“Ti amo, con tutto l’intestino che ho”

Mi sento un po’ come la Binoche in Chocolat. Anche se non ho quei boccoli.
Scrivo spesso eppure m’è tornata (ancora) la voglia di migrare.
Mentre lo digito, già mi sembra una cattiveria verso questa creatura,
che ho finito per amare, indipendentemente dalla sua origine.
Profumodilimoni, per chi ha letto la lettera di qualche post fa, era il Suo profumo.
Lui diceva che sapeva d’arancio (Eau d’Orange Verte, in effetti), ma io ci sentivo il limone.
E poi ero un po’ legata a questa storia dei limoni.
I limoni di Montale, la marmellata di limoni, la sua preferita, il mio profumo (inequivocabilmente, stavolta), di limoni. La buccia ruvida, profumata. Sembra un contenitore per caramelle e invece c’è dentro uno dei succhi più acidi che la natura abbia mai creato. Amo questo frutto. Eppure sento la necessità di fare qualcosa di diverso, di chiudere ogni contatto e di ingannare il pensiero, creando l’illusione ottica di una porta chiusa. Io lo so come ci si sente ad essere felici. L’ho provata la sensazione di muovermi nella casa di un uomo, guardarlo fare altro e pensare di avere tutto. L’ho sentita la felicità, nell’esatto momento in cui arrivava. Non è vero che sono destinata ad accorgermene sempre dopo, a non godermela. Un mio amico mi ha detto che tanto io non sarò mai felice, perché quello che ho non mi basta mai. Non è così. Io sono stata innamorata. Una volta. E non era della persona che ho frequentato per otto anni. Io non ho bisogno di amare a tutti i costi, né sono un’eterna insoddisfatta. Sono una persona che si ascolta. E che Non si accontenta. Non mi fermo, finché non mi sentirò ancora in quel modo, dovessi rimanere sola una vita. So che è da pazzi, ma è come aver sviluppato un senso di protezione verso di Lui e tutto quello che lo imita mi fa ridere. Ho già ricevuto pensieri alle quattro di notte, ho già parlato di viaggi, già mi sono raccontata, già li ho visti quegli atteggiamenti da uomo accorto e sensibile. Dovrà succedere qualcosa di realmente straordinario (ossimoro?) perché non mi senta ridicola. Perché non sembri tutta una bugia. Forse davvero mi sono diventate le ossa e il cuore di vetro. A me non piace la parola cuore, la trovo da bambini. I sentimenti stanno nell’intestino. Si, insieme alla merda e vicino alla bile. Nelle viscere. La passione è Viscerale, non Cuorale. La passione è coraggio. Avere passione per qualcosa, significa avere il coraggio di imboccare quella strada, indipendentemente da quello che ti succederà lungo il percorso, perché l’obiettivo è più importante. La passione è coraggio e l’amore senza coraggio non è amore. E se passione e amore hanno la stessa matrice, non può venire uno dal culo e uno dal cuore. Il cuore spezzato a zig-zag è un infarto. Non c’è niente di poetico. L’intestino, “m’hai fatto un fegato così”, i litri di bile, “verde dalla rabbia”…quella si, che è la sede dei nostri sentimenti. (Ma come siamo arrivati qui?) Ah, si. Immaginate?! “Ti amo con tutto l’intestino”. Poco elegante. E’ questo il nostro problema. Diamo più importanza all’eleganza. A quello che ormai ci hanno insegnato, che a quello che NOI vogliamo per NOI stessi. E siamo infelici. E certo. Siamo solo una proiezione delle aspettative altrui. Quando poi andiamo da Altrui e gli diciamo: “visto che sono stato bravo?”, rimaniamo fregati, perché Altrui giustamente risponde: “E chi t’aveva chiesto niente?”. Da lì, l’antico detto cambogiano: “pijatela ‘n der culo” (se ho scritto bene, mi perdonino i cambogiani). La morale è. Muovetevi. Cercate. Collegate il pensiero ai Vostri desideri, alle Vostre necessità e solo a queste l’azione. Fatelo come esercizio. Ogni volta che avete fatto qualcosa, che vi lascia delle sensazioni spiacevoli e un po’ di amaro in bocca, chiedetevi perché. Fermatevi. Dopo un po’ di tempo, queste domande vi verranno mentre state facendo la cosa sbagliata e dopo un po’ ancora sarete in grado di anticiparla. Da questo piccolo esercizio, nascerà se sarete costanti, una routine. E poi vi verrà naturale, entrando a far parte del vostro spontaneo modo di pensare. Si è sempre in tempo, per prendere nuove abitudini. Ecco, in nome di questa abitudine, io in questo periodo sto con i recettori in allerta, per capire se Voglio aprire delle pagine un po’ diverse altrove, o tornare a scrivere tenendo per me le mie riflessioni e tirarne fuori qualcosa di più corposo e omogeneo. A voi, le scene finali de “Il favoloso mondo di Amelie”, la ragazza che pensava di avere le ossa di vetro, ma scoprì che non era così.

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5 Responses to “Ti amo, con tutto l’intestino che ho”

  1. bisco ha detto:

    L’osservazione viscerale è molto più che acuta.. In effetti è nella pancia che si sentono certe cose, e sono sensazioni particolari, diverse ogni volta. Le si prova quando si leggono le giuste parole dette dalla giusta persona, quando si aspetta invano, quando non si riesce ad esprimere il proprio sentimento, quando si vorrebbe vedere un’attenzione trasformarsi in qualcosa di più bello.
    Le si prova quando si è nell’errore, perché non potremmo sapere qual è la parte giusta, le si prova quando si ha una cotta infinita e nessun coraggio..
    E le si prova quando nella routine non si è soli, quando si è complementari e si ha il bisogno di scambiarsi le sensazioni..

    Ma tutto parte dal cervello, anche se lui non lo sa. Ti amo con tutto il cervello? Ti amo con tutto l’intestino? No, meglio una via di mezzo, forse, magari col cuore. O, forse, ti amo e basta.

  2. salinaversosud ha detto:

    Forse si, ti amo e basta. Un po’ alla Troisi.

  3. pani ha detto:

    muoviti restando ferma o resta ferma muovendoti

  4. salinaversosud ha detto:

    Eh, non sembra semplice!

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