Qualcosa è cambiato*

giugno 28, 2013

Ed eccoci qui! Tanto di corsa e con tante cose accumulate (come sempre!) “Qualcosa è cambiato”, si e dovrà ancora cambiare (per fortuna!) e questo ad esempio, è stato il primo anno in cui ho organizzato una piccola festa per me. Di solito mi cimento in quelle degli altri, ma la mia proprio non mi passava neanche per l’anticamera del cervello. Ho sempre pensato: cavoli, perché disturbare la gente per il mio compleanno e magari impegnargli una serata in cui avranno di meglio da fare e metterli pure nell’imbarazzante condizione di dovermi fare un regalo? Invece, complice la festa a sorpresa dell’anno scorso, complice tutti i cambiamenti che sono avvenuti quest’anno, mi ritrovo decisamente più (forse troppo, eheheh) ego-centrata. Quelli sono i Miei Amici e io voglio festeggiare con loro. La psicologa con mille interessi, l’avvocato sempre con mille cose da raccontarti, l’interprete che dietro ogni parola ti racconta il mondo, il parapendista informatico con cui sto organizzando un’uscita, il fotografo e la mia omonima, il designer (che non è potuto venire ma era come se ci fosse), l’amica che alle nove di sera chiude il negozio e si fa quaranta chilometri per te, l’ottica svampita (che non è potuta venire, ma Parigi mi sembra un ottimo motivo) e gli altri, che non ho potuto avere lì accanto a me, per questioni “logistiche”. Sono felice di averli nella mia vita. E’ più colorata con loro. Nelle nostre serate, riusciamo a stare attorno ad un tavolo e chiacchierare per ore senza annoiarci mai. Allora, (anche in virtù del fatto che sono un tantino ego-riferita, 😀 ) eccovi un po’ di colorate, estive, inedite foto! Bisous!

Ponza, la mia “casa del cuore”. Estate 2012

Terrazza di casa, Ponza 2012

A casa c’è una tradizione bellissima: il 23 sera, mia mamma lascia fuori un recipiente vuoto. Nella notte, con l’umidità vi si deposita un po’ d’acqua. Lei dice che è l’acqua di S.Giovanni (il santo del giorno del mio compleanno) e che con quella ci si può rinfrescare il viso, le braccia, perché è un’acqua un po’ speciale. Così quando io e mia sorella il 24 giugno di ogni anno ci svegliamo, vediamo quella ciotola sul tavolo…e allora si, non c’è dubbio: è il nostro compleanno. ps. Ve l’ho mai detto, che io la casa giallo-limone ce l’ho davvero?

Pietro Stampeggioni Ph.

Pietro Stampeggioni Ph-

Pietro Stampeggioni Ph.

I miei amici, le mie cose, le mie lune, il modo tutto mio di affrontare un problema cominciando da: “AAaaaaH, PANICOOOoo!”; gli occhi di Sara, quando mi rimprovera; l’acqua di San Giovanni e le pareti giallo fluorescente della mia casa che litigano con l’azzurro intenso del cielo d’estate; quelle cornici bianche attorno le finestre, da me tanto volute; le sorprese al telefono e la rivincita della …vita, quando le donne l’hanno voluta, fortemente voluta; girare per Roma, senza fretta di ritrovarsi; le passeggiate in solitaria con Kalkbrenner e Koletzki nelle cuffie; via Gramsci e le ville affacciate al mare; le nuove esperienze, la curiosità e la voglia di provare; Vienna, Dublino, Barcellona, Stoccolma; i corsi di cucina, il Mind e la voglia di scrivere e pasticciare, sotto le dita…in una parola: felicità.
*E’ il titolo di uno dei film che amo più al mondo. Ve lo consiglio davvero. C’è uno splendido Jack Nicholson e una superba Helen Hunt

Certe cose si spiegano da sole…

giugno 24, 2013

…se non le spiega il vento.

***

“Credo di essermi innamorata di te!”
“Esagerata.”

Buon compleanno a me.

Questo è il quarto a cui avresti potuto partecipare.

Con una famiglia anche tua.

Amici, anche tuoi.

Me, solo per te.

 

 


Piccoli equivoci senza importanza

giugno 21, 2013

Ti accorgi di essere diventata forte, quando impari a conoscerti, quando sai cosa ti allarma e ti frena.
Scomponi il problema in piccoli ostacoli, ognuno un obiettivo.
A ogni obiettivo raggiunto, sei sempre più tranquilla. Ci sei, hai imparato come tranquillizzarti. Ti conosci, hai pieno possesso delle tue debolezze e il quadro completo di te. Non sei folle, o ansiosa. E’ solo il tuo carattere: ci sono cose che semplicemente ti fanno preoccupare, e ti mettono in uno stato d’ansia. E’ umano. Capita a tutti, solo su cose diverse…probabilmente. Ora districhi la confusione. Individui l’epicentro delle tue preoccupazioni e le gestisci, ché la parola “affrontare” ormai è già troppo grande: non sono mostri e tu lo sai già. Tutto si può fare. I mostri nella tua vita non ci sono più. Ci sono quelli che chiami “elementi difficoltà”.
Brava, ridici su. Spicca il volo e guarda il problema dall’alto.
Lo vedi cos’è? Affrontalo come sai, al resto ci pensa la vita, ché niente accade per caso.
Né le persone che incontriamo, né le separazioni, né le occasioni perdute, né tantomeno i treni presi per un soffio.

Vi consiglio questa lettura:

Piccoli equivoci senza importanza, Antonio Tabucchi

Retro del libro (dal web)

Poche pagine, una nuova prospettiva da cui guardare il mondo, un grande autore. Non avete scuse, miei cari vicini di blog.


Libertà è…

giugno 20, 2013

Questi sono gli spartiti della colonna sonora di Tequila&Bonetti: il momento in cui lui sedeva al pianoforte e cominciava a suonare. Chi ricorda la serie? (ps. Se li volete, fatemelo sapere, che non si trovano in giro!)

 

Basilico siciliano. Non immaginate il profumo, quando si passa la mano accarezzando quel cespuglietto! Adoro l’estate!

Il porto di Barcellona. Costeggiandolo tutto, si finisce in una zona piena di ristorantini. Lì ho mangiato una deliziosa paella di pesce! Semplicemente spettacolare.

Le sfogliatelle di Attanasio, a Napoli stazione. Proverete quelle di Mary a Via Toledo, proverete quelle di Scaturchio al centro, ma queste nascoste in un vicolo poco attraente della stazione centrale, rimarranno sempre le migliori.

Le cene a San Lorenzo con mia sorella. Aprire quei biscottini, come fosse già una tradizione. Sempre opportuni poi.

 

La spesa nel nostro punto Coldiretti…l’unico mazzo di fiori che può farmi impazzire di gioia! Tradizionali con mozzarella e alici, ma provateli anche con provola, e prosciutto cotto; o con la burrata…

 

Le loro magnifiche serre…

…e le superbe albicocche di cui vi raccontavo nell’altro post.

Le mie passeggiate: non è mai troppo tardi, per prendere nuove abitudini.

 

Souvenir da Stoccolma. Quello a sinistra. L’altro l’ho preso a Roma (ma pur sempre da IKEA!) Appena laureata sistemo la stanza, vernicio e scartavetro, per farla tutta bianca, in decapé

FA CIO’ CHE AMI!

“Nient’altro che noi…” in una delle nostre rilassanti passeggiate per i parchi romani.

Bravissimo Sandrino! (made in Piano-B, exclusive club)

A colazione, J Hotel, Nacka, Stockholm, Sweden 😀  Buona giornata, Meraviglie!!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La vera storia di Jack e Rose*

giugno 18, 2013

Una splendida e calda domenica romana.
Un cielo senza nuvole, senza Messico. Metro A, fermata: Spagna.

Rome, Trinità dei Monti

Solo allora ho sentito che il sole incoccia, che stavo sudando, che non c’era un metro quadro d’ombra libero.
Sembrava di giocare ai sette cantoni. Chi si sposta è perduto!
I giapponesi camminavano in processione, dal lato più fresco della strada.
Il signore delle castagne era lì, anche a Giugno. Ché poi dove le trova le castagne, a Giugno?
Ma questo i giapponesi non lo sanno, o forse si. Allora gli scattano foto, solo per far vedere all’altra parte del pianeta quanto siamo scemi, a credere alle castagne in piena estate. (Ma loro ce le hanno, le castagne?)
Lo aspettavo nella mia lunga gonna di cotone, si quelle di tuta che si mettono con le All Star per sentirsi giovani!
(Ma che dici, Marianna?! Tu SEI giovane! Sei più giovane ora, di qualche tempo fa!)
Allora sia!  Gonna lunga e canotta di cotone, giallo fluo. Per fare pendant con il Sistema Solare, (ma questo Battiato non lo sapeva!)
“Signorina…”
Esito, mi volto.
Era il pakistano che vendeva le rose. Aveva un’aria buona, come ce l’hanno tutti i pakistani che vendono rose.
Non puoi avere un’aria cattiva, se porgi un fiore! E questo la fioraia arcigna, che lavorava dalle mie parti, non lo capiva.
“Lei è tanto bella. Italiana?”
E io, che in fondo sono solo una donna, mi sono instupidita al primo complimento: deve aver capito che sono sola!

Astuto, come solo un gigolò sa essere.
E va bene, mi compro questa rosa!
I fiori mi imbarazzano. I fiori morti, ancora di più.
Per me è come andare con la coda di scoiattolo, o la zampa di coniglio, attaccate allo zaino.

Quindi mi sono limitata a metterla in borsa, facendo uscire solo un pezzetto di stelo e il bocciolo
Uomini, se volete conquistare una come me, regalatele una pianta di basilico, o cestini di fragole.
Come fa sempre l’aitante figlio della signora della Coldiretti da cui andiamo a “fare spesa”…e che spesa!
Serre a perdita d’occhio, vasetti profumatissimi di timo, salvia, basilico siciliano, menta. Banchi di soda e polposa frutta. Ciliegie nere come il fiele, fragole piccine e saporite, ché condirle è peccato mortale; il profumo prepotente delle albicocche.
Ma io sono a Piazza di Spagna, ora.
Piazza di Spagna di Roma. Roma stupenda, sotto il Sole.
E aspetto una voce bellissima, venirmi incontro su due gambe, con un sorriso altrettanto splendido e divertente.
E il tempo è inclemente, con chi si diverte. E’ dispettoso, con chi vuole che non passi.
Un caffè da Sant’Eustachio. Un Grancaffè. Un SignorCaffè. Mi piace che me lo servano zuccherato, come a Napoli. Qualche settimana prima.
Scopriamo di avere una passione in comune: le terrazze (“di limoni, terrazze ed altri profumi…”), ché da lì, si “piscia sul mondo”. Ma in fondo, Bella, che ci importa del mondo?
E io quel piccolo mondo antico lo amo. Quei vicoli e le piazzette dove si gioca da bambini, col pallone e gli amici e ci si torna da grandi, a giocare con le donne. Il negozietto di penne stilografiche, punte e chine e carte preziose
“Amo cominciare un quaderno nuovo”. “Amo la carta, anche se mentre lo dico, mi sento la causa principale del disboscamento mondiale”. “Scrivo lettere di carta”. “L’ultima l’ho scritta il 24 Aprile del 2012, poi non ne ho scritte più”. “Mi incuriosisce Paperman, ma non l’ho mai visto per pigrizia! (Sarà “Paperman” il nome giusto?)”
Ma mi sono limitata a dire: “Belle quelle punte!”

Sono un iceberg. Un iceberg che cammina.

Ciao, sono Marianna e uccido boschi e coppie clandestine di croceristi!
“Ciao, ciao…” E se n’è andato, quando io non avevo ancora fatto in tempo a realizzare che fosse arrivato.
Così, di nuovo me. Al centro di me. Tra giapponesi, caldarroste e macchinette fotografiche, ché quando ti giri per vedere cosa stessero fotografando, vedi la solita turista bianca con la borsa a tracolla, i pantaloni pinocchietto e le ciabatte ai piedi, davanti la Fontana. No, dico. Specializzatevi, poi ve le scambiate!
Evidentemente no. C’è pinocchietto e pinocchietto. (Vallo a dire a Bartolucci!)
Ma Me, con Me a oggi si diverte. E pure tanto. Così…”esprimi un desiderio, Marianna”.
Visto che ci sono, voglio assaggiare i mitici macarons di Ladurée. Non sono mai stata a Parigi, chi me li aveva promessi non me li ha mai portati…così, ci penso io, a me.
E l’ho cercato, con il provvidenziale Google Maps. L’ho cercato, ho girato tra scorci e piccoli, magnifici hotel e mi sentivo così leggera e così libera! Alla fine l’ho trovato. Davanti a me, Ladurée.

Libertà è imparare a soddisfare i propri desideri da sé.

In tutta onestà, sono entrata, mi sono diretta verso il ragazzo carino e gli ho detto: “è la prima volta che vengo da voi, potrebbe spiegarmi come funziona?”
E, complice il fatto che non c’era nessuno, mi ha spiegato tutti i gusti, le diverse farciture (ganache, o marmellate), le diverse confezioni e formati regalo. Ero letteralmente incantata. Mi lasciavo raccontare, mentre in testa avevo già ben chiaro quel caramel au beurre salée, sbirciato sul loro sito qualche tempo prima.
Ho preso una confezione da otto macarons, uguali due a due.
“Due caramello al burro salato”
“Sono i miei preferiti!”
“Due cioccolato”
“Ti piace amaro, o dolce?”
“Dolce!” (anche se amaro fa più buongustaio)
“Due marmellata fragola-menta”
“…”
“Due al pistacchio!”
“Direi che come prima esperienza è ottima!”
Li mette in un cofanetto carinissimo, mi sorride e me li porta in cassa.

Il mio talento fotografico.

“Sono 18 Euro!”
(porcapu**…) “Ecco a lei!”
Troppo belli, e troppo cari! Dovevo assolutamente condividerli con mia sorella. Avevo ancora il pomeriggio davanti, non mi andava di tornare a casa, così ho deciso di andare a trovarla, a San Lorenzo. Un quartiere che mi affascina parecchio! Li abbiamo mangiati e devo dire che ci sono piaciuti davvero tanto.

Macaron, caramel au beurre salée (sperando di aver scritto bene!)

Meritano uno spazio a parte. Finite le nostre delizie, l’ho accompagnata a fare delle compere e abbiamo cenato insieme, prima di tornare ognuna a casa propria. Abbiamo un rapporto splendido da quando è andata a vivere a Roma. Pensavo si rovinasse tutto, e invece siamo come due amiche. Amiche-sorelle. Mi sento davvero in uno stato di grazia. Sono felice, con me e con chi mi circonda. Felice e libera. Perché la libertà che cos’è se non imparare a realizzare i propri desideri da sé?! Buona giornata, Meraviglie!

 

*e anche stavolta, un titolo ad minchiam!


Stato di grazia

giugno 16, 2013

Tutto quello che sono diventata:
un uccellino scappato dalla sua gabbietta.

Foto di Salinaversosud.

 

 

Inginocchiato non c’è modo di essere libero
sollevando una tazza vuota, chiedo silenziosamente
che tutte le mie destinazioni accettino quello che sono io
così riesco a respirare…

dei cerchi si espandono e ingoiano le persone per intero
per metà delle loro vite dicono buonanotte
a mogli che non conosceranno mai
ho una mente piena di domande
ed un insegnante nella mia anima, va così…

non venire più vicino o dovrò andarmene
i posti che tirano mi attirano come la gravità
se mai ci fosse qualcuno per cui restare a casa
quel qualcuno saresti tu…

tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato
pensano a me e al mio vagare,
ma io non sono mai quello che pensavano
ho la mia indignazione ma sono puro in tutti i mei pensieri
io sono vivo…

il vento è tra i miei capelli, mi sento parte di ogni posto
al di sotto del mio essere c’è una strada che è scomparsa
a notte fonda sento gli alberi,
stanno cantando con i morti, lassù…

lascia che sia io a trovare un modo di essere
considerami un satellite sempre in orbita
conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano
garantito…

(Trad. Guaranteed, Eddie Vedder)


Figlia del mare, cugina dell’origano

giugno 15, 2013

Per la serie “tanto lo sai, che gli esami non finiscono mai” (no, grazie eh Fra’ …’cci tua!), ieri ho fatto un’ecografia d’urgenza alla gamba sinistra. Si era gonfiata oltremisura e senza motivo. Il prof di mia sorella era più preoccupato di noi, quindi mi sono preoccupata anche io a vederlo (e a ben vedere, era pure un bel vedere). Comunque:

Mi tocca le cosce:
“Ma ti sei depilata?”
“Si!”
“Quando?”
“Oggi!” (una mia amica suggerisce: “potevi anche dirgli: GIURO!”
“No, Marianna. Volevo sapere se ti eri depilata prima che la gamba si gonfiasse”.

E andiamo con le figure di merda!
Comunque, dopo essermi calata le braghe davanti a tutto il piano del Policlinico, hanno constatato che non era legato al cancro. Niente metastasi, quindi! Solo un piccolo trombo. Lì nel posto più inutile della terra: il polpaccio.
Devo dire che nelle mie piccole sfighe (che io chiamo “elementi difficoltà”), ho sempre tanto culo.
Troppo, forse.

A parte questo, dopo esser rimasta a Roma, oggi sono tornata nella mia bella cittadina di mare.
E la giornata è troppo splendida per non parlarvi di un buon piatto di pasta col pesce!

Precisamente due ricette, con due paste d’eccezione:
La signora Faella, con i suoi trafilati a bronzo.
E gli scialatielli!

Entrambe comprate a Napoli,  l’ultima volta che sono andata.
I miei souvenir consistono pressappoco in derrate di CIBO.

Da Barcellona ho riportato gli habanero, e del formaggio di capra tipico (oltre che il ferro per fare la crema catalana, ma a questo dedicherò uno spazio a parte!) Da Stoccolma tra le altre cose, una pregiata bottiglia di…cereali misti per farci il pane(Marianna, sei grande)!

Ma torniamo a Napoli! La mia bella Napoli, quanto la amo!

Dicevo, ho riportato due paste.
La Faella: trovata in un piccolo negozietto del centro storico, proprio ai piedi della funivia che porta su al Vomero.
Abbiamo attraversato uno splendido e profumato mercato del pesce e abbiamo visto questa minuscola bottega con un signore anziano. Sono rimasta semplicemente incantata dal fatto che la pasta fosse imbustata nella cartapane.

A casa l’abbiamo preparata con pomodori datterini e pesce:

Paccheri Faella trafilati a bronzo, con sughetto di datterini e frutti di mare.

Gli scialatielli invece li ho voluti assolutamente comprare, dopo averli provati in un ristorantino lungomare, sotto Castel dell’Ovo. Il ristorantino è “Anema e cozze”. Un nome davvero azzeccato! Allora, ci portano queste porzioni abbondantissime e super condite di scialatielli con sughetto di pomodorini pachino, calamaretti, vongole, cozze, moscardini. Insieme al primo c’ hanno portato un cestino con del pane bruscato e io ho recepito subito: bruschetta con i frutti di mare, e non se ne parli più!
Molto buoni, anche se forse un po’ troppo saporiti.
Gli scialatielli sono qualcosa di simile ai pici toscani e ai cellitti di Artena (se noterete altri riferimenti, informatemi!)
Li ho voluti prendere da Limonè, a piazza San Gaetano. E’ un negozio in centro, che vende prodotti di produzione propria. Si chiama Limonè perché la maggior parte dei prodotti hanno come materia prima il limone. A parte le buonissime creme di limone, fragola, liquirizia, melone (che però non mi sembravano poi così…”tipiche”) c’era una vastissima scelta di vasellame, (melanzane, carciofi sott’olio,..), i mitici scialatielli nella versione “basic” o aromatizzati al limone (io ho preso i secondi) e olio sempre di loro produzione (ho voluto prendere un po’ del loro olio al limone).

Così eccoli nella mia cucina:

Scialatielli, IGP

La foto è un po’ sfuocata, ma giusto per farvi vedere il formato! Allora, poi non dite che in questo blog non si impara niente, eh! Vi ho dato due belle chicche: Faella e scialatielli! Ora fate un po’ voi!
E vi lascio, con la mia poesia preferita. Una di quelle con cui, più di un anno fa (credo!) ho aperto questo blog:

“Sei figlia del mare e cugina dell’ origano

nuotatrice, il tuo corpo è d’ acqua pura

cuciniera, il tuo sangue è terra vive

e fiorite le tue abitudini terrestri.

Vanno all’ acqua i tuoi occhi e sollevan onde

alla terra le tue mani e saltano i semi,

in acqua e in terra hai proprietà profonde

che s’ uniscono in te come le leggi della creta.

Naiade, il tuo corpo taglia il turchese,

poi risorto fiorisce nella cucina

in tal modo che assumi quanto esiste

e alfine dormi circondata dalle mie braccia che allontanano

dall’ ombra cupa, perché tu riposi.

Legumi, alghe, erbe: la schiuma dei tuoi sogni”.

(Pablo Neruda)