Volevo un gatto nero

Ve l’ ho detto che quest’ anno, per la prima volta da quando ero bambina, mi sono mascherata? Ben due volte!

La prima volta è stato il sabato prima di martedì grasso. Cena dietro al Colosseo con la mia amica Sara e poi, senza averlo programmato, la sua collega ci chiama e ci convince ad andare alla festa di carnevale, organizzata da una squadra di basket. C’ era un sacco di gente insomma e tutti (o quasi) erano più alti di noi. Non ricordo neanche da quanto non mi divertivo così tanto! Non era programmato, dicevo, quindi non avevamo niente che ricordasse vagamente il carnevale, da indossare per la serata. Nada! Neanche un coriandolo! Solo due pance piene di cibo. Al che, chiamiamo questi due colleghi per capire un attimino meglio. Lei ci rimedia un paio d’ ali piumate e lui due mascherine “da gatto”. Da lì, L’ Idea!

“Allora, mettiamo le mascherine e ci disegniamo baffi e nasino. Poi io (io me, n.d.r.) metto le ali (le volevo troppo!) e facciamo le gatte: tu la gatta viva e io la gatta morta!” (a proposito, sempre più convinta che se dovessi tatuarmi qualcosa, sarà un gatto nero)

foto dal web

Da lì, abbiamo deciso di andare già solo per toglierci la soddisfazione di fare questa cosa! (Presto le foto!)

Fatto sta che mi sono divertita tantissimo, ho fatto le foto con Saw l’ enigmista, ho accarezzato la lampada al genio, ho ballato con Pierrot e Magnum PI (o qualcosa di simile), ho bevuto una cosa dolciastra al limone (indeed!), cantato e  riso tantissimo. No niente schifezze. Stavo proprio bene! La compagnia era fantastica e a quanto pare la cosa era reciproca, perché domani ho un pranzo in centro a Roma con S. e i due colleghi che ci hanno gentilmente prestato ali e mascherine…che a pensarci facevano più “locale scambista”, che “miciomicio”.

La settimana a lavoro è stata positiva, quanto meno i ragazzi cui insegno si sono accorti del mio entusiasmo e devo dire, che loro di tutto quello che c’ è lì dentro, sono la cosa più bella. Sono contenta di lavorare con loro. Io penso a quello che devo fare, dei patemi d’ animo esterni, non me ne curo e mi piace che si veda! 🙂

Ah! Questi giorni ho fatto anche i controlli! Ho fatto la Tac total body con mezzo di contrasto e finestra sull’ osso. La mia mente già viaggiava: pensavo che dovessero ricavare una finestra sull’ osso…pensavo dovessero tagliarmene un quadratino! Ah quando la mia mente comincia a viaggiare non potete immaginare di cosa io sia capace! Una volta sentivo il formicolio alle mani e cercando con google mi sono diagnosticata una sclerosi multipla, con tanto di placche al cervello. Lo so. Sono drammatica. Vogliatemi bene anche per questo. Beh, quanto meno perché una volta passato del tempo, mi sbellico dalle risate a pensare a quanto sono scema!

Fatto sta, che ora ho un avambraccio con tre buchi e due lividi belli grossi. Roba che neanche il più impacciato degli eroinomani. Nota a margine: ogni volta è la stessa storia, non è colpa delle infermiere che mi fanno le punture, non ho le vene! Non si trovano mai!  Ogni volta servono un paio di buchi! Anzi, a proposito, l’ infermiera orgogliosa mi ha detto di mandare un messaggio importante alla nazione: Giorgia (lei), per il mezzo di contrasto è riuscita a mettermi l’ ago verde al primo colpo! In sintesi: sto bene! Non fate i matti, controllatevi. Non c’ è cura migliore della diagnosi precoce!

Bene, che altro dire?! Sabato a Piazza Navona un violoncellista ha suonato la “mia marcia nuziale” (tutto tra virgolette: perchè non è mia e perché non so neanche se troverò mai la persona con cui fare un passo così importante..se sarà, immagino questa. Non voglio nessuno a suonarla se non il violoncellista, fosse anche solo per accompagnarmi per una passeggiata sul prato). Allora, riprendiamo: ero arrivata che aveva già cominciato, ma l’ ho riconosciuta subito, perché per me è inconfondibile: suite per violoncello in SOl maggiore, di J.S. Bach. Per chi avesse curiosità:

Poi mi hanno fatto un regalo bellissimo: un libro di poesie con a fronte delle fotografie  di artisti vari, reinterpretate dallo scrittore stesso.  E’ un’ opera omnia. La adoro. Me la sto gustando pian piano. Questi giorni sono stati davvero appaganti per me. “Appaganti” è la parola giusta. Tra le altre cose, ho anche ricevuto un complimento. Una persona mi ha detto che sono bella e me l’ ha detto in un modo così paterno e pulito, da farmi tenerezza e gratificarmi come se lo avesse detto un padre alla figlia. E’ stato bello per me, che sono così diffidente! Sto facendo un sacco di cose, sono anche riuscita ad assaggiare il tiramisu al lounge bar di Giorgia! Buono! Buonissimo! Adoro il tiramisu, lo prendo sempre dove vado, è il mio dolce preferito! A proposito, per i neofiti: vi informo che nel vero tiramisu non c’ è mai la panna. Mai. Ci vuole il mascarpone, il caffè, il cacao amaro e i savoiardi (sardi!) Ho fatto un sacco di cose, ho provato la mia prima torta di mele (la più buona che abbia mai assaggiato: è la versione ferrarese, quella piena di mele tagliate sottili sottili che piace a me: sembra che dentro ci sia la crema!). Dovrei mettere le foto anche di questo! Le ho fatte e caricate, sono solo un po’ pigra! (Devo anche fare il post sui disegni erotici di Hayez!)

Uh, basta. Stop. Ero partita con l’ intenzione di raccontarvi solo della mia botta di genio di qualche sabato fa (“Gatta-morta”, ricordate?!) e invece niente. Al solito, finisco per stra-parlare. Che poi non sono una chiacchierona…giuro! Sono anche piuttosto timida! Non si direbbe, eh?! Si, lo sono eccome. Bene. Vi lascio, prima che ricomincio.

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3 risposte a Volevo un gatto nero

  1. FioNat77 ha detto:

    Tesoro, sei adorabile! Sapevo di avere molto in comune con te, non solo il tiramisù, bensì anche l’assolo per violoncello di Bach (ho i brividi ogni volta che lo ascolto), la capacità di sorridere delle piccole cose, l’amore di condividere ciò che conosciamo attraverso l’insegnamento, la naturalezza con cui affrontiamo i grandi imprevisti che la vita ci ha messo di fronte…

  2. salinaversosud ha detto:

    Hai visto il video e già questo mi colpisce moltissimo. Di solito si passa distratti, anche qui. Tu no. Sono proprio felice di conoscerti. Grazie!

  3. salinaversosud ha detto:

    L’ha ribloggato su profumodilimonie ha commentato:

    [MEMO] Quanto siamo belle noi donne, quando siamo felici.

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