E’ così che ci si innamora 2

Ieri decido con un’ amica di fare una passeggiata a Roma. Siamo arrivate verso le nove e mezza e abbiamo deciso di fare un giro in centro per vedere da vicino questa Vogue Fashion  Night Out Roma 2012. Se volete sapere cosa sia successo durante la serata, o vedere qualche foto, questo non è il posto più indicato perché siamo arrivate tardi e con una gran fame. Pertanto la prima cosa che abbiamo fatto è stata cercare qualcosa da mangiare. Negozi aperti fino alle 23:30…tranne Kiko, che è stato preso d’ assalto dal gruppo delle Cliomakeuppers (termine appena coniato, con il quale indico le adepte di Cliomakeup) che sgomitavano e compravano compulsivamente, come se il negozio dovesse chiudere il giorno dopo.  Così ci siamo godute l’ atmosfera di Roma alla sera, la musica che usciva dai negozi, tizi con parrucconi che ballavano, modelli semi-ignudi in vetrina alla maniera d’oltreoceano e tanta, tanta gente orgogliosa dei propri gadget. Tra questa gente, spiccavano loro: le fashion victim e non è colpa mia, se quelle attraggono sguardi come una suora in un film con Cicciolina:

  • crocchia (moscia) in testa;
  • gambe secche più che si può;
  • ballerine o, in alternativa zeppe assurde, possibilmente che non c’ entrino una ceppa con il resto dell’ outfit
  • leggins a scelta tra: nero, leopardato, fiorato;
  • maximaglia a scelta tra: fluo, borchiata, con richiami a Parigi/Chanel/Audrey Hepburn/Minnie&Topolino;
  • Minigiacca in pelle, possibilmente borchiata, o leopardata;
  • Maxicardigan in lana, possibilmente a Ferragosto
  • Finti occhiali da vista giganti. Ogni anno le fashioniste di tutto il globo si riuniscono in una manifestazione per eleggere quella che ce li ha più grossi.

Sono la trasposizione odierna delle grandi gnocche di un tempo.

bryanboy e fashion victims

Ora la domanda è: che cazzo è andato storto?

Senza andare troppo lontano, con ovvi riferimenti alle nostrane dei tempi che furono: mi basta arretrare agli anni ’80. Ines de la Fressange, volto Chanel , preziosa consulente e designer di Jean-Paul Gautier e oggi ambasciatrice di Roger Vivier. L’ ho conosciuta attraverso una cara amica (bella e brava scrittrice e poetessa http://antonellarizzo.wordpress.com/ ). Lei un giorno guardando delle mie foto, mi disse che  somigliavo a questa Ines. Così, curiosa come poche, ho cercato delle immagini, ho letto la sua storia e ovviamente il paragone non ha potuto che procurarmi un’ implosione di orgoglio con prepotenti virate  alla superbia.

Ines de la Fressange

Torniamo a noi: lei, dicevo. Qual è il motivo per cui siamo arrivati a tanto?! Sperimentazione?! Scoperta?! Superamento dei propri confini? Democrazia, per cui oggi può dettare moda pure un tizio vestito da topolino (vedi bryanboy, musa di Marc Jacobs…quello è ‘n altromapassiamooltre)?!

E’ la moda che si è sganciata dal gusto, o è il gusto che è cambiato?

Ecco. Io per non sbagliare ho preso la mia amica e l’ ho portata a prendere un dolce e un buon bicchiere in un locale carino, fronte Colosseo.  E (sempre per non sbagliare), ci siamo sedute, abbiamo chiacchierato lontano dal caos delle starnazzanti shopaholic e ci siamo godute la splendida vista dell’ arancio che fanno i monumenti di Roma alla sera. E’ così che ci si innamora. 

dessert colosseo

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