Di bieche crocerossine e burberi marinai

 “Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo contengono”

 Bertolt Brecht

Un post nato dalla testa del post precedente. No, meglio: da un commento a quel post. Per l’esattezza, un commento di Fracatz (eh, lo so. Si chiama così!). Pungente e ironico come sempre. Lo chiameremo Daria.

Mica tutte lo fanno per rovinar la vita di qualcun altro, alcune si applicano da buon samaritane nella convinzione di redimere i bruti, i violenti fino ad immolarsi nella loro funzione.
Santissime e che il signore le abbia in gloria

A voi, una risposta “impegnata”. Ché Fra’ mi stimola (il senso di tale affermazione è lasciato per esercizio al lettore).

Sai, Fra’ (seguitelo! Se noi fossimo una classe, lui sarebbe il mio vicino di banco!) . Credo che anche voler salvare qualcuno a tutti i costi, nella convinzione di cambiarlo equivalga a rovinargli la vita. Perché dovremmo cambiarlo? Io ho conosciuto un uomo che a 40 anni non aveva il coraggio di addentrarsi in nessuna relazione, che non fosse più lunga di una notte. Ho capito solo con il tempo, che non era mancanza di coraggio, ma di volontà. Ci sono persone diverse da noi e che hanno modi di concepire la vita, che sono inspiegabili, ai nostri occhi. Questo non significa che stiano male. Non c’è niente da buttare, niente da salvare (Venditti, Modena. N.d.r.) Loro stanno bene così. E se pure non stanno bene, se lo sono scelto. Perché dovremmo avere noi la presunzione di migliorargli la vita. Voglio dire. Non posso staccare le ali a un piccione e attaccarle a un delfino, perché così nuota meglio! Penso che non esistono dolci crocerossine e burberi marinai. Penso che la storia delle vittime, che si immolano per salvare il carnefice, sia anche questa (Vedi post blasfemo della sottoscritta) una storia di do ut des (facio ut facias, anzi… ma giusto per far vedere che cinque anni di latino danno i loro frutti).

La crocerossina si aspetta riconoscenza. Si aspetta che il burbero cambi. Allora ‘sta crocerossina è una gran stronza! Si. Lo è. Perché ha davanti una persona che non accetta nella sua complessità e vuole migliorarla. (Allora cercatene un altro, se hai coraggio!) E perché questo è un ricatto bello e buono. “Vedi cosa faccio per te?” Io sono stata per anni con un esemplare di uomo crocerossino. il punto è che questi non capendo, che l’unico problema è il loro, perché NON TI VOGLIONO COSI’ (trad: COSI’ non ti vogliono)…lo  trasferiscono su di te. Il problema sei tu, che non essendo come loro, hai dei problemi. Io devo delle scuse anche alla persona di cui all’inizio del post, ad esempio. Le persone, sulla propria vita, hanno molto più potere di quello che pensano. Non esistono dualismi. Non esiste: io vorrei una famiglia felice, con un cane e una bella villa fuori città, ma il demone dentro me, me lo impedisce. Ma quale demone? Stai bene. Solo che la tua concezione di vita felice, non coincide con quella che la società ci inculca nella testa. Ovvio, che se poi vedi il tuo modello di vita deviare dallo standard pensi di essere infelice. No. L’hai scelto tu. Continua a farlo e per favore, la prossima volta che riconosci un/a crocerossino/a, mettiti in salvo. Scappa!

LA VIOLENZA DEGLI ARGINI

Se solo il cielo denso,
cupo non si chinasse sulla viva giovinezza;
le pareti della tua casa
lo urlerebbero orgogliose e tronfie,
il loro giallo più vivo.

Prigioniere d’ altrui speranze,
smorzano serenità e chiasso,
per intonarsi spente
al carnefice del talento più proprio.

Ma tu non perdi speme
E aspetti fiduciosa nel cuore,
l’ azzurro insolente
di giorni futuri.

Tornerà allora,
la felicità sfrontata e femmina,
torneranno chiassose, disordinate
le giornate a riprendersi la gioia
ch’ un vile gli rubò.

Una risposta a Di bieche crocerossine e burberi marinai

  1. fracatz scrive:

    purtroppo in amore è difficile ed è meglio non giudicare
    quando colpisce, colpisce
    a volte le esperienze per alcuni/e non contano
    pensa quante poveretti/e (anche economicamente) si buttano nell’avventura di consolare uno/a sposato/a, con figli e con un reddito a sua volta da morto/a di fame
    ed il tutto solo perchè lo vedono fare in tv o da gente che può evitare di creare dolore grazie alla elevata disponibilità finanziaria
    Tutto ciò aiuta a vivere
    a movimentare un po’ la giornata, non è come il mio blog ormai cotto e decotto, insomma tutto quello che avevo da dire l’ho detto ed il tempo non lavora più in mio favore come ai bei tempi quando cercavo di portare sulla retta via il lama sardo

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