Il giorno del tuo funerale

Oggi la giornata è stata così bella!

Non ho fatto niente di diverso dalle altre volte.

Mi sono solo resa conto che non ti voglio più.

Ho visto come sarebbe stata la mia vita accanto a te,

dopo qualche mese di convivenza con persone come te.

Non è che mi avresti fatto male, forse te ne avrei fatto più io,

perché dopo un po’ mi avresti esasperata,

annoiata. Svilita. Spenta.

Tutto quello che prima mi affascinava,

oggi mi irrita.

Io odio le persone spocchiose e snob.

Mi urtano. Hanno il loro circoletto di amici ricchi,

vanno dal panettiere di famiglia,

dall’ alimentari micragnoso e carissimo (fessi!),

da cui si servono da generazioni e mangiano fegato d’oca,

fregandosene che quelle povere oche,

vengano letteralmente ingozzate di mais, fino a scoppiare.

Leggete i giornali, solo per stare al passo con il circoletto di cui sopra.

Protestate, per scendere tra “la gente comune”

e poi andate a fare la spesa col Burberry

e quel maglione, che se non è cachemire allora è niente.

Siete noiosi.

Vivete in quartieri noiosi, non sapete neanche il nome di chi vive nel vostro palazzo.

Fate a gara a chi non saluta, o si guarda peggio.

Sbattete le porte, siete sempre nervosi, scortesi con chi collabora con voi, come se i vostri problemi fossero gli unici e i più importanti al mondo.

Siete completamente assorbiti dalla vostra carriera e siete così concentrati su voi stessi, che anche il sesso è solo una conseguenza del vostro egocentrismo. Che palle!

Quando sono letteralmente immersa in questa cappa, non vedo l’ora di tornare a casa nella mia piccola via, con persone che sorridono e i negozianti senza timore reverenziale. Soffoco! Davvero, ringrazio la mia famiglia per avermi cresciuta con la gioia delle piccole cose.

Io non ti voglio. Proprio per niente. E tu c’hai visto più lungo di me.

Che me ne faccio di tutto questo?

Che c’entra con me? Non mi piace.

A oggi, per la prima volta, sento di aver spezzato una catena,

(e mi sento così leggera!)

La mia testa sembra quella di un’altra persona

(e mi sento libera!)

Libera.

Libera.

Libera!

Ciao bello, divertiti eh!

dal web

11 risposte a Il giorno del tuo funerale

  1. massimobotturi scrive:

    libera è bellissimo

    🙂

  2. Scegliere chi vogliamo nella nostra vita è l’esercizio più alto della nostra libertà.

    Compra una lanterna. Mettila allo specchio. Parla con te stessa, rivedi pensieri, occhi, parole, emozioni.

    Troverai tutte le risposte che cerchi, perché finalmente inizierai a cercarle là dove sono davvero.

    sa30a

  3. fracatz scrive:

    avanti il prossimo

  4. SYD scrive:

    Bella sei. Lo so, te l’ho già scritto guardando una tua fotografia. Stavolta è a commento della tua libertà. Per il tuo rifiuto di una felicità preconfezionata, borghese e senza amore, che felicità non sarebbe stata, che felicità non può essere. Per la tua consapevolezza di aver lasciato sul serio chi invece ti aveva solo mollato. Bella sei per i tuoi piedi scalzi, anche quando solo metaforici; per la tua insofferenza ai palazzi grandi e puliti e gelidi; per i tuoi capelli scompigliati dal vento che, dove ci si saluta e ci si sorride ancor oggi, non ha smesso di soffiare. Per la tua voglia di annusare quel vento e sentirci il profumo delle torte, dei limoni, degli esseri umani veri.

  5. Eau d'Orange Verte scrive:

    La libertà, e soprattutto sentirla, è fondamentale.
    Ma per questo non serve dare addosso unilateralmente ad una intera categoria di persone ed ai loro – come per tutti innegabili – difetti e debolezze.

    Vediamo:

    “Tutto quello che prima mi affascinava,
    oggi mi irrita.”

    Legittimo anche se sa di rivalsa. Gratuita salvo che qualcuno ti abbia fatto pesare qualcosa.

    “Io odio le persone spocchiose e snob.”

    Perché c’è qualcuno che le ama? Infatti anche lo snobismo all’incontrario non è proprio apprezzato. Mai sentito parlare di reverse discrimination?

    “Mi urtano. Hanno il loro circoletto di amici ricchi”

    Vero, ma mica è colpa loro se solo quelli hanno conosciuto. Ma se sono un pò aperti, magari di amici ne hanno anche altri, chissà.

    “vanno dal panettiere di famiglia”

    Embé? Se è vicino, ti conosce e fa il pane buono? Perché tu dove vai? Spendere 10 euro di benzina per andare in culonia a prendere i cornetti del Cerbiatto imbustati è più socially oriented?

    “dall’ alimentari micragnoso e carissimo (fessi!)”

    (Idem come sopra. Mai pensato che però magari ci vanno pure per aiutare a non estinguersi un negoziante con famiglia, minacciato dai prezzi al ribasso, per lui ed i suoi costi insostenibili, dei supermercati che ormai aprono anche sotto casa? Mai fatto uno studio sulle politiche commerciali ed i prezzi predatori della GDO?)

    “da cui si servono da generazioni e mangiano fegato d’oca,
    fregandosene che quelle povere oche,
    vengano letteralmente ingozzate di mais, fino a scoppiare.”

    Verissimo. Ma allora parliamo anche delle amenità dei luoghi dove ci si serve da ieri, tra uova di batteria di galline col becco mozzato per non ferirsi a vicenda, pollo agli estrogeni, animali portati al macello su TIR aperti e per tutta Europa uno ammassato sull’altro e terrorizzati e poi squartati ancora vivi per non perdere tempo ad ammazzarli, frutta e verdura provenienti da terreni con sotto discariche, formaggi rifatti e riassemblati con quelli scaduti, cibi confezionati con additivi chimici e geneticamente modificati, etc. etc. etc. Mondo magico del cibo globale. Da approfondire anche quello…

    Da quello cui mi servo da generazioni, vado a lamentarmi e gli faccio un culo così. Prova a far causa alla Carrefour quando hai un parente col botulino da Yoghurt mal conservato in fin di vita.

    “Leggete i giornali, solo per stare al passo con il circoletto di cui sopra.”

    Opinione sindacabile ed arbitraria. Almeno li leggiamo. E’ già qualcosa. Poi ognuno assimila quel che crede.

    “Protestate, per scendere tra “la gente comune””

    Ut supra: però protestiamo, e facciamo numero pure noi. Se poi ci volete sputare perché non andiamo bene, prego.

    “e poi andate a fare la spesa col Burberry
    e quel maglione, che se non è cachemire allora è niente.”

    Figlia mia, ma se solo quello teniamo, che ci possiamo fare? Dobbiamo comprarci per forza la divisa da spesa sulle bancarelle, per essere accettati?

    “Siete noiosi.”

    Nostra culpa, nostra maxima culpa.

    “Vivete in quartieri noiosi, non sapete neanche il nome di chi vive nel vostro palazzo.
    Fate a gara a chi non saluta, o si guarda peggio.”

    Boh. I quartieri dipende dai punti di vista, a ognuno piace il suo. O anche no. Io sono cresciuto in un quartiere-paesino. Sempre salutato tutti perché così mi hanno insegnato. Però, in effetti, devo proprio cominciare a citofonare a tutti i settanta cristiani del mio palazzo ed invitarli per il thé con i biscotti per fare amicizia. Sono certo che sarà gratificante.

    “Sbattete le porte, siete sempre nervosi, scortesi con chi collabora con voi, come se i vostri problemi fossero gli unici e i più importanti al mondo.”

    No comment. Le persone umorali come quelle scortesi e/o maleducate esistono ovunque e a tutti i livelli.

    “Siete completamente assorbiti dalla vostra carriera e siete così concentrati su voi stessi, che anche il sesso è solo una conseguenza del vostro egocentrismo. Che palle!”

    Se c’è da lavorare (e al giorno d’oggi meno male!) si lavora, punto e basta. E non si mette giù la penna prima di aver fatto il proprio dovere. Come per chiunque lavori seriamente.
    Sennò a fine mese niente pagnotta del panettiere di famiglia e niente fegato d’oca sul tavolo. Tocca pure mangiare, no?
    Sul sesso, boh, sarà, non l’ho mai vista – né, spero, fatta percepire – così, ma son cose personali.

    Insomma, che disastro. Un po’ come le generalizzazioni dettate da livore autodifensivo gratuito. Dai che poi passa.

  6. charlize scrive:

    a quanto pare, non a tutti… “passa”.

  7. Eau d'Orange Verte scrive:

    @ Charlize: il livore difensivo, quello sì, dovrebbe. Il resto è troppo intimo per essere sindacato e ciascuno lo custodisce come crede o sente.

  8. questa risposta-elenco mi pare un film che ho già visto-letto, era fuori luogo allora come ora.

  9. Eau d'Orange Verte scrive:

    Mi piacciono gli avvocati difensori, ma le valutazioni spettano pur sempre ai diretti interessati e solo a loro. Quelle altrui non rilevano né appassionano. E i film a) tali sono; b) non si leggono.

  10. MA CERTAMENTE! Tutto ciò che è scritto su un blog può essere letto-commentato-valutato. Su quello che passa sotto i miei occhi posso farmi un’idea giusta-sbagliata, sicuramente non rifletto-sentenzio su ciò che non so-leggo.
    ps:
    a) come tali vengono valutati b) si leggono e come.

  11. charlize scrive:

    “l’indifferenza è la miglior vendetta”,dunque, sembra ad oggi, non solo un luogo comune. Interessante. Un altro dato interessante è che tra poco il blog non sarà più leggibile tanto il fumo… qualcuno o qualcosa inizia a bruciare.

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