“Un assaggino di tutte e tre”

Rileggendo la mia piccola raccolta di poesie, rigorosamente in ordine cronologico, mi sembra di percepire sotto le dita il mio cambiamento; di toccare con mano, il gusto della mia vittoria. Qui ne riporto tre, per chi avesse piacere, buona lettura.

Il prima

Se tu m’ avessi dato un po’ del tuo bene
Quello più nascosto, più taciuto;
Se tu anziché dalle tasche, l’ avessi tirato fuori
Dalle mani, o dagli occhi;
E se questi occhi avessero visto me, voluto me;
Io non avrei rifiutato la tua semplicità in dono:
ne avrei fatto con vanto
il contrappeso delle mie profondità.

E se tu quelle profondità le avessi
esplorate, cercate, volute,
avresti voluto me.
E io non avrei avuto paura di donarmi a te,
sull’ altare della nostra codardia.

Se tu avessi voluto me,
mi sarei fatta piccola
innanzi alla mascolinità più tua
e avrei ringraziato dei frutti
che la perseveranza, vigliacca e sorda, ci ha donato.

Ho nascosto di me, quel che non volevi sapere
Ho strappato via lingua, occhi, stomaco,
nella cieca speranza che un giorno
me lì avresti richiesti indietro.

Invece no,
nei miei cassetti non ci sono sogni, né illusioni
Solo carne e ossa, sotto sale e fiele.
Sono ancora tutta lì:
t’ è bastata una carcassa
e pelle d’ ebano che brillasse al Sole.

(Ho nascosto di me, Marianna U.)

Il durante

C’ è in te l’ entusiasmo
Di chi ha osato
per la prima volta,
Pensarsi tutta intera.

Hai aperto il baule
In cui nascosti avei i tuoi pezzi
E ora te ne stai lì.
La gioia effimera della rivincita,
l’ angoscia mordace del rimpianto.

C’ è in te l’ audacia
Di chi ha visto
Per la prima volta
Le sue Colonne D’ Ercole.

E c’ è in te la soggezione ignava
Di chi non sa e teme a saper
Quel che v’ è dopo.

C’ è in te il fascino mistico
D’ una terra di confine
D’ una straniera nella propria casa
D’ una sperduta tra le proprie braccia.

C’ è in te la meraviglia
Di chi ha compreso
Per la prima volta
D’ esser donna.

C’ è in te una donna libera
Ch’ innanzi ha solo un foglio bianco
E la sfrontata bellezza
D’ un mattino d’ autunno.

(C’ è in te, Marianna U.)

Il poi

Il mondo pare più gentile
oggi che i passeri litigano
E strillano amore;

oggi che agli occhi
t’ incalzano immagini vive
e che monta incosciente
la speranza nel cuore.

Miracolosamente aspetti,
miracolosamente viva,
èl’ impazienza d’ un bambino
con il regalo suo più bello

E ti prepari con la cura
delle donne, quando sanno;
quando belle e salde e aspettano:
aspettano che in cuore, gli scoppi la vita.

(Il mondo pare più gentile, Marianna U.)

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5 Responses to “Un assaggino di tutte e tre”

  1. pani ha detto:

    Altri assaggini ce ne sono?

  2. salinaversosud ha detto:

    Si e pian, piano ve li subirete tutti 😀

  3. pani ha detto:

    bene, mettici all’ingrasso.

  4. salinaversosud ha detto:

    Sei sempre tanto caro, grazie Pan

  5. massimobotturi ha detto:

    ogni testo ha la sua peculiarità, il primo è più epistolare, non mancano passaggi di pura passione, molto belli. Il secondo è più ricercato nella forma, più accurato nella sintesi, e pieno di consapevolezza. L’ultimo ha il segno della maturità, è appagante e
    sereno, trasmette molta positività.

    Un caro saluto

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