguire il cuore è anche imparare un po’ di sano egoismo e salvifica, pragmatica, rassegnazione? no perchè al momento è questo il regalo che ho piàù agognato queasto “natale” e che, incrociando le ita, forse sto iniziando a fare a me stessa.

    un abbraccione, felici giorni 🙂

  7. salinaversosud ha detto:

    Si, è anche questo gatta! Assolutamente si.
    La rassegnazione non c’ è, non ci credo. Non per due come noi!

    ps. sono giorni pieni, mi prenderò tutto il tempo per rispondere con calma alla tua (graditissima) mail. Intanto grazie infinite, davvero

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