Prese di coscienza e di sale

E proprio oggi che mi vengono a dire che la tua non è una scelta felice, né serena, io sto male. Vorrei che tu prendessi un bel respiro e scegliessi secondo i tuoi gusti, le tue esigenze e i tuoi tempi. (Loro che ne sanno di te?) Vorrei avessi il coraggio di farti accettare, senza impostare alcun registro. Senza prendere le misure. Senza cambiare. Senza cambiarti. Salta!Vorrei continuassi a pescare, perché è quello che ti piace. Vorrei continuassi a veleggiare, libero nel tuo mare, con il tuo cappellino e la tua vela bianca. Vorrei imparassi a mangiare cose diverse, ad andare in un posto ed essere curioso di quello che trovi lì. Senza portarti da casa le convinzioni imparate. Le convenzioni assodate. Vorrei facessi vedere al mondo quanto sei divertente, quando prendi in giro e ti fai prendere in giro. Vorrei che non ti preoccupassi, per quegli esami. Ché la vita ti darà il tempo e tu non devi che prenderlo. Vorrei non avessi fretta di diventare grande. Vorrei tu capissi che grande lo sei già, da quando ti ho conosciuto. Vorrei ti riprendessi gli anni, come ho fatto io e che riuscissi a guardarmi intera, da lontano, come ti guardo io. Provare affetto. Libero. Incondizionato. Ché scegliere non significa chiudere delle porte. Vorrei ti avessero insegnato ad essere coraggioso. A dire quello che pensi e quello che non ti piace. Vorrei ti avessero insegnato che nella vita non importa come tu possa aver apparecchiato una tavola, o quanto carini possano essere i segnaposto, se quello che hai nel piatto non  l’ hai preparato con amore. Ti vorrei nudo. Nudo dalla tua ansia di prestazione. Dagli incatenamenti del confronto. Sai, io oggi sono libera. Vorrei la tua libertà. Da te stesso. Vorrei tu capissi che la correttezza non c’ entra niente con il rispetto delle regole, quando queste vengono d’ alto di egoistici presupposti. Vorrei ti dicessero lo stesso che sei un bravo figlio e che sono fieri di te. Io sono fiera di te. Ho solo paura che tu non abbia il coraggio di fare la tua felicità. Ho solo voglia che tu da questo momento in poi non sbagli un colpo, per non soffrire. Vorrei che tutto quello che dovevi imparare attraverso il dolore, tu l’ avessi già imparato. Vorrei io fossi stata l’ultima cosa che ti ha fatto male. Vorrei che quello che hai oggi, rispondesse ai tuoi desideri primordiali. Prima di tutti. Prima di te. Vorrei ci fosse nonna Gianna ora con te, perché so che una sua carezza ti piacerebbe e ti farebbe tornare bambino. Vorrei vederti bambino. Perché è la parte più verde di te. Vorrei ci fosse qualcuno a consolarti e dirti: “Che sarà mai?”, quando qualcosa non ti riesce. Vorrei che tu sarai convinto in futuro, come oggi di quello che fai.  Vorrei che i tuoi dubbi svanissero. Che questa fosse la volta giusta. Vorrei che i tuoi figli somigliassero a te. Ma fossero più coraggiosi e disobbedienti. Coscienti. Partecipi. Naturali. Vorrei tu non dovessi pentirtene mai. Perché la verità è che vorrei che qualsiasi cosa tu faccia nella vita, sia felice. Ti voglio felice, perché ti voglio bene e sei prezioso per me. Abbraccio forte, dei nostri. “Stritolante”.

Marianna.

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7 Responses to Prese di coscienza e di sale

  1. fracatz ha detto:

    una cosa che faceva mia nonna erano i mostaccioli al miele, perchè mio nonno nell’orto aveva svariate cassette di api e con tutto quel miele in casa non si sapeva mai cosa fare.
    Mia nonna aveva tirato su sette figli suoi ed un orfanello adottato e per continuare a tenersi attiva mi prese per un paio d’anni visto la scarsa salute di mia madre, gli anni più importanti per l’educazione ed il carattere.
    Ricordo ancora il sapore di quei miseri mostaccioli duri come sassi in cui qualche volta mischiava qualche pinolo se c’era, così difficili da mangiare anche per i denti di un bambino
    ora non è che io poi nella mia vita ho continuato a fare i mostaccioli perchè li vedevo fare da mia nonna, però da quel suo gesto faticoso e da altri, magari insignificanti, ho imparato ed apprezzato il fatto che non si butta via il cibo.

  2. Sono parole bellissime. Quel “Vorrei io fossi stata l’ultima cosa che ti ha fatto male.” aggiunge la puntina di sale, per me. Quella sapidità di una lacrima, che nel dolce talvolta dà quella punta di amarezza e di inevitabilità.

    sa30a

  3. salinaversosud ha detto:

    Che meraviglia Fra’. E che onore che tu abbia scritto questo ricordo qui, sotto un mio post!

  4. salinaversosud ha detto:

    Ti svelerò un segreto: metto sempre una punta di sale nei miei dolci.

  5. “Ti svelerò un segreto: metto sempre una punta di sale nei miei dolci.”

    L’ho notato.

  6. Milvia ha detto:

    Un click del tutto casuale e mi trovo davanti il suggestivo, poetico, evocativo titolo di un blog. Un altro click, non più casuale, e scopro un bellissimo post ricco di amorevolezza, di amorevole saggezza, mi vien da dire. E scopro anche, continuando a leggere altro, che chi scrive è molto giovane, e che ha superato con coraggio prove non facili da superare.
    Beh, sono proprio contenta, Salina di questo incontro! Mi sembra che l’intelligenza del cuore (unita all’intelligenza della mente) non ti manchi. E scrivi anche molto bene.
    Tornerò a trovarti, è certo.
    Ciao!
    .

  7. salinaversosud ha detto:

    L’ha ribloggato su profumodilimonie ha commentato:

    Ripensavo a questa, oggi.

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