A Celestina

gennaio 29, 2012

Solo il tempo può dirci come andranno veramente le cose, solo il tempo può rivelare la natura delle persone e spiegare gli eventi.  Solo poi scopriremo le persone a noi destinate e quelle che invece dovevano semplicemente accompagnarci fino ad un certo punto. Ho parlato di un libro e qualcuno lo ha comprato. Perché voleva saperne di più, di me dico.  Mi ha detto che poi ne avremmo parlato. Ecco, io non molto tempo fa ho inviato la mia raccolta di poesie a tre persone, importanti a dir poco, ma mai nessuna prima m’ aveva detto di volerne parlare con me. Non è una critica, è solo una cosa nuova.  Il libro che ho amato immensamente (non smetterò mai di ringraziare Paola per avermelo presentato) è questo:

dal web

L’ ho regalato sottolineato e commentato e c’ è chi invece, solo dopo averne sentito parlare è andato a comprarlo e a me queste cose sorprendono. Non so se vi sia mai capitato, ma è attenzione. E’ Attenzione e per una persona che, per motivi che non sto qui a spiegarvi, s’ è sempre fatta invisibile, è un duro colpo. Le cose belle mi fanno paura. Ho provato a restare e non è accaduto nulla. Ho provato a restare e m’ hanno lasciata lì. Quanto vorrei mi venissero a riprendere. Da seduta alzerei le braccia al cielo, per farmi prendere. Sono qui. Yaris e Myriam si ritroveranno e io non so se questo accadrà anche a me. Può dirlo solo il tempo e mi viene in mente una bellissima canzone di Enya (c’ è anche il mare in sottofondo se volete rilassarvi):

Ecco, io ora volevo dire due cose a qualcuno, copiando un pezzetto di ringraziamenti che avevo scritto per la tesi (slittata a giugno, ma non so quanto posso permettermi di aspettare a scriverlo):

“A Celestina, che mi ha risvegliato dal mio letargo, regalandomi punti di vista inediti,  il coraggio di sperimentarmi  e un paio d’ occhi nuovi,  con cui guardare al mondo. Grazie.”

Oggi, sto bene e posso dire d’ esser fortunata*.

Madre di te stessa

T’ è toccato custodire
quel che rimaneva
d’ una violata ingenuità.

Il privilegio d’ esser scelta
E la miseria strozzata
Ch’ urla le tue colpe.

T’ è toccato cullare
La sfiducia nel mondo,
mentre gli altri bambini
cullavano bambole.

La tua era una piccola Te,
che non ha visto nessuno.
E conservi quel poco
Prezioso, nascosto,
che nessuno lo possa rubare.

Eppure oggi t’ arrivano parole nuove.
Così posa la bambola e abbracciati
Concediti il pianto,
e la calda carezza della consolazione.

* Almeno così scrissi venerdì:

Amici del cancro (segue sorriso gigione) sono andata alla pesa dalla mia dietologa e nel mentre (?!?) ho letto della stampa. L’ oroscopo dice che il 2012 è il nostro anno, dopo un biennio terribile (e io non so voi, ma preciso-preciso da gen 2010 posso dire in tutta tranquillità di averne passate q.b.) questo sarà l’ anno della nostra rinascita. Per inciso, parlava pure di grande amore e di grandi, granderrimi cambiamenti (vedi sorriso gigione di cui sopra). Diapositiva del sorriso gigione :->

Dai sorriso gigante! Sarà un bell’ anno ah, e sapete cosa faccio per tirare su il morale della conversazione?! Guardate un po’ che bello il mio libro di ricette!!! Me l’ hanno regalato l’ anno scorso e continuo a compilarlo! Lo conserverò per sempre! Lo adoro! Se ingrandite la foto (basta cliccarci su), c’ è una ricetta di famiglia: la pasta alla messinese di mia Zia Diana! Ci tengo a precisare che il mio sangue è sardo (ciao zietti adorati!!!). Ah, perdonatemi la scelta del vino, non sono brava!

Foto di Salinaversosud

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Esegesi di una stronza

gennaio 27, 2012

‎Ero indecisa se intitolarlo così, oppure  Sentivo solo il morso e la tristezza selvaggia. Ha prevalso il mio lato grunge, fatto sta che tutte le persone che mi hanno detto: “mi piaci come sei”, mi hanno lasciata andare proprio nel momento in cui ho cominciato a fare, oltreché ad essere, quello che sono!

Non uso parole a caso, le parole sono importanti.  E badate bene, non ho scritto “abbandonata” (seppur è la mia paura più grande), né “scaricata” (che non mi prezzo tanto poco). No no. Ho detto proprio lasciata sola. Poggiata lì, esattamente dov’ ero, con tutto il mio bel fagotto di emozioni (che erano solo mie), con i miei occhioni che brillavano di speranza (“forse ora mi vedrà e mi vorrà lo stesso!”) e di giornate d’ unilaterale attesa. M’ hanno lasciata lì, come una bambola sul letto. Tanto è carina e graziosa, che ci vuole? Qualcun altro entrerà in stanza e la farà stare bene, almeno per un po’. Lo avete mai letto Ibsen? (Senz’ acca, per carità!)

Eppure ogni volta ho sperato, voluto, voluto, fortemente voluto! (Fortissimamente, a dirla tutta!) Niente.

Ricordo il momento esatto in cui il guscio si è incrinato: “tu mi vendi per latta, quello che in realtà è oro!” Usatela, ve la consiglio. Funziona! Non con me. Siete arrivati tardi. Ho già fatto una buona palestra.

Non credo ai complimenti, alle attenzioni, alle cose sdolcinate, non dopo che la persona che diceva di amarti e di volerti per la vita, ti pianta con un SMS dopo otto anni (voglio dire, capisco l’ isteria di una donna, che poi comunque in quanto saggia, o fessa, torna in sé…) ma un uomo di quasi trent’ anni…! Oggi  che me ne faccio delle tue botte di buon senso? Io, dicevo, non credo ai complimenti. Non dopo che ancora, di nuovo ho provato e riprovato e in modi perfino nuovi e per me del tutto inediti. Non dopo che nonostante aver morso e strappato via la corteccia con i denti, mi hanno comunque lasciata lì, con tutto quell’ oro. Uno che se ne fa? Si torna a venderlo per latta e paradossalmente il tentativo è quello di proteggerlo. Di proteggersi, che i porcelletti quando scoprono che le perle son perle, non sanno che farsene. Al limite le mangiano e le defecano insieme a tutto il resto. Così, sane e brillanti. E tornano sul letto. Lasciate lì.

Io so cosa voglio, voglio l’ uomo (l’ articolo determina, diceva Parmenide). L’ Uomo alla Finardi (no! Non Finardi!) e i complimenti a me oggi non bastano, perché non ci credo. Perché razionalmente non puoi saperne nulla di me! Quindi grazie. Grazie davvero, tutti molto dolci, propensi e gentili; ma la prima idea che mi faccio di voi è che siate quanto meno degli inguaribili ottimisti. Di quelli che per costruire un’ amaca, piantano due ghiande (cit.)!

“Sono io” disse lei.  “Solo io”
“Lo so” Disse lui. E la baciò

(Jonathan Franzen – Libertà)

Foto di Salinaversosud

ps. “Sentivo solo il morso e la tristezza selvaggia di un’altra buona cosa persa per sempre”. (C. Bukowski) Preghierina del mattino: la prossima volta, se proprio devi,  fammi più tosta e indifferente! E non venirmi a dire: “ma nooo! Figliolaaaa! Sei bella così!”  Eh, ah sòreta! Vorrei vedere te al posto mio, col cuore di ricotta e cannella!


Non vedo l’ ora di conoscerti

gennaio 25, 2012

Nella pagina “La verità è che non gli piaci abbastanza”, stamattina ad un commento ho risposto così: “L’ importante è aver provato di tutto, prima di arrivare a questi pensieri. L’ importante è essere a posto con sé stessi e aver raggiunto la consapevolezza, che allora proprio ci siamo sbagliati, che non poteva essere, che la nostra metà è altro. Allora si, per il bene di entrambi, si lascia andare. Ma non prima. Prima si morde la vita”.

Io l’ ho morsa la vita, ma ammettere il fallimento… 

Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio.
Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità.
E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme
tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio.
Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei.
E lo ha fatto. E’ scoppiata tutto d’un colpo. (A. Baricco- Oceanomare)

…è l’ unico modo per ricominciare davvero.

Ha 38 anni Bartleboom ,lui pensa che da qualche parte,nel mondo, incontrerà un giorno una donna che,da sempre, è la sua donna.Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia ,ma col tempo ha imparato a considerare le cosa con grande serenità.Quasi ogni giorno ormai da anni,prende la penna in mano e le scrive.Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste:ma ha una vita da raccontare.E a chi se non a lei?
Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle in grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle:”ti aspettavo!”.
Lei aprirà la scatola e lentamente quando vorrà leggerà le lettere una ad una e risalendo un kilometrico filo di inchiostro blu,si prenderà gli anni,i giorni gli istanti,che quell’uomo prima ancora di conoscerla le aveva regalato.
O forse, più semplicemente ,capovolgerà la scatola e attonita davanti quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo: “tu sei matto!”..e per sempre lo amerà! (A. Baricco- Oceanomare)

Non perderti per niente al mondo

Foto di Salinaversosud

‎”La paura smuove quel che c’ è”. 
“E se non si muove nulla?”
“….”

Stavolta davvero, torno alle mie cose.


Attendere che in petto ti scoppi la vita

gennaio 24, 2012

Un giorno la volta
Accogli in petto
Lo stillicidio delle tue paure.
Le hai allattate sfranta,
dal capezzolo delle tue colpe.

Ma tu, tu non sei nata per redimerti
Bambina mia,
né pari vacca smunta e trista;
‘sì stacca dal tuo seno
Quel vitello ingrato

E alzati, non stare china
Né rinchiuderti ingiusta,
nello scrigno sordo delle tue spalle
e della tua schiena curva.

E’ schiena di donna,
vertigine esperta di seta nera:
che ti percorra profonda
che scenda saccente,
sulla fossetta sacra,
della tua Colonna Infame!

(Marianna)

Foto di Salinaversosud


Due passioni a contatto

gennaio 23, 2012

Il mondo pare più gentile
oggi che i passeri litigano
E strillano amore…

Foto di Salinaversosud

… oggi che agli occhi
t’ incalzano immagini vive
e che monta incosciente
la speranza nel cuore.

Miracolosamente aspetti,

miracolosamente viva,

è l’ impazienza d’ un bambino

con il regalo suo più bello

Foto di Salinaverosud

E ti prepari con la cura
delle donne, quando sanno;
quando belle e salde e aspettano:
aspettano che in cuore, gli scoppi la vita.

(Marianna)

Eccoci a noi! Dunque, quello nella prima foto, è il mio adorato forno! Nelle altre foto, invece una crostata (nella foto #2 è appena sfornata) con crema tipo cheese cake alla cannella e trito di cioccolato e fondo di pere e banane glassate in caramello, cannella e un goccio di latte. Ne vogliamo parlare?! Vi fornirò:

  • La mia ricetta personale dell’ impasto per crostata
  • La ricetta della crema al formaggio
  • La ricetta per la composta di pere e banane

Bene, cominciamo! Premesso che gli ingredienti ci servono a temperatura ambiente, tirateli fuori dal frigo un’ oretta prima.

Base per crostata

La ricetta la trovate ovunque. Le dosi che ho usato io sono queste:

  • 300 gr farina
  • 100 gr burro
  • 100 g zucchero
  • 3 uova (1 intero, 2 tuorli)
  • 1 cucchiaino di lievito
  • scorza di 1 limone ( 🙂 )
  • 1 pizzico di sale

Non la faccio molto dolce e burrosa, c’ è già la composta di frutta!  Alcuni usano la margarina. Margarina o burro? Burro o margarina?! Burro tutta la vita e sfatiamo il mito che racconta della margarina, come alternativa ipocalorica al burro! Non è così! Un giorno vi posterò un link in merito, se avete impellente curiosità, chiedetemi pure in pvt. Dicevamo, lasciate riposare in frigo l’ impasto, che avrete avvolto in una pellicola.

Crema al formaggio

A parte fatevi  crema pasticcera (deve venire bella soda con 300 cl di latte, io mi regolo a occhio). Lasciatela freddare e girate di tanto in tanto, per evitare si formi la fastidiosa patina in superficie.

In una ciotola lavorate a forchetta:

  • 2 etti di ricotta
  • 80 gr zucchero
  • cannella a piacimento
  • gocce di cioccolato
  • 1 cucchiaio di sambuca

Amalgamate e incorporatevi la crema pasticcera quando è fredda.

Lasciate riposare!

Composta di banane e pere:

Semplice: mettete dello zucchero di canna con una stecca di cannella (o anche dell’ anice stellato se volete) in un pentolino antiaderente. Lasciate andare a fuoco dolce.  Dovrebbe sciogliersi da sé. Aggiungete un mestolino di latte e lasciate bollire ancora un paio di minuti. Incorporate poi una dadolata di banana e un paio di pere. Mescolate il tutto con un cucchiaio di legno, molto delicatamente per non sfaldare la frutta. E’ bene che si senta.

Assemblaggio:

Stendete un sottile disco di frolla e disponetelo in un testo rotondo, precedentemente imburrato e infarinato.

Con un cucchiaio spalmare sul fondo la composta di pere e banane caramellate. Ricoprite bene la superficie in ogni sua parte!

Prendete la crema al formaggio “arricchita” con crema pasticcera e versate.

Va in forno preriscaldato a 170° per 40 minuti+ qualche minuto di grill per la doratura.

Tirate fuori e lasciate intiepidire, prima di cospargere la superficie con trito di buon cioccolato fondente. Fate questa operazione all’ ultimo in quanto aggiunge una componente croccante e divertente al dolce.

L’ abbiamo lasciato riposare in frigo ed era veramente buono, perché la pasta frolla deve essere uno strato molto sottile!


Poeticherie

gennaio 21, 2012

Vi è mai capitato di volere così tanto qualcosa da cercarne anche l’ odore?

Entro nelle profumerie, reparto uomo. Il suo profumo. Eccolo! E’ la prima cosa che cerco.

Me lo metto addosso e lo respiro, camminando per le vie del centro così vicino a quell’ uomo che sa di limoni.

Vi è mai capitato di riconoscere il suo profumo in mezzo alla gente?

Poche volte, forse un paio, che non è un profumo da tutti e mi sono voltata a cercarlo.

Eppure ora resto ferma dove sono, ché di passi ne ho fatti e anche di pericolosi

e io non posso, non posso proprio costruire da sola.

Io mi voglio bene.

Avrei stanato le lacrime che non hai pianto,
Parlato alla tua disperazione.
Avrei tagliato via i rami secchi dei tuoi limiti,
Preso le tue medicine.
T’ avrei cullato nelle notti insonni,
Seguito apprensiva, il passo tuo nervoso.
Avrei accolto le tue manie,
Come dolci abbellimenti della tua meraviglia.
Avrei spostato i miei organi
Per tenere al caldo i tuoi.
Avrei posato la mia mano sul tuo ginocchio,
E non per fermarlo
Ma per poter tremare con te.

(Marianna)

Assurdo! Persino il layout di questo post la dice lunga, due situazioni tese l’ una verso l’ altra, che se solo si toccassero, se solo volesse, sarebbe Meraviglia.

dal web


StancaMente

gennaio 20, 2012

La mia psicoterapeuta dice che mi scelgo sempre persone che mi rifiutano. Questo in ogni campo: amicizia, sentimenti (amore è una parola preziosa, che va trattata con cura), conoscenze in generale. Dice che io devo confermare a me stessa quello che per vari motivi che non sto qui a dire, ho imparato da bambina: io non posso essere amata. E’ la mia verità e faccio di tutto per rispettare questo copione. Cominciando dal principio. Cominciando a scegliermi le persone che non mi vogliono e se poi mi vogliono?! Faccio di tutto per allontanarle, per convincerle che proprio non ne vale la pena. Quest’ anno mi ero ripromessa di fare un passo avanti. Di stare ferma, immobile dov’ ero, se avessi davvero conosciuto qualcosa per cui valesse la pena. Era il mio regalo di Natale per me, eppure non ricordo un Natale più triste di questo… e non perché dopo otto anni non c’ era il mio ex a festeggiare con me! Non tornerei indietro, più passa il tempo, più razionalmente mi rendo conto che ci siamo sbagliati. Ci siamo sbagliati e intestarditi l’ uno con l’ altro per non ammettere il fallimento. Ma ammettere di aver fallito è l’ unico modo per ricominciare sul serio.

Nn mi piace chi ti prende in un modo e vuole cambiarti, chi non ti vede per quello che sei e ti costringe ad adeguarti, per sentirti apprezzata. O sei come quello che piace a me, o niente. Non mi piacciono le persone vigliacche, che parlano bene degli sbagli altrui e non riescono nemmeno a trovare il coraggio per pensare ai propri, perché ammettere di aver sbagliato (a causa propria), costa fatica, costa rimettersi in gioco. Non mi piacciono le casette del Mulino Bianco e chi ti vuole complice a nascondere la polvere sotto il tappeto. Non mi piace chi è stato capace di tirar fuori il peggio di me, perché dove c’ è un carnefice, c’ è la meschinità della vittima, che ti costringe nei suoi argini. (“Tutti vedono la potenza del fiume in piena, nessuno vede la violenza degli argini che l’ hanno costretto”). Non mi piace chi fa tutto questo e poi quando si stanca, con la codardia che da sempre l’ ha distinto, fa di tutto per rimettere la scelta nelle tue mani. Non mi piace chi non ci riesce e allora comincia a tirare fuori questioni che esso stesso aveva accettato, mettendo ancora sabbia sotto il tappeto. Non mi piace chi non lascia un ramo senza prima averne afferrato un altro perché non sa stare solo. “I migliori uomini che sanno stare con le donne, sono quelli che possono farne benissimo a meno” (e vcvs). Non mi piacciono le persone poco sincere, perché io a discapito di tutto lo sono, che l’ onestà è ben altra cosa, della debolezza. E io non sono neanche debole, non ho bisogno di essere protetta, né difesa, né rassicurata. A me ci penso io e se l’ unico modo per distinguermi da te, sono i capelli lunghi, che se ti cammino vicino non puoi darmi la mano, se no ci scambiano per due uomini (lasciamo stare…) sono problemi tuoi e di chi avrà ancora a che fare con te e con questi discorsi. Non io. Quindi si, io tutta ‘sta polvere non la voglio, tienitela tu. 

Io sono solo molto stanca di pregare le persone di tenermi con sé e credo smetto di farlo.  Tanto arriva per tutti quella persona che proprio non può lasciarci andare, arriva persino per una pretensiosa, attenta, diffidente come me. Ora pubblicherò un video con un testo, che amo immensamente (e qui il verbo “amare” ci sta). Non prendetelo come una richiesta. Non è un annuncio. Sono solo io. Confido nell’ intelligenza di Mondo Web. Vado a preparare il mio dolce preferito: tiramisu, al caffè naturalmente!

Lei non lo sapeva ma aspettava un Uomo
Che la scuotesse proprio come un tuono
Che la calmasse come un perdono
Che la possedesse e fosse anche un dono

Era tanto tempo che aspettava l’Uomo
Che la ipnotizzasse solo con il suono
Di quella sua voce dolce e impertinente
Che proprio non ci poteva fare niente

Che la fa sentire intelligente
Bella, porca ed elegante
Come se fosse nuda tra la gente
Ma pura e santa come un diamante

Un Uomo dolce e duro nell’Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l’Amore

Per seppellirsi tutta nell’odore
Che le rimane addosso delle ore
Che non si vuole mai più lavare
Per non rischiare di dimenticare

Che le ricordi che sa amare
Un Uomo che sappia rassicurare
Che la faccia osare di sognarsi
Come non é mai riuscita ad immaginarsi

Un Uomo pieno di tramonti
D’istanti, di racconti e d’orizzonti
Che ti guarda e dice: “Cosa senti?”
Come se leggesse nei tuoi sentimenti

Un Uomo senza senso
Anche un po’ fragile ma così intenso
Con quel suo odore di fumo denso
Di tabacco e vino e anche d’incenso

Impresentabile ai tuoi genitori
Così coerente anche negli errori
Proprio a te che fino all’altroieri
Ti controllavi anche nei desideri

Tu che vivevi nell’illusione
Di dominare ogni tua passione
Tu che disprezzavi la troppa emozione
Come nemica della Ragione

Non sei mai stata così rilassata
Così serena ed abbandonata
Così viva e così perduta
Come se ti fossi appena ritrovata

Un Uomo dolce e duro nell’Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare

E poi di nuovo farsi far l’Amore