Qualcosa è cambiato.

Dal web

Potrei chiamare la giornata di ieri, “la giornata delle sorelle”. Credo di non aver mai passato tanto tempo di qualità con la mia, come in quest’ ultimo periodo. Ma facciamo dei passi indietro: sono uscita da lavoro e ho preso subito il bus. Dal finestrino quei palazzi bellissimi mi hanno riportato alla mente La Dolce Vita di Fellini. I pensieri correvano dolci e sereni all’idea che avrei mangiato con mia sorella. Sembrava di sentirne il tepore. Quindi pranzo insieme: Risotto con i funghi e Quiche con parmigiano, pepe nero e wusterl. Buonissima! Abbiamo preso il caffè e abbiamo riso, riso tantissimo con un suo collega, che c’ ha raccontato le mirabolanti avventure nel  trovare una casa con un decente rapporto qualità/prezzo a Roma. Io, come sempre accade mentre gli altri parlano, ho cominciato a pensare e a fantasticare e ne ho tratto le conclusioni che non riuscirei mai ad abitare in un’oasi per gente con la puzza sotto il naso, che se cadi a terra e muori, neanche se ne accorge. Chissenefrega di Fellini, in fondo! Ci vuole troppo fegato, troppa indifferenza: bisogna essere impermeabili, per voler uscire da casa a prima mattina e assistere alla sfilata delle facce più grige della terra. (Restate pure concentrati lì. Non disperdetevi, per favore!) Il mio pensiero felice mi stava aspettando in un quartiere giovane, vicino la facoltà. Il pomeriggio shopping insieme in centro e poi cena. Prima dal genuino, quanto saporito (ahimé),  porcavacca. Location davvero carina e comoda! (Forse la temperatura era un po’ bassa! Andateci coperti, se siete freddolosi.) Comunque, mi siedo e affisso al muro di fronte al tavolo che ci era stato assegnato, un poster de La dolce Vita. Amo le coincidenze. Rendono tutto più poetico. Il posto è noto per la carne, ma avevamo voglia di pizza e la qualità delle materie prime s’ è fatta sentire anche lì. La mia una pizza con gorgonzola e speck. C’ è da dire che gli ingredienti non aiutano, però l’ ultima pizza con gorgonzola che avevo mangiato era quasi dolce: si può fare di più (cambiando gorgonzola, appunto). Quella di mia sorella era una bufala (latu sensu): ho molto apprezzato lo sforzo del basilico fresco e della mozzarella poggiata a crudo, perché questa è una cosa che riscontro raramente (la cottura nasconde, si dice!). Anche qui però, sugo saporito! Pare sia stata l’ unica pecca e il prezzo un po’ alto, rispetto alla media della zona, per un fritto misto, che di misto aveva poco: un supplì, un oliva ascolana, una crocchetta di patate, un fiore di zucca (6 euro).

Ci rimettiamo in cammino e entriamo (io per la prima volta) nel magico mondo di SAID (non pronunciate seid, ma saìd!) Abbiamo scambiato due chiacchiere con la ragazza che ci ha servite. Molto disponibile e cordiale! Le  ho detto: “dev’ essere bello lavorare qui!” Supplicando con gli occhi: “prendetemi con voi!” Alla fine, non sono uscita fuori con un lavoro in quello che sembrava il set di Chocolat (a proposito: Minor Swing!) , ma con un prezioso sacchetto di praline: sfogliette, nocciola, caffè, mandorla. Tutte felici ce ne siamo tornate a casa e le abbiamo mangiate sotto le coperte, davanti a un film. Dieci minuti dopo dormivo, ma fare colazione insieme al mattino dopo, non avevo mai capito fosse tanto bello.

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