E’ così che ci si innamora 3

Un’ altro post fotografico. Stavolta si va a…

Buongiorno Bologna! La vista dall’ hotel e sullo sfondo la famosa Torre degli Asinelli.

Torre degli asinelli. La tradizione dice che gli studenti che vi salgono non si laureano più. Per arrivare in cima, dovrete percorrere 498 gradini! Il nome “Asinelli” deriva dal nome della famiglia di cui se ne presuppone l’ antica proprietà.

Secoli fa c’ erano centinaia di queste torri in giro per la città. Questa è un’ immagine della Bologna Medioevale. In periodo di investiture, le famiglie più importanti ne erigevano una. Sostanzialmente una lotta di potere. Che vi ricorda? 🙂

La terrazza dell’ hotel. Immaginate di svegliarvi tutti i giorni e vedere questo, farci colazione e organizzare la giornata. E’ così che ci si innamora! Il motivo di tanta bellezza è che l’ hotel è situato nel Palazzo Malvasia, un edificio storico della città, risalente al XIII secolo. Bello, con un’ enorme terrazza sui tetti in cotto della città, centrale e a due passi da Piazza Maggiore. Le stanze sono ampie e funzionali e il personale squisito! Per il resto non posso dire altro perché abbiamo pranzato e cenato fuori per tutto il soggiorno.

No, ma è figa ‘sta Bologna! Vista dei tetti da una terrazza secondaria.

Sorridi a Bologna!

Piazza di Santo Stefano. Un mio amico di Sant’ Arcangelo ha commentato così: “la seconda piazza più bella della città”. C’ è da fidarsi! Sullo sfondo la Basilica di S. Stefano, composta da sette edifici, infatti è detta anche le “Sette Chiese”. Se vi entrate, scoprirete un mondo. E’ enorme! Io poi adoro esplorare!

Siamo nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano. Adoro i chiostri! A Roma ce n’ è uno bellissimo a S.Anselmo, sull’ Aventino. (Lo ammetto: ho già scelto la chiesa!)

Il pulpito più grande, all’ interno della basilica.

Un’ altra immagine dal chiostro. Adoro questa foto!

Che stanchezza! Pausa sotto i magici portici della città. Un piccolo vicolo, del buon vino e rusticini e pizzette a volontà fatti da loro. Cin! A Bologna!

Chiacchiere a Piazza Maggiore. Quello che amo di Bologna è che la gente non si vergogna di sedersi per terra. Davanti il comune e alla nostra destra…

…la Fontana del Dio Nettuno. (Io sono quella davanti!)

La fontana con i giovani della città. Dietro ci sono cartelloni e stand. Si era riunito un gruppo di persone attorno ad una coppia che ballava sulle note di Astor Piazzolla.

Particolare della fontana.

Torniamo a Piazza Maggiore: a pochi passi dal precedente, un altro spettacolo. Musicisti e giocolieri. Guardate quanta gente vi si era riunita intorno…

Visto?! (veduta dal comune)

L’ entrata del comune. Vi organizzano un sacco di cose! Siamo andate a fare un giro per un’ intera ala dell’ edificio (erano una ventina di stanze!). Quadri, sculture e centrini in pizzo. E’ stato così bello passeggiate indisturbata tra tante meraviglie! Il silenzio, la bellezza e il folklore della gente dall’ altra parte del vetro. Giochi lontani, per sentirne il baccano. Silenzio e bellezza. Pace e vita a due passi.

Il chiostro interno al comune. Quello che abbiamo visto appena varcata quella porta. C’ era anche una sposa.

Le scale più scivolose del mondo. Ci hanno portato alla mostra, che era nella parte superiore, ma poi sono praticamente scesa correndo.

La vista. Ne è valsa la pena.

Cultura vuol dire anche buon cibo, no? Eccoci da Mariposa (significa “farfalla”). Appena entrate, sulla mia destra ho notato delle riproduzioni di Jack Vettriano alle pareti. Lo adoro. Alcune invece, erano piene di questi fogli di cartapane che vedete. Sono stati tutti disegnati dai loro clienti nel tempo. Alcuni erano davvero magnifici! Qui ci siamo noi. Abbiamo ordinato una pasta fresca con zucchine, pancetta e tanto pepe e pasta di grano duro con ragù alla bolognese. Promemoria: il vero ragù non è rosso e imbevuto di pomodoro, ma rosée con soffritto di abbondante sedano, carota, cipolla.

Di nuovo.

Un piccolo antipasto. Giusto per capire di che sa la vera mortadella.

Qui invece a cena. Piccola e leggermente dislocata dal centro: Osteria di Broccaindosso. Ci hanno portato una zuppiera di tortellini di carne, piccoli e fatti tutti a mano. Una delizia. Si sentiva il sapore del ripieno. Poi dolci buffet. Esagerati (e non è un complimento). Sui dolci mi sarebbe piaciuta meno quantità, più qualità. Non c’ è bisogno di tutto quel ciborio! Consiglio: non andate mai, senza aver prenotato.

Bene, spero vi sia piaciuto il mio giretto per Bologna! Presto altre novità.

Non vedo l’ ora!

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8 Responses to E’ così che ci si innamora 3

  1. pani ha detto:

    bel giretto, sì. Accidenti, son passati quasi 25 anni dall’ultima volta che ci sono stato

  2. 125ml ha detto:

    Sempre bella Bologna

  3. lucianaele ha detto:

    Ci sono stata parecchi anni fa, ma ho un ricordo bellissimo……..
    Buon pomeriggio,
    Luciana

  4. la batteria sembra la mia bomboniera di laurea mauhauhauhauhauhauahauhauhauah

  5. salinaversosud ha detto:

    E’ vero! Come ho fatto a non pensarci? 😀

  6. salinaversosud ha detto:

    Mi fa molto piacere! Un saluto Luciana cara.

  7. salinaversosud ha detto:

    Eeeeh! Devi tenerti aggiornato eh Pani! 😀

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