Fortunata me(nte)

La poesia più bella che possiate comporre

è la vostra vita.

Il carnevale con gli amici e aver solo voglia di festeggiare con loro.

Dublino. Prova vestito, una sposa si guarda allo specchio, nel retrobottega di un negozio di bambole. E pensi ad Ibsen. E un po’ sospiri.

Dublino. Affascinata dai colori dei portoni.

Dublino. Rimanere indietro, per prendersi i propri momenti. E fermarsi. Meravigliarsi. Fotografare.

Dublino. Pranzare in un pub e alzare gli occhi al cielo.

Ponza. Accorgerti del bene che nutri verso qualcuno, dal modo in cui lo fotografi.

Ponza. Mangiare insieme, su una splendida terrazza e voler contribuire ognuno con quel che sa.

Ponza. Il piccolo negozio di alimentari, in cui trovi un po’ di tutto.

Bologna. I tetti della città. Le sedie in ferro battuto.

Bologna. La mortadella e la carta pane.

Vienna. Il sole al mattino, filtrato dalla finestra.

Vienna. “Esprimi un desiderio”. “L’ho già fatto”. E tornare. Da lui. La follia.

Vienna. Il gelato alla crema e il tiepido ripieno dell’ ApfelStrudel.

Vienna. Cercare il Natale, e accorgersi che comincia prima. Se ce l’hai nel cuore.

Roma. Quelle persone, che pensi di essere fortunato ad averle incontrate “da grande”, perché hai la maturità per non lasciarle andare.

Roma. E poi ridere. Fino alle lacrime.

Roma. Preparare sorprese. Con tutto l’amore di cui sei capace.

Comprare una gabbietta…

…da guardare soddisfatta, quando imparerai a volare.

Una foto del tuo papà. Tua sorella che guarda avanti, mentre tu hai paura.

Imparare a ridere….

…DAVVERO!

Comprare una lanterna bianca per la tua camera. Perché la luce fioca della candela, s’è fatta necessaria.

Una tazza di buon cioccolato per festeggiare la donna che ami più al mondo.

Un biglietto che hai comprato tempo fa, per regalarlo a lui e che ora tieni per te, sapendo che ne farai un uso migliore.

Ballare sul prato a piedi scalzi e ridere. Ridere tanto. (Pietro Stampeggioni Ph.)

Essere presi in ostaggio…e non dispiacersene.

Il profumo dei biscotti e il forno, quando la sua è l’unica luce rimasta accesa.

Sentirsi leggeri. Svegliarsi felici. E risalire, con una forza nuova.

2 risposte a Fortunata me(nte)

  1. pani scrive:

    eri un cappuccetto rosso?

  2. pani scrive:

    ma tu sai nuotare? Gran parte dei marinai di Colombo non avevano mai messo i piedi in acqua

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: