E’ primo maggio per tutti

Io sto raggiungendo una consapevolezza in questo periodo.

Sebbene ci stia mettendo decenni per laurearmi, qualsiasi lavoro (e non è detta l’ultima) andrò a fare, mi piacerà. Perché ho imparato due cose di me:

1) Che non è vero che non ci metto passione in quello che faccio. Non metto passione in una laurea che non ho scelto con la mia testa, che si sta dilungando oltremisura, in cui non ho più fiducia, conseguita in un paese in cui non ho più fiducia. Ma manca davvero una briciola per finire e le cose mi hanno insegnato a non sprecarle.

2) Sono brava a gestire i tempi a organizzarmi e soprattutto, qualsiasi strada io prenda, faccio quello che mi viene chiesto e anche di più. Secondo poi, non sono di quelle che fa notare al proprio datore di lavoro, se ha fatto delle cose in più. Il mio cervello dice che quel di più fa parte del lavoro e che fa la differenza tra un lavoro curato e uno sciatto. Vi faccio degli esempi. Ho insegnato in alcuni corsi. Ci hanno dato un programma e io dovevo toccare quei punti. Un mio collega mi ha dato le slide che usano loro e io che ho fatto!? Le ho risistemate, accorpate, divise per argomenti e ogni lezione aveva un numero e il suo programma. Arrivavo in classe, spiegavo qual era il programma del giorno e loro sapevano che dovevamo fare quello! Per far CAPIRE loro quelle cose, portavo casi, esempi, grafici altre slide che schematizzassero e riassumessero le cose più importanti. Finita la lezione, riepilogo. Arrivavano agli esami già preparati e non per vantarmi, ma di qualcosa dovrò pur rendermi merito: mi adoravano. La cosa più bella per me era che volessero che insegnassi loro anche in altri corsi. La cosa più bella di tutte era che mi capivano e si vedeva.

Un altro esempio:  ho lavorato con un bimbo. Un cucciolo. Compito: tenerlo pulito, farlo giocare, mangiare, prendersi cura di lui insomma! (In una parola: tata). Ecco. Quando loro tornavano a casa, oltre queste cose trovavano: cucina dove avevo preparato le pappe, come mai usata. Tutto a posto, tutto lavato, tutto asciugato, tutto in ordine. Asettico. Giochi: nella cesta. Niente in giro. Casa in ordine. Anche le cose che lasciavano in disordine LORO i grandi, mentre cucciolo dormiva, le sistemavo. Questo perché volevo che Bimbo stesse in un ambiente ordinato, pulito, aerato, non caotico. E’ importante. Ogni due settimane, svuotavo tutti i cassetti del cucciolo, li lavavo e piegavo tutto con cura: il cassetto di tutine, pagliaccetti e calzini. Il cassetto delle cose per uscire. Il cassetto di giacche, scarpine, sciarpe e cappellini. Rimanevo una mezz’ora in più, senza fare storie e senza pretendere un centesimo. Arrivavo al massimo nell’orario preciso, se no anche dieci, cinque minuti prima per essere operativa all’ora stabilita. Risultato: bimbo quando lo lavavo io non piangeva, aveva imparato a ballare, a salutare, a cantare, mi si attaccava ai pantaloni e mi seguiva ovunque eppure era indipendente,  sveglio, attivo. Gli avevo insegnato che non si può toccare tutto, prendere tutto e gli parlavo come se avesse già sviluppato il linguaggio della parola (ho debitamente evitato versi e puffunghè dededè ghegheghè). Chiunque incontravamo per strada si innamorava di lui, perché dicevano che era…solare! E si, perché no?! Mi sento un po’ responsabile di questa cosa.

Ecco, sebbene viva in un paese che della mia laurea non se ne fa niente. Sebbene io viva in un paese che pur di pagare i suoi professori, mi ha fatto fare corsi che non mi hanno “costruita” come futura professionista. Sebbene il senso di sfiducia…arrivata a questo punto, ho almeno capito questo: dovessi anche fare la domatrice di vongole, sarò la  domatrice di vongole più appassionata del pianeta!

Annunci

4 Responses to E’ primo maggio per tutti

  1. massimobotturi ha detto:

    per me sei già laureata, in umanità e buon esempio da seguire

  2. pani ha detto:

    uhm…domatrice di vongole, interessante. Vanno bene anche le lumache?

  3. fracatz ha detto:

    in effetti abbiamo demandato ad incompetenti ed incapaci tutte le funzionalità vitali per una nazione, per un popolo. Tu ora hai scoperto il laureificio, ma ti sei mai chiesta perchè nei 5 anni non facciano fare anche il praticantato intramoenia? Ma per non toccare le tasche di coloro che hanno inventato tutto il giochino.
    Tu pensa che portando l’età pensionabile a 65 anni se ne fottono se una maestra d’asilo a 64 anni deve badare a 25 picccole pesti e tenerle anche pulite, cosicchè loro si difendono e maltrattano le piccole pesti, costringendo i genitori all’asilo privato, dove le piccole pesti accudite con amore ritornano piccoli esseri umani.
    Ora una persona con un minimo di raziocinio, o buonsenso, sposterebbe le maestre dopo i 45 anni dall’asilo alle elementari ed assumerebbe giovani insegnanti facendole cominciare dall’asilo, ma probabilmente è una cosa fuori dalla portata dei loro cervelli.
    I cittadini, le massaie, i lavoratori debbono avere il coraggio di scendere in campo e prendere il posto di tutti questi cervelli spesi per il bene del popolo. A capo del governo basta una massaia che abbia saputo tirare su una famigliola in maniera decoraosa e senza fare debiti da lasciare in eredità ai suoi figli

  4. Se ti accoppi come lavori, siamo a posto 🙂

    sa30a

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: