Vallo a capire, dove finiscono le parole e iniziano le immagini #1

Ph: Francesca Borgia, per Borgia Photography

Ph: Francesca Borgia, per Borgia Photography Bijoux: Dilò Bijoux

Mi fanno male le braccia,
così che mentre ti aspetto,
mi sbattono contro
le cose della vita
e io cambio
ogni giorno un po’.

Avrei voluto conoscerti
nei miei giorni migliori
con lunghi capelli
e trame d’incanto
e ciglia come farfalle
a ubriacarti di dolcezza
e miele;

Avrei voluto conoscerti,
ché ancora ero bella,
e frivola di pensieri,
così che tu ti saresti innamorato
di tutte quelle cose
di cui si innamorano i poeti;

Avrei voluto conoscerti,
quando la mia voce
era un canto leggero
e la seduzione,
un gioco pulito
tra fanciulli per bene.

Avrei voluto conoscerti
innamorata della vita,
agile, piccola
ché le cose piccole
si fanno facili da accudire.

Ma io oggi sono una montagna,
un sasso dormiente,
su un cumulo di terra.
Avvelenata con la vita
sacrificata per un po’
di libertà,
poveretta, illusa
arrabbiata con gli illusi,
impietosa con i buoni.
Regale caricatura
d’una strega
annegata di rancore.

Ed oggi si,
è un giorno triste
per innamorarsi.

Ho avuto la fortuna di partecipare a uno shooting della fotografa Francesca Borgia, per Borgia Photography.
Allieva ligia e capace, del maestro Pietro Stampeggioni, ha maturato esperienza con modelle, prestigiosi eventi sportivi nella Capitale e un progetto in cantiere, del quale per ora non posso dirvi nulla. Il suo background mutua dall’arte, dalla filosofia, dalla psicologia. Questo, capirete, dà alle sue foto tagli interessanti, a volte sensuali, a volte lancinanti e profondi. Spesso entrambi.
Sempre, il risultato di uno studio sapiente di colore, luce, espressione, composizione.
Lei non riporterebbe mai complimenti che le vengono fatti in privato, quindi ci penso io:
“…Le foto poi, hai veramente tirato fuori quella che sono io oggi e se leggessi la poesia che ho pubblicato, capiresti quanto somiglia ai tuoi scatti. Non so valutare la tecnica, ma quello che vedo in quelle foto sono io ora, con tutta la mia rabbia, il mio veleno, il mio risentimento e la voglia di giocare, una bambina nascosta nell’angolo di un sorriso in bianco e nero. Non sono foto di modella e ti ringrazio infinitamente per questo, ti ringrazio per “averci visto lungo” e non aver avuto “pretese”, per aver assecondato la mia natura e aver conservato in un atteggiamento adulto, la cosa più giovane che mi rimane: gli occhi.”
La poesia era questa qui sopra: quella che avete letto qualche giorno fa.
Per le appassionate, con gusto, i gioielli sono Dilò Bijoux.

Ne è nato un progetto tra parole e immagini. Va a capire poi dove inizi uno e dove l’altro.

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17 risposte a Vallo a capire, dove finiscono le parole e iniziano le immagini #1

  1. fracatz ha detto:

    occchi bellissimi

  2. salinaversosud ha detto:

    “bellissimi” con tre C
    grazie Fra’, diretto ed efficace.

  3. franzulrich ha detto:

    No.
    Non sei tu.
    Affatto.
    In nulla.
    Almeno non per chi ti conosce, ti ha guardata, ti ha “vista”.

  4. salinaversosud ha detto:

    @franzulrich: non sono io? E come sarei io? 😀

  5. è lei.
    Stai guardando Salina come se io fosse un cavalletto umano e tu avessi poggiato le mani sulle mie spalle e infilato la testa nella mia testa e guardato attrave le lenti dei miei occhi. Stai guardando Salina attravenso di me. Questo è quello che vedi. Salina la scrittrice, la donna, l’amica, la bellezza muta, la nostalgica, la atrocemente dolce Salina che amo molto. E lei ama me.

    ( e poi arriva il lupo e si mangia la nonna… XD)

  6. franzulrich ha detto:

    E il fatto di guardala attraverso questo strano “cavalletto umano” (mi immagino la scena/situazione, e mi fa pure un po’ senso. Però devo ammettere che tra i mille modi di strumentalizzare un corpo, questo è decisamente originale!) dovrebbe necessariamente confermare che è “lei”?
    Non potrebbe essere il contrario?
    Troppa empatia non potrebbe alterare le lenti del cavalletto?
    Tre punti interrogativi sono pochi per le domande del mondo, ma sufficienti in questa sede.

  7. G. ha detto:

    Che me ne farei di altro?

  8. salinaversosud ha detto:

    @franzulrich: non credo volesse dire che guardando con i suoi occhi, vedresti la Verità. Credo volesse dire: “per me lei è così”. E a dirla tutta franz, un po’ dolce mi sento di esserlo, forte anche, superba a volte, “bellezza muta” si. Sono anche altro, ma sono anche questo. Ad ogni modo, è proprio bello il tuo commento appassionato.

  9. …dimostrano che ANCHE questa è lei…
    …è altro e questo.
    Attraverso i miei occhiali-occhi tu hai avuto modo di vedere quello che puoi vedere solo nelle parole! Io posso guardarla negli occhi e grazie a questi miei occhi, tu puoi vedere QUALCOSA di lei. Parzialità di lei. Di LEI. Lei. Le parole sono parziali, gli occhi anche, le mani anche… cogliere la complessità e la molteplicità di una persona è processo complesso tanto quanti sono i nostri sensi. Tanto quante sono le papille gustative sulla lingua, tanto quante sono le innervazioni tattili di dieci dita. Molteplici infinite Saline.
    Forse solo Picasso ha colto un po’ di totalità umana…

  10. franzulrich ha detto:

    Non potrei essere più d’accordo con Te. Ma più che Picasso, punterei su Modigliani.
    Picasso era uno stronzo privo di qualsiasi sensibilità umana.

  11. eppure io davanti a Guernica ho pianto in silenzio. Lacrime di stupore ed emozione. Mi sono sentita sovrastata ed ho capito perchè si ama Picasso. ed é di quello che parliamo della sua capacità di rappresenzare sullo spessore di un foglio realtà amore umore sentimenti dolore e la molteplicità dei sensi. Modigliani e le sue donne si ma ora non è di quello che si parlava, e nemmeno del carattere dei maestri!

  12. gabru ha detto:

    Una fotografia raggiunge l’eternità attraverso il momento…ed è quello che uno scatto rappresenta…un momento…e non esistono momenti falsi…
    io ammiro sempre una foto cercando di rubarle ciò che il mio occhio e la mia mente non hanno percepito…
    per mutuare le parole di Diane Arbus…”credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate”…
    la convinzione di conoscere e sapere oltre l’orizzonte spesso appanna il giudizio di chi osserva…e quando si parla di essere umani l’errore è ancor più ineluttabile…mai terreno fu più mutevole e tutt’altro che univoco…
    “una realtà non ci fu data e non c’è…e non sarà mai una per tutti o una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile”…
    Questo mio intervento, peraltro risoltosi in una noiosa digressione, vuole semplicemente evidenziare che l’ostentata sicurezza nel dire “non sei tu” denota, a parer mio, una miope iattanza che è destinata ad ingannare chi la brandisce come arma…

    precisato ciò…per quanto mi concerne sono, invece, lieto di averti potuto ammirare anche in queste sembianze…che ti appartengono al pari di tutto il resto…:-)

  13. salinaversosud ha detto:

    Mi hai lasciata senza parole.
    Posso solo constatare che si, sei proprio tu la persona che mi ha fatto il complimento più bello mai ricevuto, quella sera in quel di Via Vittorio Veneto.
    Posso solo tirare un sospiro di sollievo, perché oggi nella mia vita ci sono persone tanto in gamba, brillanti e attente. Osservi molto più di quel che dai a vedere. E questa cosa mi piace molto Gab.
    Grazie

  14. salinaversosud ha detto:

    @eliza: sei una bravissima fotografa, una persona dai mille interessi e una donna profonda, con mille cose da dire. Credimi, che dalle tue foto si vede (anche) il tuo amore per l’arte. Non finirò mai di ringraziarti per tutto il lavoro che mi hai dedicato.

  15. gabru ha detto:

    Sentitamente ringrazio…;-)
    ma è pur sempre merito “dell’oggetto” dell’osservazione…altrimenti non mi soffermerei certamente. La stima è assolutamente ricambiata Mari!

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