Cosa può nascere da una poesia*

il luogo delle mie estati bambine

Quanta voglia di tornare dove ho trascorso le mie estati da ragazzina. Un piccolo paese di montagna, con l’ aria frizzante e l’ acqua gelida presa direttamente dalla fonte. L’ odore di stabbio per le stradine ripide in discesa e le gallinelle a cui dare le piante, in fondo la strada. L’ odore di sugo il giorno della festa e i gatti che aspettavano impazienti le scorze di formaggio e gli avanzi della pasta. Le passeggiate a cavallo, per le montagne e i fianchi degli inesperti che dolevano, così volevi scendere, ma non lo sapevi che una volta giù saresti ripartito. Era una scoperta. Eravamo bambini, eppure organizzavamo pic nic a base di caramello, con la ricetta del “Manuale delle giovani marmotte”. Accendevamo il fuoco e ogni volta era una conquista. Una conquista primordiale. Il nostro pranzetto poteva cominciare e era lusso, quando per i campi, affatto recintanti, coglievamo le pannocchie da abbrustolire! Con Topolino, ricordo che era uscito il kit del bravo esploratore e tra le varie sorprese, anche una bustina con qualche seme di pino (allora non sapevo che erano pinoli!) Tutto era un’ avventura. Tutto era una scoperta, una viva e faticosa scoperta e che soddisfazione e che gioia raccontarsela la volta dopo! Tornare a casa a sera e sentire dalla strada il profumo di pane bruscato con del buon formaggio fuso sopra. E quel camino, alto come mio padre, che era alto un’ infinità. Parlare fitti e organizzare la giornata seguente.  Uscire di buon ora per andare al paese vicino, comprare il pane e quella pizza fina e croccante, come premio dell’ alzataccia. La compagnia e la gioia di fare le cose insieme, quella invece, era un regalo.  Che gioia infinita. Il casale è ancora lì. Da ristrutturare. E’ enorme e ci vorranno un po’ di soldi, ma so già qual è il mio intento: ristrutturarlo, per godere di questa pace anche in futuro. Intanto, la prossima estate mi sono promessa una vacanza rigenerante proprio lì, in quel piccolo paesino, con i miei amici di sempre e ora alcuni sposati, alcuni con bambini, ma sempre loro.

* La poesia da cui è nato questo post è di Massimo Botturi e la trovate qui.

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4 risposte a Cosa può nascere da una poesia*

  1. ombreflessuose ha detto:

    Sono ancora fortunata a vivere in un piccolo paese di mezza montagna. Gli odori somgliano tanto a quelli della giovinezza dei nonni, ma hanno perso il sapore di una volta.
    Si respira aria antica e pulita, ma sento vicino i passi del progresso
    inutile.
    Sono certa che il tuo sogno diventerà una splendida realtà
    Grazie, vado a leggere la poesia di Massimo
    Un bacione
    Mistral

  2. 125ml ha detto:

    so di profanare l’incanto evocativo del post ma non posso trattenermi… Il Manuale delle giovani marmotte ce l’avevo anche io!!!
    😀

  3. massimobotturi ha detto:

    mi ha fatto molto piacere,
    grazie

    🙂

    abbiamo una voglia inguaribile di una vita “umana”

    un abbraccio

  4. pani ha detto:

    e pure io, anche se molto più “maturo” avevo il manuale delle giovani marmotte!

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