E’ così che ci si innamora 4. (L’ ironia è una forma di intelligenza)

Esco dalla metro, pochi passi e sono arrivata. (Non c’ è tanta gente!) Alcuni entrano, comprano e se ne vanno. Pare non sappiano nulla di quello che sta per accadere lì dentro. C’ è un ragazzo accanto a me, ci lanciamo un’ occhiata con aria complice e divertita: muti siamo! Aspetto la mia amica. Mi avvisa che avrebbe fatto tardi, allora, emozionata comincio ad entrare. Sapevo già che direzione seguire: reparto musica. La quiete dell’ ingresso tradiva, c’ era una piccola folla di gente, pochi seduti, molti in piedi tra gli scaffali dei cd. Siamo nella Feltrinelli di Via Appia Nuova a Roma e siamo tutti lì per lo stesso motivo: ascoltare la presentazione del nuovo lavoro di Franco Battiato, Apriti Sesamo. E’ stato puntuale, ma io arrivando un po’ prima, non sapevo che fare ferma al mio posto e così comincio a vedere a che lettera mi sono fermata: B, musica classica. Sono, niente meno che in compagnia di Johann Sebastian Bach (vi ho già detto che ho deciso la mia marcia nuziale senza avere uno straccio d’ uomo? Suite n.1 in Sol Maggiore per solo Violoncello! Altro che Ave Maria con cantante lirica invasata! Voglio un violoncellista!). Torniamo alla serata di ieri, credo sia più interessante dei miei deliri! Dicevo, spulcio Bach. E rimango colpita da varie cose, tra cui Alexandre Tharaud, (il Ronan Keating della musica classica, a vederlo!), i piedi scalzi del grande Andrea Bacchetti (notate anche voi l’ assonanza con il cognome?), questo cofanetto. Arriva la mia amica, bella come sempre anche dopo una giornata di lavoro e giri sui tacchi e poco  dopo, puntuale sale sul palco della Feltrinelli anche Il Maestro. Lo capisco dallo scroscio di applausi degli altri. Alzo gli occhi ed eccolo che incede, nei suoi vestiti neri, con i suoi occhiali grandi e i capelli bianchi. “Testamento”. Quella che ho avuto di lui, sentendo le parole del testo è di una persona estremamente lucida… e ironica. “L’ odore che davano gli asparagi all’ urina!” Anche quello, a modo suo, è un profumo. Ed è vero, a volte per sentito dire ridiamo di cose che la società ha già catalogato come “indegne”. Ma chi può dire cosa sia “degno” a questo mondo? Ora, qui non vorrei tirarmi le ire dei cristiani, ma mi è sembrata una persona troppo lucida e libera per essere un cristiano-cattolico-apostolico (giuro che dopo anni di catechismo non so la differenza, ma la mia è ignoranza, e non me ne vanto). Infatti non lo è, ma crede. “L’ ateismo non può esistere”. L’ essere umano ha bisogno di credere in qualcosa, di tornare alla natura per ritrovarsi. Lo spirito quasi bucolico di “Testamento” è in realtà questo: siamo esseri umani, compresi gli animali. E al contrario di quanto ci si aspetti da questa mia affermazione, in questo CD c’ è tutta la fiducia dell’ artista nel genere umano. “Dobbiamo guardare a coloro che mandano avanti il progresso, alle grandi scoperte nella fisica quantistica, a chi fa le cose per bene”, gli altri (i politici, i disonesti, n.d.r.) semplicemente bisogna ignorarli. La cultura non può essere disonesta. E quando gli si chiede di spiegare queste parole:

Peccato che io non sappia volare, ma le oscure cadute nel buio
mi hanno insegnato a risalire.

…ammette con estrema umanità che nella sua vita è servito tutto e mi sento orgogliosa nello scoprire, man mano che si racconta quanto il suo pensiero sia vicino al mio.  Tutto ci accade per un motivo. E quando gli chiedono se c’ è stato qualcuno che in campo musicale lo abbia “elevato”, risponde: Joahnn Sebastian Bach (La passione Secondo Matteo, vedi sopra.) e Bob Dylan.

Il secondo ascolto è la traccia n.7: Caliti juncu (si legge: “calìti iuncu”). Il brano comincia con un detto siciliano (note le origini del cantautore): Caliti juncu, cca passa la china. Significa: piegati giunco, che passa la piena. Il consiglio è per superare i momenti critici della vita e affrontare i nemici. Ci si piega durante il periodo più critico, come il giunco quando c’è la piena del fiume, per poi rialzarsi, più forti di prima, una volta calmatesi le acque. Un’ altra lettura è che  a volte bisogna riconoscere la superiorità degli altri e inchinarsi senza presunzione e arroganza. L’umiltà è una grande virtù e indice di grande intelligenza. Il maestro questo lo sa, e si prende anche un po’ in giro: scherza sulla sua produzione anni ’60, che lo ha fatto “vergognare” di sé stesso, tanto da nascondersi quando da più giovane sente canticchiare “E’ l’ amoreeeee che mi prendeeee…” (1968). Qualcuno urla: “è il meglio”. E Franco non nasconde il suo stupore! (E anche noi!) Scherza ancora, sulla semplicità della melodia di alcune sue canzoni e si arriva alla conclusione che qualcosa per piacere e ottenere consensi non deve essere complesso, o estremamente tecnologico. Ammette di sentire la sua musica con le cuffie, o alcune volte direttamente dagli altoparlanti del pc, quando la acquista on-line. ” Ah! Bene! Feltrinelli la ospita e lei dice di comprare la musica on-line?” Bacchetta con finta severità una dipendente. Il maestro divertito si riprende e “per dare una botta alla botte” (?!) afferma con convinzione che niente può sostituire il piacere di sfogliare un libro e che proprio non sa che farsene di un E-book e compagnia bella. ( Il tizio davanti a me ha cominciato a usare il suo I-pad per fare foto, con più discrezione). Finiamo con “Apriti Sesamo” e le note orientali e speziate che accompagnano la modernità del suono, tipica di tutti i suoi lavori. “Apriti Sesamo” è quella precisa preghiera che ognuno di noi dovrebbe dire e sostenere con coraggio e volontà, per raggiungere i propri sogni. Non basta pronunciare con svogliatezza la frase, il segreto è fare qualcosa. Fare. Un uomo gli fa un gran complimento: “con la sua musica sono cresciuto io e con la sua musica sto crescendo i miei figli, perché sembra scritta ieri”. E quando una signora gli da del tu (rabbrividisco!) e gli chiede che tipo di meditazione faccia, che tecniche usi, lui risponde: ” Signora, sono quaranta anni che uso queste tecniche e non sono mai riuscito a fare certe posizioni. Non è vero che ci si riesce! (Scherza, n.d..r) Sedetevi come vi pare!” …E’ così che ci si innamora!

L’ ironia è una forma di intelligenza:

è la capacità di distinguere quello che è importante, da quello che non lo è.

(M. Kundera)

Io e la mia amica abbiamo continuato la nostra serata nel bar accanto. Un aperitivo buffet con ottimo riso alla zucca e ottimo cous cous alle verdure. Fino e ben sgranato. Chiacchiere fitte, e risa e emozioni. Non avrei potuto chiedere di più. Buona giornata meraviglie!

4 risposte a E’ così che ci si innamora 4. (L’ ironia è una forma di intelligenza)

  1. pani scrive:

    bell’incontro. Io resto legato per motivi storici al suo unico disco che ho divorato per intero e che ogni tanto riascolto: la voce del padrone

  2. salinaversosud scrive:

    Dici niente! Amo quell’ album!

  3. darwinwastooselective scrive:

    Quanto mi piace questo genere di post. Madò, grazie 🙂

  4. salinaversosud scrive:

    E tu non hai idea quanto mi rende felice “incontrare” qualcuno che li apprezzi!
    Sono i miei post preferiti!

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