Mi hanno strappato via le parole dallo stomaco

Vi è mai capitato? Le parole e i pensieri che abbiamo nello stomaco, nelle viscere, sono quelli più remoti, istintivi. Le persone viscerali sono quelle che reagiscono in maniera immediata, spontanea, non filtrata dal pensiero razionale.  Forse sono quelle più autentiche. E’ per questo che nel nostro stomaco, nel torace e non le cuore, ci sono le cose che facciamo fatica a tirare fuori. Ci sono i nostri istinti primordiali,  le necessità del tutto nostre, peculiari, ci sono i nostri bisogni primitivi. Primi. Primari.  Le parole strappate dallo stomaco, sono quelle che rispondono alla domanda: se il mondo dovesse finire domani, cosa potrei permettermi di dire o fare oggi? “Permettermi” non a caso: tirare fuori  il contenuto dalle nostre viscere è un lusso. Un atto di coraggio, di libertà, di egoismo e di incoscienza. Significa non aver paura delle conseguenze. E che mi importa delle conseguenze, se il giorno dopo si azzera tutto?

Ecco, tra le donne  della mia vita, c’ è P.

P. ieri ha visto una mia foto. Questa:

Ponza. Foto di Salinaversosud

E’ tagliata a metà. L’ ho commentata in questi termini:

Mi mancano i capelli lunghi, le mie trecce e i chili in meno. Voglio tornare così, con il sorriso di oggi.

Lei, la mia amica P.,  con tutta la spontaneità e la semplicità di cui solo una donna della sua cultura sa essere, mi fa una domanda che né io, né altri abbiamo mai avuto l’ardire di rivolgermi.  Leggerla è stata un pugno nello stomaco. Rispondere è stata un’esperienza. Una ricerca, un viaggio tra le mie viscere.  Ho sempre avuto l’impressione che non avrei mai scritto davvero bene, perché non riuscivo a tirare fuori le cose reali. Invece lei, ieri mi ha letteralmente strappato via i pensieri dallo stomaco. E’ stato come trovare i pezzi di un puzzle. Ora sono lì, finalmente coscienti e si continua a costruire. Con consapevolezza. Diventare grandi.

P: “I capelli se vuoi ricrescono (ma stai benissimo così!!!) e le trecce puoi tornare a farle. I chili con fatica  si perdono… (ma sei bellissima così, e so che sai che sono sincera)…L’altra metà della foto. Il pezzo tagliato. Quello che rappresentava, quello che hai perduto per la strada… Quello ti manca?”

M:” Il pezzo tagliato, taglia. E’ un pezzo di vetro, non la metà di una foto. E ho un’estrema paura ad ammetterlo. Ho paura perché non tornerà indietro, perché si sposa, e perché lui è innamorato. Adesso. Ho paura perfino di guarire, di stare meglio e capire che se mi fossi comportata diversamente, se non fossi stata male, staremmo ancora insieme. Mi mancano alcune cose, che non so se avrò la fortuna di ritrovare. Mi guardo attorno e non riesco ad interessarmi a niente. Quello mi manca, si. Perché non cresce.

P: “[…] Ma le strade che ti sono aperte davanti quando hai lasciato la sua. Quelle non le conosci. Infinite possibilità. Non giudicarti e non giudicarle. Lascia la croce. Altrimenti condanni quelle strade prima di camminarci. È tua la croce. Solo tua. Puoi decidere di portarla o lasciarla indietro. Con le altre cose.

M:” E’ difficile lasciare la croce, tu lo sai. All’inizio non ti rendi neanche conto di portarne una. E’ molto più facile smontare pezzo per pezzo tutto quello che mi si para davanti. Denigrarlo. Sputarci su. E la solitudine diventa una calda coperta. Ché non si debba mai scoprire, che stavamo meglio prima. Ché altro di tanto bello non c’è. Proverò un passetto la volta. Anche se non so ancora come si fa.”

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

[…]

E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.

Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E’ un’avventura, ricostruire se stesse.
La più grande…

(Jack Folla)

Siate consapevoli. Sempre. E’ l’unico modo per capire chi siete e cosa volete.

E’ l’unico modo per essere davvero felici. E allora avanti, avanti come treni!

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8 Responses to Mi hanno strappato via le parole dallo stomaco

  1. massimobotturi ha detto:

    tu sei uno splendore, in tutti i sensi

  2. Mr.Loto ha detto:

    Interessante quello che hai scritto, lo condivido. Un insucesso in campo sentimentale ci mette alla prova e, se sappiamo essere umili nel modo giusto, è un’occasione veramente valida per cambiare qualcosa di noi che ci permette di rinascere e di essere più forti e consapevoli di prima.

    Un saluto

  3. fracatz ha detto:

    lasciamo scorrere la vita e cerchiamo di apprezzare quello che ci concede,
    la primavera c’è,
    poi verrà l’estate lo sappiamo,
    per esperienza

  4. salinaversosud ha detto:

    Non vedo l’ora Fra. So che sembra blasfemo, da una “mocciosa” della mia età, ma sono stanca.
    Voglio riposare.

  5. salinaversosud ha detto:

    Grazie per esser passato. Sai, sono d’accordo con te: umiltà.
    Essere umili significa farsi delle domande. Mettersi in discussione.
    Se non ti metti in discussione rimani com’eri e la tua vita si ripeterà come un cerchio, per com’era.

  6. salinaversosud ha detto:

    Le tue parole sono abbracci.

  7. Aly ha detto:

    Quando meno te lo aspetti le trecce si formeranno da sole…i chili vanno e vengono, le persone vanno e vengono….quando vanno ce ne accorgiamo, quando vengono, a volte, non le vogliamo.

  8. salinaversosud ha detto:

    Leggere il tuo nome è un tuffo al cuore.
    E poi proprio oggi. Proprio oggi che m’hanno fatto vergognare d’esser donna… E inorgoglire di conoscere poi, quelle come te.

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