Sei bella e te la ridi

LUCI DI CITTA’
S’ è fatta sera a passi corti e tonfi,
s’ è fatta sera tra i viali affannati
e i lampioni pesanti a regger la luce
come Atlante le sorti del mondo.

Le finestre pigre e lunghe
S’affacciano sulle angosce della gente
E mostrano la divertita ipocrisia
Dei mobili buoni e dei lampadari di cristallo.

Tra gli stucchi preziosi e sapienti,
Quelle se ne stan lì, arancioni e mondane
A proiettar sul grigiore dei passanti
Retorica e tepore d’ un benessere altrui.

I fumi del traffico insolente e severo,
accompagnano i passanti anonimi,
che scialbi affogano
nella solitudine della loro numerosità.

Le vetrine maliarde e ruffiane
Promettono tappeti ricchi e salotti per bene,
a ubriacar d’ ipocrisia,
il repertorio sciocco delle grandi occasioni.

E sei viva nella sincera inquietudine
Che giunto non t’ è ancora
Quel ch’ invece t’ aspettavi,

E sei tenera, sedotta dalla bugiarda indifferenza
delle risa sguaiate, che dai davanzali
scendono appagate e s’ insinuano
su, per le narici della gente comune.

Ma tu, comune non sei,
sfacciata giovinezza,
sei bella e te la ridi
ch’ ora è anche la tua
la spensieratezza ingorda,
di quel che non t’ appartiene.

2 risposte a Sei bella e te la ridi

  1. pani scrive:

    le finestre pigre e lunghe sono uno spettacolo d’immagine. Me le immagino con le imposte annoiate.

  2. salinaversosud scrive:

    Annoiate…come i salotti per bene che un po’ mostrano, un po’ celano.
    Ci sta.

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