Il prima e il dopo

Mi sono ricordata ora che  il 18/04/2012 ho scritto  un post, salvato in “bozze” e mai pubblicato, per ragioni di pudore probabilmente. Una vera pagina diario. Eppure, passati tre mesi, oggi rispetto a queste parole sono serena. So di aver preso le scelte giuste e per la prima volta in vita mia, non tornerei indietro per nessuno e nessun motivo al mondo. Al compimento dei miei 30 anni (un po’ prima: il 29 marzo 2015) io avrò finito la mia ormonoterapia e la mia vittoria contro il cancro sarà ufficiale e definitiva. Bene, quella sera farò una grande festa come mai ho festeggiato in vita mia e voglio accanto a me solo le persone che hanno avuto la forza, la pazienza, il coraggio, la voglia e la fantasia di far parte della mia vita nonostante tutto, nonostante me. Sarà bellissimo. E’ già bellissimo ed è buffo perché questi pensieri scritti neanche cento giorni fa, ora, li sento davvero lontani.

SCENDO QUI, 18 Aprile 2012

“Il motivo per cui non riesci a chiudere, sono le cose non dette. Il dubbio che forse tu non abbia parlato chiaramente. Il motivo è quella leggera insoddisfazione che rimane dopo discorsi poco chiari, la mancanza di definizione”

“…”

Mi muovo io, ancora una volta, faccio io l’ uomo ancora una volta e mi costa perché sono già abbastanza vicina al genere maschile non avendo un ciclo ovarico e dei capelli corti. Comunque. Fanculo. L’ ho fatto.

Il punto è che la risposta, come al solito era già nella mia domanda. Era prima della mia domanda: non aveva le intenzioni, altrimenti al posto mio, ci sarebbe stato lui. E io sono una che non molla se ha ancora una briciola di dubbio, perché non so per quale miracolo, sono ancora viva e io alle persone ci credo ancora. Quindi mi attacco con tutte le mie forze, con le unghie, do il beneficio del dubbio a oltranza, confondo alibi e ragioni alla nausea…finché quel briciolo di dubbio rimane, io cavo il buono a forza anche dove non c’ è. Voglio dire, sono una che salva le formiche con bastoncini di legno e fogli di carta, figuriamoci  le persone! Il punto è che proprio per questo, proprio perché so di averle provate tutte, una volta che il quadro della situazione mi è chiaro, chi si trova davanti a me e prima era tanto forte ai miei occhi, da quel momento è nudo. Quando capisco il meccanismo e vedo che non ha nulla a che fare con i sentimenti, quando mi sento parcheggiata, usata, abusata io mollo. E io non sono una che usa il termine “abusata” con leggerezza. Io la conosco quella parola, ne conosco il contenuto, le pareti. Ecco, quando io mollo, allora vuol dire che non ce n’ è più per nessuno. Quando io mollo con le mie ragioni e i miei occhi, è davvero l’ ultima parola: la mia. Non do all’ altro neanche la possibilità di disegnarsi nella mia vita quel ricordo pulito che avrebbe voluto lasciare.

“Tanti auguri di buon Natale a te, Vale a mamma e a papà”

” Grazie mille. Tanti auguri anche a te e alla tua famiglia. Marianna.”

Con una freddezza che non è mia, dopo aver risposto in questo modo, ho estratto la scheda dal cellulare e l’ ho spezzata. Via. Basta. Tutto quello che tra noi c’ è dopo di noi, non ha motivo di esistere. Ti ho dato il tuo contentino. Sei stato bravo a mandarmi gli auguri, ti do pure l’ opportunità di farti sentire a posto. Partecipo l’ ultima volta alla tua commedia. Poi me ne vado e non torno indietro, neanche con il pensiero. Perché sei nudo. Ti ho visto. Ti ho capito e non mi piaci. Non ti voglio.

Mi è capitato di chiamare un amico nel momento più crudele per me. Ero disperata. La prima persona che avevo chiamato è stata lui.

“Senti ora stai male, non fare così. Riprenditi e quando starai bene, ne riparliamo”. Grazie al cazzo!

Da quel momento, io l’ ho visto. Ho capito di che pasta era fatto lui e la nostra amicizia. Oggi mi cerca, vuole spiegarmi e il sabato sera mi chiede che faccio, ma ormai sono lucida. E proprio non ci riesco a giustificare, coprire, come ho sempre fatto. Vedo tutto e non mi piace, è una persona che non mi piace, che non voglio nel mio futuro di donna, di mamma, di amica. Non voglio farci vacanze, mangiare insieme, farci giocare i miei figli, né telefonare più ad una persona così. L’ amore (come l’ amicizia) è attenzione.

L’ amore è una cosa semplice. E’ semplice. Funziona così, senza niente. E’ leggero. E se per far funzionare qualcosa, devi stare male,ti devi costringere, forzare, sacrificare, allora non è niente. Meglio: è speranza, voglia, rimpianto, solitudine…ma due persone sole insieme non fanno amore, fanno solo una solitudine più grande. Basta, davvero. Basta così. Basta lotte, basta conquiste, basta rincorse. Basta.

E qualcosa rimane, fra le pagine chiare,
fra le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco.
Ma un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l’avrei distrutto con la fantasia,
l’avrei stracciato con la fantasia.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevi ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona e quando io,
senza capire, ho detto sì.
Hai detto “E’ tutto quel che hai di me”.
È tutto quel che ho di te.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

(Rimmel, F. De Gregori)

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6 risposte a Il prima e il dopo

  1. massimobotturi ha detto:

    per pudore, forse si, o forse perché le cose così preziose bisogna proteggerle

    grazie

  2. k ha detto:

    “Il motivo per cui non riesci a chiudere, sono le cose non dette. Il dubbio che forse tu non abbia parlato chiaramente. Il motivo è quella leggera insoddisfazione che rimane dopo discorsi poco chiari, la mancanza di definizione”…
    grazie mari. non hai idea di quello che hai fatto, e me ne rammarico, perché non basterebbe una statua o un monumento per ringraziarti di avermi ascoltata! avevo un bisogno disperato, tremendo di essere ascoltata…mi hai sbloccata: con un’ultima ruspata hai rimosso quello che rimaneva della frana che ostacolava la mia strada.
    “quando starai meglio richiamami”: ricordo che me l’hai raccontato, proprio quei giorni, e ho pensato che nessuna frase sarebbe potuta essere più mostruosa di quella. ma tu sei stata tosta…per te è stato un ulteriore aiuto a chiudere con questa feccia rivestita d’oro che purtroppo nella società si trova spesso. meno male che la feccia, alla fine, si smaschera sempre, mentre l’oro – quello vero – è sempre lì, in attesa di essere scoperto! :*

  3. pani ha detto:

    scrivi bene, te l’ho detto e non solo le poesie. Scrivi bene, anche da cattiva.

  4. salinaversosud ha detto:

    “così preziose…” Grazie a te, Massimo.

  5. salinaversosud ha detto:

    Che bello ricevere i tuoi complimenti!

  6. salinaversosud ha detto:

    Sono davvero felice per il modo in cui stai decidendo di reagire. Sei stata bravissima! Ti abbraccio amica mia

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