Di Modena e d’una preghiera a denti stretti

Io ci provo a concentrarmi su di me, ma è come stare fermi mentre la ferita brucia. Senti sotto pelle quel freddo, che ti pervade  quando provi un caldo estremo. Vi è mai capitato di fare una doccia bollente, al punto da cominciare a percepire dei brividi lungo la schiena e sulle spalle? E’ confusione totale. Lotta. E’ qualcosa che va contro natura. Come staccarsi il braccio infetto. Come procurarsi una ferita, sapendo che farà bene prima o poi. Chi se ne frega! Io sono una persona impaziente. Meglio: stanca. Aspetto persone dal passato che non torneranno mai più e mentre lo scrivo già ci spero. E come fa ad essere felice del presente, una come me? Giorno, dopo giorno. Ora, dopo ora. Azione, dopo azione. Come si fa a scegliere quella che ci fa bene, se dentro ci sentiamo morire?

La verità è che mi manchi.

La verità è che questa pagina è una preghiera a denti stretti.

Ti prego!

Ti prego.

La verità è che, se devo tornare indietro per sentire la tua assenza,

preferisco restare ferma. (O andare avanti, a seconda dei punti di vista).

La verità è che se qualcosa fosse cambiato in te, saresti corso da me tempo fa.

La verità è che non c’ è nulla da cambiare.

Stoccolma, poi Barcellona.

Posti splendidi per una fuga.

Non vedo l’ora di toccare terra, fermarmi a prender fiato.

Sciogliermi in un pianto.

Con le nostre famose facce idiote, eccoci qui.
Con i nostri sorrisi tristi, a parlarci ancora di noi
e non c’è niente da scoprire, niente da salvare
nelle nostre parole.
Ricordi, libri da buttare, frasi da imputare
di due bandiere dritte in faccia al sole.
Ma cos’è questa nuova paura che ho?
Ma cos’è questa voglia di uscire, andare via?
Ma cos’è questo strano rumore di piazza lontana,
sarà forse tenerezza o un dubbio che rimane?
Ma siamo qui, a Modena,
io resto qui a guardarti negli occhi, lo sai.
E non c’è tempo per cambiare,
tempo per scoprire un nuova illusione.
La nostra vita è Coca-Cola, fredda nella gola
di un padre troppo tempo amato.
Quanto valeva, aver parlato già da allora,
quando tutto era da fare e tu non eri importante.
Ma siamo qui, a Modena,
io resto qui, con un bicchiere vuoto nella mano.
E non c’è tempo per scoprire,
tempo per cambiare cosa abbiamo sbagliato.
La nostra vita è Coca-Cola, fredda nella gola
di un ordine che non abbiamo mai voluto.
Ma cos’è questa nuova paura che ho?
Ma cos’è questa voglia di uscire , andare via?
Ma cos’è questo strano rumore di piazza lontana?
Un nuova tenerezza o un dubbio che rimane

(Modena, A. Venditti)

Advertisements

8 risposte a Di Modena e d’una preghiera a denti stretti

  1. 125ml ha detto:

    allora sei umana, direi che puoi tirare un sospiro di sollievo 🙂

  2. francescagarrisi ha detto:

    dopo le tue parole e Modena che altro potrei aggiungere?
    anche qui il passato da un po’ pulsa fotissimo, ma non voglio dargliela vinta, è “solo” colpa di un presente avaro.
    mangia stoccolma e barcellona fino all’ultma briciola, e la te che stai diventando te ne ringrazierà 🙂

  3. salinaversosud ha detto:

    messa così, sembra quasi bello

  4. salinaversosud ha detto:

    Franz fa così male.
    ‘iuto.

  5. fracatz ha detto:

    oh my god
    occorre soccorso tantrico
    pensa per quanto rivivranno queste emozioni nella tua esistenza
    è un costo che occorre pagare per sentirsi vivi

  6. salinaversosud ha detto:

    Come darti torto, Fra’?
    E’ che razionalmente so che va tutto bene così.
    La teoria la so tutta, come direbbe una mia amica.
    Però…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: