Lavori in corso

Dublin, May 2012

Dublin, May 2012

 

E non c’è niente da fare: le persone rincorrono il nuovo e lasciano andare il vecchio, così te le ritrovi qualche anno dopo senza una storia, ma felici a tutti i costi. Una costellazione di punti a capo, che insistono a chiamare “rinascite”. Ma la verità è che avevano paura di restare, così nobilitano in tante cause di principio quella che in origine era pura codardia. E le riconosci! Le riconosci subito: sono quelle che ti mettono nella credenza dei buoni ricordi, o nei cattivi, a seconda di quanta ipocrisia gli sia rimasta in tasca. Sono quelle che con la dentiera nel bicchiere vanno a predicare agli altri come stare al mondo, perché, quando ce n’è stato bisogno, sono state incapaci di mordere la propria di vita. Sono quelle che mica ti tengono sulla mano per mostrarti orgogliose al mondo! Nah, troppo insicure! Loro ti tengono su per vivisezionare le tue debolezze, contro la luce gialla dei propri rimpianti. Ecco, ora tu mi vedi: io non sono una di quelle. Sono dei pazzi, t’hanno lasciato andare, nascondendosi dietro torbide questioni di principio. Non gli andava. Non-gli-an-daaa-va. Io ti chiedo di restare. Di non andartene, di non fidarti delle mie parole, quando ti dirò che vorrò rimanere sola. Io ti chiedo di insistere, di assillarmi, perseguitarmi. Resta. Vediamo che succede, se resti per sempre. (Ph: Dublin, May 2012)

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