ListenTraveLove

E’ il titolo della mia playlist di viaggio. Ne ho diverse, questa è in divenire.

Immagino questi pezzi mentre sono in viaggio, a guardare fuori dal finestrino, a guardami intorno e li riconosco: “Si, sono da viaggio!”, mi dico. E voi? Avete una playlist? Cosa vi piace ascoltare quando siete in viaggio, o in macchina, anche solo per lavoro? Vi lascio la mia, ma voglio sapere!

(1) Likke Li, I follow Rivers: è la prima non a caso. L’ho scoperta grazie al mio secondo viaggio a Vienna (quello delle coincidenze e dell’attesa felice). Hischam mi diceva: “ma comeeee? Non la conosci???” Io davvero non avevo idea di chi fosse. E poi torno in Italia, così per colmare la nostalgia, mi metto alla ricerca e all’approfondimento di tutto quello che ho imparato da lui. Faccio sempre così quando torno dai miei viaggi. Comunque, come con tutte le canzoni che mi piacciono cerco il testo e …”Ti seguo, nel blu profondo tesoro. Ti seguo”. Era un po’ quello che avevo fatto per lui: seguirlo fino a Vienna, senza avere idea di chi fosse, dopo sole tre settimane che mi ha fermato per strada in quella stessa città. Corri, prenota con il cuore in gola, mancano pochi posti. E seguirlo, fino a su. Uno splendido souvenir.

Qui la mia versione preferita, un po’ arabeggiante.

 

(2) Royksopp feat. Susanne Sundfor, Running to the sea: è davvero l’atmosfera che cerco. Quella dei viaggi in Nord Europa, del freddo e della natura selvaggia, tra altissimi alberi spogli, fiordi e cielo verde smeraldo. Loro li ho conosciuti grazie a Marco. Marco era il mio pozzo di scienza musicale. Una persona fantastica! Quando mi fece ascoltare What Else is There, non li ho più lasciati. Questa ha un ritmo per me a dir poco coinvolgente. Alzate i bassi.

(3) Royksopp, Remind Me: vi consiglio il video. Non capivo perché, ma quella palla di sole arancione e quel peschereccio solo in mezzo a quel blu profondo, mi ipnotizzavano. Quando ho cercato un po’ la loro storia, ho scoperto che questo video ha avuto importantissimi riconoscimenti.

(4) Likke Li, Dance dance dance: dopo Follow Rivers mi sono appassionata anche a lei. E questo pezzo mi fa venir proprio voglia di muovermi a ritmo e ballare. Magari scalza, muovendo un po’ i piedi. Ricorda molto le atmosfere di Mushaboom, by Feist. Mai visto il promo di LaCoste Essential Parfum?

(5) Likke Li, Knocked Up (Kings of leon cover): ha una musicalità pazzesca. La prima volta che l’ho sentita cercavo proprio qualcosa del genere, che incontrasse un po’ quel gusto Svedese nell’arrangiare i testi. Adoro l’eco, che sembra perdersi in quelle foreste e i porti con le luci accese, così vicini all’ estremo del Mondo.

(6) The Lumineers, Ho Hey. Questa mi ricorda troppo il viaggio a Dublino lo scorso Maggio. (Ve l’ho già detto che a Stoccolma vado con quel gruppo?! Ormai siamo collaudati!) Si insomma, mi ricorda Dublino. Così scanzonata, leggera! Mi ricorda una città che comunque è in festa tutte le sere e poi quel ritmo con la chitarra acustica. Quella città è piena di talenti e tutti hanno l’umiltà e lo spirito di  mettersi in gioco, scendere in strada e cantare per il pubblico. E’ bellissimo. Una sera, forse la più bella, abbiamo deciso di andare in zona Temple Bar e farci tutti i pub della zona. E’ stato bellissimo farci largo tra quelle persone. Chi con le parrucche rosa, chi semplicemente con un boccale strapieno, chi canta e alza il calice a ritmo di musica live innaffiando tutti, compresi noi! Che vita! Stupendo! E’ la città che più m’è rimasta nel cuore e forse, la più simile a me tra quelle che ho visto…ma il mondo è così grande!

(7)Kings of Convenience & Royksopp, I don’t know what I can Save you from. Una splendida collaborazione. Un arrangiamento insolito. Di solito è la prima cosa che mi colpisce in un pezzo. Poi, se mi piace, cerco anche le parole. E queste sono particolarmente centrate. E’ la storia di un/a tizio/a che si ripresenta dopo tre anni di silenzio assoluto, dalla sua ex metà. Quest’ultima molto saggiamente si chiede: e io da cosa dovrei salvarti? Ma bello mio, non mi va neanche di metterti su l’acqua per il tè! Ciao, ciao!

(Come recensisco io, nessuno mai!)

(8) Royksopp, What Else is There, per questa si ringrazia Marco. “Abbiamo coperto le distanze, ma non insieme”. A noi piaceva questo rigo. Oggi siamo due persone che si sono date molti spunti e si ricordano con affetto.

(9) Oliver Koletzki, Bring Me Home. Trovata per caso su youtube. Cosa mi ha spinto a schiacciare play? L’ immagine di anteprima. Una bimba che stringe i pugni e va da sola, con il suo orsetto, verso non si sa cosa. Per un motivo che forse un giorno avrò il coraggio di spiegare, i bambini sono un tema a me molto caro.

(10) Royksopp, Only this moment. Ascoltare per credere.

(11) Metallica, Nothing Else Matters. Anche questa, la cantava Hischam a Vienna. Sono tornata, ho cercato il testo e ho visto che anche qui l’ironia della sorte c’aveva messo lo zampino: “non importa se vicini o lontani…” e me ne sono innamorata. Mi innamoro delle coincidenze, più che delle persone a volte. Successivamente ho ascoltato la versione di David Garrett e oltre a sognare un suo concerto in Germania, ho stabilito che è l’unico biondo che il mio cervello bypassa come “gnocco”.

(12) David Guetta, Far Away. Perché mi fa andare lontano e mi ricorda che sono giovane e che musica non significa solo Battiato, Vivaldi, o Venditti anni ’70.

(13) Emma Louise, Jungle. La musica, il sound. Forse la cosa che mi piace meno è il ritornello.

(14) Bob Sinclair, Love Generation. Ho cercato disperatamente informazioni sul bambino del video. La gente pazza dice sia il dj da giovane, ma basterebbe un po’ di buon senso, per capire che un video con quello stile (anche grafico), non può essere di 30 anni fa. “Vedo la gente scema”, diceva qualcuno. Quindi, è sostanzialmente la canzone che mi tira su il morale, che mi ricorda di tutte le volte che sono stata a Ponza, che mi spinge a premere sul pedale più veloce, ad alzarmi in piedi e stringere le chiappe, quando sono sulla cyclette.

(15) Bastille, Pompeii. Voglio dire, hanno dedicato una canzone a Pompei! Mi piace da morire la sua voce, i suoi bassi e la proposta di “chiudere gli occhi”. Il coro, fa un po’ Pirata dei Caraibi, però mi piace. Ha un timbro assolutamente sexy!

Ah! A 1:56, davanti i flipper c’è la citazione di un film. Chi la sa cogliere?!

(16) Ola, I’m in love. Se siete curiosi di natura, mettete in confronto questo video con il #8. Notate qualche similitudine? Ora, io (purtroppo, mannaggia, maledizione a me, soltanto a me) non sono innamorata, ma su I’m in love, mi vien voglia di saltellare e cantarla a squarciagola, possibilmente imitando la voce maschile.

(17) Luciano Ligabue, Il peso della Valigia. Per ricordarmi che mi è toccato partire bambina, per aspettare qualcuno che la apra e mi faccia vedere che tutto quel peso era solo per quattro farfalle, un po’ più dure a morire. Credo ne farò un piccolo tatuaggio, e siamo a quota due, con l’uccellino che scappa dalla gabbia.

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3 risposte a ListenTraveLove

  1. fracatz ha detto:

    è da un po’ che la mia playlist è RDS dalle 8 alle 9 del mattino e ben 2 pezzi “I follow rivers” and “Ho Hey” vengono ancora trasmessi, poi io aggiungerei anche

    ma solo perchè a volte ad un certo punto della vita ci si può innamorare di una voce, ma che ormai è fuori da rds 8 – 9

  2. salinaversosud ha detto:

    Quanto mi piace questa sua canzone! Ho cominciato ad ascoltarla davvero da poco e proprio per via di questo pezzo. Grazie per la chicca Fra’!

  3. Eau d'Orange Verte ha detto:

    Non è completa senza un classico sul tema:

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