Halloween?! Una festa irlandese che per simbolo ha una rapa!

ottobre 31, 2012

Fuori piove e io racimolo foto dei giorni passati e ne scatto di nuove. Mi piace quest’ atmosfera. Quest’ anno ho deciso di festeggiare il Natale come si deve e da domani, vi avverto, comincerò a sfoggiare tutto lo spirito delle feste. Ho intenzione di preparare biscotti, rincorrere mercatini di Natale nel nord Europa (tra un paio di settimane, precisamente…), di allestire decorazioni, scegliere regali con tutta calma  e fare acquisti  caldi e soffici! Tuttavia, cominciamo dal principio. In fondo oggi è Halloween! Vi siete mai chiesti perché la zucca? Mentre vi racconto la leggenda di Jack O’ Lantern, vi lascio le foto della pizza fatta sabato tra amici (zucca e speck, ananas e speck, funghi e salsiccia, il tutto con grattugiata di provola e bufala).

La leggenda dice che Jack , un fabbro irlandese ubriacone e taccagno, il 31 di Ottobre incontrò il Diavolo in un pub. Questi gli chiese l’ anima e Jack ebbe l’ astuzia di non cadere nel suo tranello, perché in cambio gli disse di trasformarsi in una moneta.

Foto di Salinaversosud

Il Diavolo fece quanto richiesto: si trasformo in una moneta da sei pence per pagare all’ oste la consumazione del fabbro, ma il fabbro stesso intascò prontamente la moneta e la chiuse in un borsello, insieme a una croce. Per via della croce, il Diavolo non riuscì  a tornare alle sue sembianze e dovette promettere a Jack, di non  reclamare la sua anima per altri dieci anni, prima di essere da lui liberato!

Foto di Salinaversosud

I dieci anni passarono e la richiesta non si fece attendere. Mentre Jack camminava per una strada di campagna, incontrò il Diavolo, che era tornato per riprendersi quel che gli spettava.

Foto di Salinaversosud

Ma Jack, astuto e  ingannatore, trovò velocemente un altro espediente per tenersi la sua anima. Chiese al Diavolo di prendergli un frutto da un albero nelle vicinanze. Il Diavolo non vide il pericolo e lo aiutò salendogli sulle spalle, per raggiungere il ramo.

Foto di Salinaversosud

In questo istante, con il Diavolo sulle spalle, l’ astuto fabbro con un coltello incise prontamente una croce sul tronco dell’ albero e l’ altro rimase appeso a mezz’ aria, buggerato di nuovo. Stavolta Jack, forte della sua esperienza, gli fece promettere di non tornare mai più e così accadde.

Anni dopo il fabbro morì e a causa della sua condotta sregolata non fu ammesso in cielo. Così bussò all’ inferno, dove neanche il Diavolo lo volle, per via della promessa fatta: non avrebbe mai preso l’ anima di Jack.”Dove posso andare?” – “Torna da dove sei venuto!” Rispose il Diavolo.

Foto di Salinaversosud

Ma tornare indietro significava per Jack riaffrontare una strada buia e ventosa, così chiese al Diavolo una luce per trovare la giusta via. Questa fu la sua condanna: la sua anima dannata avrebbe vagato nell’ oscurità con la sua lanterna (da qui il nome Jack O’ Lantern, Jack della Lanterna) fino al giorno del Giudizio.

Piaciuta la pizz..ehm, la leggenda?!

Bene, ora non so se lo sapete, ma la festa di Halloween ha poco ha che fare con le zucche e altrettanto poco a che fare con gli Americani! Come avrete visto dalla storia, in principio era l’ Irlanda!

Il termine Jack O’ Lantern apparve per la prima volta in uno scritto della seconda metà del ‘700, e con esso si indicava in generale un uomo, una sentinella, che portava una lanterna. Ma perché? Come è nata l’ usanza delle lanterne e di mascherarsi?  Perché in virtù della leggenda, la gente pensava che la notte del 31 Ottobre gli spiriti abbandonassero le loro tombe per tornare dai propri cari. Così per paura di essere visitate dai fantasmi, (che magari erano i parenti dei vecchi proprietari delle case in cui oggi abitavano), cercavano di tenerli lontani  e di spaventarli, mascherandosi.  La famosa formula “dolcetto o scherzetto”, nasce dal fatto che per placare gli spiriti, lanciavano cibo e altri doni (treat). Questo doveva “distrarli” ed evitare che distruggessero case e raccolti. Queste anime in pena, come Jack O’ Lantern si sarebbero così distratte e avrebbero proseguito il proprio cammino. I bambini che bussano alle porte degli americani, sarebbero quindi tanti piccoli Jack, in cerca di riposo per la propria anima. Sempre allo scopo di tener lontani i fantasmi, i cittadini  irlandesi (inizialmente parte tutto dall’ Irlanda!) cominciarono a intagliare delle facce sulle Rape (inizialmente erano rape, perché in Irlanda erano molto diffuse!!!) in cui inserivano candele per illuminare.

A metà dell’ Ottocento, la carestia delle patate in Irlanda obbligo il popola a emigrare in America. Questi immigrati portarono con loro anche la tradizione di Halloween, solo che le rape non erano così diffuse, così vennero presto sostituite con la zucca, oggi simbolo per eccellenza di questa festa. Quindi ora sapete che se vi dovessero chiedere “Ma Halloween cos’ è?” dovreste rispondere: “Una festa irlandese, che ha per simbolo…una rapa!”

Se volete rivivere questo spirito e immergervi in queste atmosfere (per me affatto male!), vi consiglio il bellissimo “The Nightmare Before Christmas”, di Tim Burton.

Vi lascio con qualche foto dell’ aria, (davvero poco americana devo dire!) che oggi tira a casa mia e del mio personalissimo Jack O’ Lantern 😉 Un bacio a tutti e buon divertimento!

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud

Foto di Salinaversosud


Quando le passioni si parlano

ottobre 30, 2012

I momenti migliori sono quelli improvvisati!  Francesca, una mia amica, bloccata nel traffico di Roma, arriva all’ Eur per poi sentirsi dire:

“ma non c’ è bisogno che vieni a lavoro per oggi,

non ti preoccupare,

torna a casa”.

Io vado fuori di testa per molto meno.

“Che faccio Mary, vengo da te? Facciamo merenda insieme?!”- “Si!!!”

Ma io avevo della zucca ancora da consumare prima che si rovinasse e così ho deciso di provare per la seconda volta il risotto zucca e salvia di Nadia Taglialatela. Chiamiamo anche Carin? ..E anche Sara? …e anche Giusy? (che purtroppo non poteva!)  E’ stato un attimo e la merenda a due è diventata un pranzo a quattro! La grande finestra della cucina, che dà sul giardino, ci divideva dalla pioggia, poi il Sole. Ma freddo, sempre tanto freddo. Il tepore della propria casa, la gioia delle chiacchiere con le amiche, il rumore della macchinetta del caffè e i sentori delle stecche di cannella, del pepe rosa, della zucca, del riso tostato, della lavanda con il rosmarino. Le mie migliori amiche (quasi) tutte insieme. Ecco cosa accade quando una fotografa, una designer, un ottico e un’ appassionata di cucina si incontrano:

di libri di cucina, cannella e pepe rosa

Foto di Eliza

Grano, pomodoro e basilico

Foto di Eliza

Di tutto un po'

Foto di Eliza

“Sembra di stare nel film Per incanto o per delizia! ” Visto che bello foto? Si vede che non le ho fatte io! Ce ne saranno altre, intanto se volete rifarvi gli occhi, vi consiglio il blog della mia amica Eliza! Riguardo la cucina, invece, essendo stato un pranzo improvvisato e avendo poco e nulla in casa, le ricette sono state due primi:

  • Spaghetti pomodoro e basilico
  • Risotto integrale con zucca e salvia

Riguardo la ricetta del risotto è la seconda volta che lo faccio in pochi giorni, sempre seguendo la stessa ricetta.

  • Soffritto di olio e cipolla.
  • Tolgo la cipolla e nell’ olio metto a stufare dieci minuti una dadolata di zucca.
  • Tolgo anche la zucca e nella stessa pentola, faccio tostare il riso.
  • Prosecco e sfumo.
  • Riaggiungo la zucca e mestoli di acqua sempre calda.
  • Sale e pepe q.b. e porto a cottura.
  • Spegnere e aggiungere salvia, burro e parmigiano.
  • Per le quantità ed essere ancora più sicuri del procedimento: Vitadaprecisina. Verso la fine lo faccio sempre “cremolare”. Quando aggiungo burro e parmigiano lo giro energicamente in modo da incorporare aria e rendere il boccone al palato più cremoso e soffice.

Dal sabato sera appena trascorso, invece, mi sono riportata a casa le foto della pizza fatta a casa tra amici. Le posterò con calma, ma per darvi qualche idea in vista di Halloween, vi assicuro che se non li avete mai provati, zucca e speck sulla pizza ci stanno benissimo! Ora mi preparo per uscire e poi, lavoro! Vi lascio con un pezzo di Moska, Cinzas, dal film Per incanto o per delizia con Penelope Cruz (Woman on  top, 2000) Buona giornata meraviglie!


b/n

ottobre 28, 2012

Oggi è andata così…

 

Io ti sento passarmi nella schiena 

 

ti sento nel mezzo di una strofa 
di un pezzo che era loffio 
ed ora non lo è più 

ti sento 
e parlo di profumo 

io ti sento 

io ti sento c’ho il sole dritto in faccia 

Foto di Salinaversosud


Un giorno di pioggia…

ottobre 27, 2012

 

…Andrea e Giuliano? Eh?! No: sabato. Che si fa di sabato quando diluvia? Devo dirvi la verità, a me non dispiace. Forse perché oggi posso permettermi di rimanere a casa. Ho tutte le intenzioni di mettermi comoda e prima di tutto, guardare un bel film romantico. La mia cultura cinematografica poggia su questi pilastri:

  • Il diario di Bridget Jones
  • Che pasticcio, Bridget Jones! (e sono in attesa del terzo!)
  • Mediterraneo
  • Top Gun
  • Codice d’ Onore
  • L’ avvocato del diavolo
  • Autumn in New York
  • Qualcosa è cambiato
  • E Dario Argento in tutte le salse

So che dopo questa, il blog perderà una fetta importante di fan ( supporto visivo della mia modestia), ma l” unico Woody Allen che ho visto è stato: Ho solo fatto a pezzi mia moglie e se non valgono le televendite, tutto si ferma qui. Però, sarà la stagione, sarà quel che sarà , ultimamente l’ atmosfera di un pomeriggio con film, mi piace non poco! Così gli ultimi due che ho scelto sono stati:  Incontrerai l’ uomo dei tuoi sogni (Woody Allen,  2010) e L’ amore non va in vacanza (Nancy Meyers, 2006). Il primo mi ha insegnato che la vita è una merda pure a 70anni, quando io mi immaginavo felice e serena con il mio orto, i miei libri, la mia cucina, l’ uomo della mia vita e i miei gatti.  Il secondo, che ho apprezzato di più (blasfema!) mi ha fatto capire perché tante storie per Jude Law (traduco: un figo da paura!) Ovviamente io mi sono ritrovata in Iris (Kate Winslet). Cito da Wikipedia:

Dopo tre anni di una relazione tira e molla, Iris Simpkins (Kate Winslet) è ancora innamorata di Jasper Bloom, il suo collega di lavoro, nonostante la sua infedeltà e lo sfruttamento dei suoi sentimenti. Tuttavia, durante la festa di Natale della sua compagnia, Jasper annuncia che ora è fidanzato con Sarah Smith-Alcott, la donna con cui tradiva Iris, e Iris è distrutta.

Tranquilli, alla fine Kate gli dà un calcione nel sedere! Bene, oggi è giornata di film! Non so cosa vedrò, sicuramente una commedia romantica tipo quelle appena viste (anche se secondo me, quello di Woody Allen appartiene più alla categoria “Drammatico”!). Una bella copertina calda, la pioggia fuori, la casa in ombra e il mio film. Oggi pomeriggio invece, a meno che non debba vedermi con le mie amiche, metterò di nuovo in pratica quello che ho imparato dal corso di pasticceria di base dello Chef  Nadia Taglialatela. Questi giorni ho provato  una sua ricetta salata. Avevo della zucca in casa e mi sono cimentata in un risotto a regola d’ arte! Il più buono, cremoso e profumato che mi sia mai riuscito! Poi ve ne parlerò (ovviamente in visione di Halloween!). Sta di fatto che cucinare mi rasserena. Mi calma. E’ il mio tempo che si dilata, rallenta. Mi preparo.  Ora vi lascio di nuovo con un’ impressione, che ho già pubblicato, ma di questo periodo, ci sta tutta! Vado! Buon autunno meraviglie!

NOVEMBRE

Ti preme in petto
L’ inquietudine delle ore lente
Che piovono rimpianti
Sui tetti delle case.

Le tegole s’ accendono
Di Terra di Siena
Gli zeppi scrocchiano
E compari e comari
Adagiano cantilene e borbottii
Sul velluto delle strade
Che l’ asfalto pare ora più gentile.

Le gobbe dei gatti ruffiani
Ornano i portoni a festa
E i loro occhi somigliano a bottoni,
sicché ce n’ è una scatola
sparsa tra le vie e il profumo di sugo
che ribolle lento.

Lo scoppiettio del fuoco scappa dalle finestre
E giunge lesto alle orecchie della gente
L’ ore affaccendate si son fatte più veloci
E l’ inquietudine maliarda perde pezzi vagabonda,
ch’ ora pare un mendicante
e tu bella e viva al centro della tua felicità
a desiderare niente più
di quel che hai.


E’ così che ci si innamora 4. (L’ ironia è una forma di intelligenza)

ottobre 25, 2012

Esco dalla metro, pochi passi e sono arrivata. (Non c’ è tanta gente!) Alcuni entrano, comprano e se ne vanno. Pare non sappiano nulla di quello che sta per accadere lì dentro. C’ è un ragazzo accanto a me, ci lanciamo un’ occhiata con aria complice e divertita: muti siamo! Aspetto la mia amica. Mi avvisa che avrebbe fatto tardi, allora, emozionata comincio ad entrare. Sapevo già che direzione seguire: reparto musica. La quiete dell’ ingresso tradiva, c’ era una piccola folla di gente, pochi seduti, molti in piedi tra gli scaffali dei cd. Siamo nella Feltrinelli di Via Appia Nuova a Roma e siamo tutti lì per lo stesso motivo: ascoltare la presentazione del nuovo lavoro di Franco Battiato, Apriti Sesamo. E’ stato puntuale, ma io arrivando un po’ prima, non sapevo che fare ferma al mio posto e così comincio a vedere a che lettera mi sono fermata: B, musica classica. Sono, niente meno che in compagnia di Johann Sebastian Bach (vi ho già detto che ho deciso la mia marcia nuziale senza avere uno straccio d’ uomo? Suite n.1 in Sol Maggiore per solo Violoncello! Altro che Ave Maria con cantante lirica invasata! Voglio un violoncellista!). Torniamo alla serata di ieri, credo sia più interessante dei miei deliri! Dicevo, spulcio Bach. E rimango colpita da varie cose, tra cui Alexandre Tharaud, (il Ronan Keating della musica classica, a vederlo!), i piedi scalzi del grande Andrea Bacchetti (notate anche voi l’ assonanza con il cognome?), questo cofanetto. Arriva la mia amica, bella come sempre anche dopo una giornata di lavoro e giri sui tacchi e poco  dopo, puntuale sale sul palco della Feltrinelli anche Il Maestro. Lo capisco dallo scroscio di applausi degli altri. Alzo gli occhi ed eccolo che incede, nei suoi vestiti neri, con i suoi occhiali grandi e i capelli bianchi. “Testamento”. Quella che ho avuto di lui, sentendo le parole del testo è di una persona estremamente lucida… e ironica. “L’ odore che davano gli asparagi all’ urina!” Anche quello, a modo suo, è un profumo. Ed è vero, a volte per sentito dire ridiamo di cose che la società ha già catalogato come “indegne”. Ma chi può dire cosa sia “degno” a questo mondo? Ora, qui non vorrei tirarmi le ire dei cristiani, ma mi è sembrata una persona troppo lucida e libera per essere un cristiano-cattolico-apostolico (giuro che dopo anni di catechismo non so la differenza, ma la mia è ignoranza, e non me ne vanto). Infatti non lo è, ma crede. “L’ ateismo non può esistere”. L’ essere umano ha bisogno di credere in qualcosa, di tornare alla natura per ritrovarsi. Lo spirito quasi bucolico di “Testamento” è in realtà questo: siamo esseri umani, compresi gli animali. E al contrario di quanto ci si aspetti da questa mia affermazione, in questo CD c’ è tutta la fiducia dell’ artista nel genere umano. “Dobbiamo guardare a coloro che mandano avanti il progresso, alle grandi scoperte nella fisica quantistica, a chi fa le cose per bene”, gli altri (i politici, i disonesti, n.d.r.) semplicemente bisogna ignorarli. La cultura non può essere disonesta. E quando gli si chiede di spiegare queste parole:

Peccato che io non sappia volare, ma le oscure cadute nel buio
mi hanno insegnato a risalire.

…ammette con estrema umanità che nella sua vita è servito tutto e mi sento orgogliosa nello scoprire, man mano che si racconta quanto il suo pensiero sia vicino al mio.  Tutto ci accade per un motivo. E quando gli chiedono se c’ è stato qualcuno che in campo musicale lo abbia “elevato”, risponde: Joahnn Sebastian Bach (La passione Secondo Matteo, vedi sopra.) e Bob Dylan.

Il secondo ascolto è la traccia n.7: Caliti juncu (si legge: “calìti iuncu”). Il brano comincia con un detto siciliano (note le origini del cantautore): Caliti juncu, cca passa la china. Significa: piegati giunco, che passa la piena. Il consiglio è per superare i momenti critici della vita e affrontare i nemici. Ci si piega durante il periodo più critico, come il giunco quando c’è la piena del fiume, per poi rialzarsi, più forti di prima, una volta calmatesi le acque. Un’ altra lettura è che  a volte bisogna riconoscere la superiorità degli altri e inchinarsi senza presunzione e arroganza. L’umiltà è una grande virtù e indice di grande intelligenza. Il maestro questo lo sa, e si prende anche un po’ in giro: scherza sulla sua produzione anni ’60, che lo ha fatto “vergognare” di sé stesso, tanto da nascondersi quando da più giovane sente canticchiare “E’ l’ amoreeeee che mi prendeeee…” (1968). Qualcuno urla: “è il meglio”. E Franco non nasconde il suo stupore! (E anche noi!) Scherza ancora, sulla semplicità della melodia di alcune sue canzoni e si arriva alla conclusione che qualcosa per piacere e ottenere consensi non deve essere complesso, o estremamente tecnologico. Ammette di sentire la sua musica con le cuffie, o alcune volte direttamente dagli altoparlanti del pc, quando la acquista on-line. ” Ah! Bene! Feltrinelli la ospita e lei dice di comprare la musica on-line?” Bacchetta con finta severità una dipendente. Il maestro divertito si riprende e “per dare una botta alla botte” (?!) afferma con convinzione che niente può sostituire il piacere di sfogliare un libro e che proprio non sa che farsene di un E-book e compagnia bella. ( Il tizio davanti a me ha cominciato a usare il suo I-pad per fare foto, con più discrezione). Finiamo con “Apriti Sesamo” e le note orientali e speziate che accompagnano la modernità del suono, tipica di tutti i suoi lavori. “Apriti Sesamo” è quella precisa preghiera che ognuno di noi dovrebbe dire e sostenere con coraggio e volontà, per raggiungere i propri sogni. Non basta pronunciare con svogliatezza la frase, il segreto è fare qualcosa. Fare. Un uomo gli fa un gran complimento: “con la sua musica sono cresciuto io e con la sua musica sto crescendo i miei figli, perché sembra scritta ieri”. E quando una signora gli da del tu (rabbrividisco!) e gli chiede che tipo di meditazione faccia, che tecniche usi, lui risponde: ” Signora, sono quaranta anni che uso queste tecniche e non sono mai riuscito a fare certe posizioni. Non è vero che ci si riesce! (Scherza, n.d..r) Sedetevi come vi pare!” …E’ così che ci si innamora!

L’ ironia è una forma di intelligenza:

è la capacità di distinguere quello che è importante, da quello che non lo è.

(M. Kundera)

Io e la mia amica abbiamo continuato la nostra serata nel bar accanto. Un aperitivo buffet con ottimo riso alla zucca e ottimo cous cous alle verdure. Fino e ben sgranato. Chiacchiere fitte, e risa e emozioni. Non avrei potuto chiedere di più. Buona giornata meraviglie!


“Non perderti per niente al mondo”

ottobre 24, 2012
paoloconte

Foto di Salinaversosud

 

‎”Oggi è la giornata mondiale di chi riesce inconsapevolmente a strapparti un sorriso persino mentre dormi. Dimenticavo, oggi è anche la giornata mondiale di chi pensa di poterti estorcere il futuro, senza darti in cambio il presente.”  (@comeprincipe)
In poche parole, i perditempo, gli uomini tormentati, quelli che di “Non amarmi” hanno fatto il loro mantra, quelli che “vorrei, ma non posso”, quelli che “Ah, se fossi più vicina!”, quelli che ti lanciano segnali di fumo e poi… “Toh, la mia fidanzata! Avevo dimenticato di dirtelo!”, quelli che “Ah se fossi libero!”, “Domenica, dici? Aspetta che lo chiedo a mia moglie…”, “Si si vediamoci! Andiamo di qua, di là, facciamo questo e poi quest’ altro!” e poi il NULLA, la FUFFA! Ecco, a questi (che gli piace tanto, ma tanto perdere tempo e FAR perdere tempo) dico, mi stessero alla larga. Fuori dalle balle, imbecilli! Ho già dato, ho già perso tempo e ora che sto tanto bene e in pace, arrivano a flotte!  Ma poi chi li cercaaaaaaaa???? Ti piombano nella vita e fanno i misteriosi, gli fai le domande e se le rigirano, che neanche mia madre coi pedalini, quando stende la lavatrice!  Uomini infelici e insoddisfatti che accalappiano persone che finalmente stanno bene e sono appagate dalla propria vita e…niente, devono coinvolgere pure gli altri nei propri tormentati trip! Il brivido dell’ infelicità! Ci sguazzassero loro nella propria condizione. A me quando sento puzza di “tormenti e trip interni”, ormai è fisiologico, che mi cascano le C.D. Basta davvero, roba già vista. Abbiate pietà! Ho chiuso con le stronzate, i giochetti e i trip mentali! Ciao belli, buona fortuna, io oggi ho tante cose belle da fare, senza voi!


“Un’ altra categoria”

ottobre 23, 2012

Giornata soddisfacente! Il lavoro è appagante e divertente come al solito. Alle venti alcuni della mia classe erano ancora con me a discutere su alcuni articoli del cod. civ. Confucio diceva: “Trovate un lavoro che vi piace e non avrete bisogno di lavorare un solo giorno”. Infatti quando mi preparo, non mi sembra che stia andando a lavoro, non lo faccio con quella pesantezza almeno! Quasi mi sento in colpa! 🙂  Domani inoltre, andrò a vedere una cosa a cui tengo da morire (e di cui vi racconterò a fattaccio avvenuto…!) con la meraviglia che mi ha dedicato una poesia, durante la presentazione del suo libro a trastevere. Oggi invece volevo raccontarvi di una novità del blog. A destra, potrete scegliere i post da leggere, indicizzati per categorie. Non le ho scelte a caso e quando si è trattato di descriverne i contenuti, ho usato queste parole:

E’ così che ci si innamora: Una rubrica di post intitolati “E’ così che ci si innamora”. Sono momenti, esperienze, viaggi che mi restituiscono la vita nella sua forma più bella: l’ amore ed è proprio con queste sensazioni che immagino, un giorno inaspettato, mi innamorerò.

Siamo poesia: una mini-raccolta di dialoghi e scambi, quando ai miei occhi, diventano poesia.

Di viaggi e altri racconti: Un viaggio è prima di tutto un’ esperienza e l’ esperienza ha senso perché ci arricchisce di qualcosa che prima non avevamo. Va da sé che per me non bisogna andare tanto lontano per imparare. Una mini-rubrica di tutto quello che i miei occhi vedono per la prima volta. Fosse pure dietro l’ angolo di casa.

Film: Una raccolta di post che rimandano, per titolo, o clip, o citazione a dei film che a me piacciono molto. Non si tratta di recensioni, quindi. Bensì di citazioni, sotto qualsiasi forma.

Foto personali: Post in cui ho inserito foto fatte da me, o che mi ritraggono. Non so voi, ma io di solito sono curiosa di queste cose.

Musica: Brani, video, versi della musica che accompagna alcuni dei miei post.

Non solo cibo: Il cibo è prima di tutto esperienza. I deliri di una persona convinta che strappare una foglia di basilico con le mani e tagliarla con un coltello, non sia la stessa cosa.

 Ricette: è una parte di “non solo cibo”. Qui le mie ricette, quelle che sperimento e quelle collaudate. Il più delle volte è tutto accompagnato da fotografie.

Parole mie e di altri:  Le mie poesie e quelle degli altri.

 Poeticherie: momenti, riflessioni, citazioni. Poesia in prosa.

Pensieri in libertà: Pensieri in prosa. Sono le riflessioni che con gli amici e le persone che mi conoscono non faccio mai. Quelle per le quali penso: la gente che le legge, penserà che sono una pazza!

Siparietti di vita familiare:  …perché di “siparietti” si tratta. Sono fotografie, momenti intimi, spiati da occhio esterno, perché non c’è miglior modo per capire una persona che vederla alle prese con altre persone.

Quadri/artisti: qui raccolgo i post, nei quali mi avvalgo di immagini di quadri più o meno famosi. Noterete molti “Jack Vettriano”.

Bello, eeeeeh?! Ahahaha la mia faccetta sembra proprio compiaciuta! Buon riposo, vicini di blog!

Sorridiiiii

Foto di Salinaversosud