La violenza degli argini

Non voglio più nella mia vita persone che mi spengono, che mi tengono legata a loro con il senso di colpa. Non voglio più vittime e vittimismi, perché (non ricordo dove l’ ho letto) tutti notano la potenza del fiume in piena, nessuno fa caso alla violenza degli argini che lo costringono. Non sono più disposta a tollerare chi mi ritiene una sua proprietà e neanche chi permette questi atteggiamenti stupidi e infantili. Le vittime e i carnefici mi danno ai nervi allo stesso modo. Ho trascorso due splendidi giorni a Bologna con un’ amica. Sono tornata e mi sono sentita rimproverare perché ho dato “la precedenza” a questa cosa e non sono andata da un’ altra parte a raggiungere un’ altra persona. In altri tempi mi sarei sentita in colpa, o avrei nascosto la trasferta. Ora no, non ho bisogno, né voglia. Io sono libera e non perché non ho un fidanzato,  no no. Sono proprio libera. Il che vuol dire che né amiche, né cugini gelosi, né fidanzati, mariti, gatti, conigli, possono farmi sentire in colpa per aver scelto una cosa che a me fa stare bene. Ovvio, c’ è sempre la storia della libertà che finisce dove comincia quella dell’ altro (cit.). Voglio solo dire che i discorsi di vittimismo, di priorità, classifiche, etc. con me non attaccano. Perché non faccio classifiche, perché le persone sono Persone e non impegni, quindi le priorità te le stabilisci a lavoro, perché nessuno può farci sentire dei vermi, se il loro unico problema è che non abbiamo messo al centro loro. Nessuno ha il diritto di pretendere  la nostra infelicità, per la propria felicità. Quindi armiamoci di coraggio e cominciamo a spostare gli argini più in là, che le persone che mi spengono, mi stanno strette. Ora, sembra che nella mia vita ci siano solo cose spiacevoli! Seh, non è così. Gli ultimi due week end sono stati favolosi, ognuno per i propri motivi. Solo che, non so se capita anche a voi, mi viene più difficile fermare le sensazioni positive e raccontarle. Le cose belle preferisco tenermele dentro e coccolarle, ripescarle, giocarci di tanto in tanto. Come prendere un pizzico di felicità e spargerlo qua e là, su una giornata grigia. Sono splendidi giorni di Sole, vi lascio due righe e mi organizzo la giornata. A presto!

dal web

Se solo il cielo denso,

cupo non si chinasse sulla viva giovinezza;
le pareti della tua casa
lo urlerebbero orgogliose e tronfie,
il loro giallo più vivo.

Prigioniere d’ altrui speranze,
smorzano serenità e chiasso,
per intonarsi spente
al carnefice del talento più proprio.

Ma tu non perdi speme
E aspetti fiduciosa nel cuore,
l’ azzurro insolente
di giorni futuri.

Tornerà allora,
la felicità sfrontata e femmina,
torneranno chiassose, disordinate
le giornate a riprendersi la gioia
ch’ un vile gli rubò.

(Marianna)

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6 risposte a La violenza degli argini

  1. f. ha detto:

    lo sai che una volta lasciare la casa paterna ed andare a vivere da soli era come voler dare un pugno ai propri genitori e sputtanare un po’ tutta la famiglia, almeno nel ceto medio o proletario?
    Ed era così che si formavano le giovani famiglie, i ragazzi padri e le ragazze madri
    comunque una volta accertato che la potenza irruente fosse totalmente positiva, io non porrei argini e mi fiderei di mia figlia, anzi oggi è apprezzato il fatto che i figli cerchino di andarsene di casa o almeno ci provino, tanto è sempre concesso di tornare

  2. Tommy ha detto:

    Capita anche a me di non riuscire a raccontare gli avvenimenti più belli, forse perchè li sento troppo miei e ne sono un pochino geloso. Chissà..
    Ho sempre ammirato le donne emancipate, bel post!

  3. Spero di non essere rientrato nella categoria nella categoria di chi spegne, o ha spento la luce.
    Ad ogni modo, ti voglio bene e sono felice di leggere post come questo.

    Ro’

  4. pani ha detto:

    prendersi la libertà vuol dire anche chiudere delle porte. O finestre. Impedire al cielo denso di smorzare la vivacità delle pareti di casa. Sì, libertà è anche dire no e tenere qualcosa per sé

  5. 125ml ha detto:

    Magnifici giorni di sole, si.
    Il sano “egoismo” è una dote da affinare e metter a frutto.
    Buona giornata

  6. Tizi ha detto:

    Ci sono persone che legano e costringono con lacci invisibili, il più delle volte stretti da noi stessi. Bisogna imparare l’egoismo, quel che serve per farci stare bene. Credo però che delle priorità esistano, senza costrizioni, ma perchè ci sono persone con cui stringiamo sani legami che non constringono ma che abbracciano.

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