You let me shine, futuro anteriore.

Senso di appartenenza: quel filo invisibile che lega le persone anche quando una è a una cena in città con le colleghe e l’ altro in aeroporto per tornare a casa; anche quando, nella stessa tavolata di amici, lei conversa e ride con alcuni di loro e lui parla dell’ ultimo viaggio con gli altri. E così per quanto possa sembrarti strano o visionario, ti riempi di casa ovunque tu sia.

Adoro questa canzone. E’ la colonna sonora che Paul Kalkbrenner ha pensato per  Berlin Calling. L’ ho ascoltata per caso su youtube e da allora me ne sono innamorata. Vi auguro la pazienza di ascoltarla tutta. Un’ altro pezzo che amo è Aaron. Stessa soundtrack. Quando ho ascoltato Aaron ho pensato che avesse in sé qualcosa di geniale, ma non capivo esattamente cosa: mi sfuggiva. Un giorno un amico, mi ha detto che quella canzone è stata fatta campionando il rumore della metro di Berlino. Il motivo per cui ho pubblicato in questo post Sky & Sand sono queste righe:

“I found myself alive

in the palm of your hand

…’cause you let me shine”

(Paul Kalkbrenner, Sky and sand)

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