Kidnappée in Kirgyzstan: siamo così diversi?

Sono andata a leggere qualche post sul sito di un mio follower (“seguace”, “fan”, “discepolo”, ante twitter).
Divertente. Dissacrante. Astonishing
Ok, ho fatto la mia porca figura con l’inglese.Torniamo al blog.
Tornando al blog, ho birciato delle foto e molto serenamente, ho considerato di avere un follower carino.
Poi insomma, non mi sentivo propriamente una poco di buono, mentre tiravo di queste conclusioni.
La cosa che mi ha fatto un po’ cadere le braccia (stuck, stuck /supportoaudio) sono stati commenti di una donna: “si, vabbè. Carino”. E vi dico, che già lì mi sembrava di essere davanti la patetica scena della donna che cerca l’attenzione dell’uomo trattandolo con sufficienza.
*Starà scherzandoooo!*
Altra foto, altri commenti sempre dalla stessa persona. La foto era buia, lei non poteva vedere e quindi ha concluso ironicamente che magari lui fosse un cesso a pedali. L’ironia di certe persone è drammatica.
La verità è che le donne non sanno fare i complimenti agli uomini. Voglio essere inespugnabile: “alcune”.
Seriamente: quante volte vi è capitato di assistere ad una cosa del genere?
Lasciate stare i complimenti tra amiche.
Lasciate stare quelli al fidanzato adorato.
Abbiamo perso (o forse non l’abbiamo mai avuta) la capacità di collegare il pensiero ai muscoli facciali e di esprimerlo.
Ci viene meglio demolire, o come spesso avviene, ignorare.
Devo dire che io sono fortunata. Ieri sera ero a casa di una delle mie migliori amiche. Sono una che quando è stanca perde un po’ il dono della parola, però cerco di interagire e muovere gli occhi, per quanto possibile e soprattutto, osservo e ho concluso, per l’ennesima volta, che finalmente ho amici adulti e sereni, che se vogliono mostrare il loro apprezzamento per qualcosa…miracolo! Lo fanno! Sono molto contenta, significa che non siamo tutti rimasti agli anni ’50, o all’attuale Kirgyzstan in cui si pratica il tradizionale kidnappée (kidnapping).
Non ci giro troppo alla larga: una tradizione preoccupante. In paesi come il Kirgyzstan un pretendente può chiedere in moglie la sua amata in due modi: chiedendogli di sposarlo o con un rapimento (il kidnapping) in cui la donna viene subito vestita e promessa in sposa. Il giorno dopo, (o anche il giorno stesso, se non ho capito male), si fa il matrimonio. L’uomo e la donna a volte sono amici da molto tempo e capita che l’uomo avverta la donna circa l’intenzione di rapirla. Altre volte lui l’ha semplicemente vista per strada e decide che dev’essere sua e questo, anche se lei ama un altro uomo e anche se lei si frequenta con un altro uomo. Vale la regola: chi prima arriva, meglio alloggia. Se tu la rapisci prima, è tua. Molte donne si sono tolte la vita per questa brutale tradizione. Molte altre hanno sposato un uomo che a loro piaceva, che le ha rapite, ma i costumi vogliono che comunque si disperino e piangano, perché il contrario infonderebbe nella collettività la convinzione che non aspettavano altro che sposarsi. E non è bene: significherebbe che non sono pure, o innocenti e si darebbe l’idea di essere delle disperate all’ultima spiaggia. Nell’occidente civilizzato si dice: tìratela.
Nel video-documentario dal minuto 9:00 c’è il rapimento in piena regola di una ragazza, da parte di un suo amico.
Pianti, disperazione. Va a capire dove è realtà e dove è tradizione. Dove è pensiero e dove costume.
So solo che noi abbiamo la possibilità di essere liberi e non la sfruttiamo.

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10 Responses to Kidnappée in Kirgyzstan: siamo così diversi?

  1. franzulrich ha detto:

    Perché/in che senso non la sfruttiamo?

  2. Jeremy Merrick ha detto:

    Mi è piaciuto tantissimo questo post perché sentire una donna fare queste riflessioni è consolante e poi perché (pur non rientrando necessariamente nella catagoria “carino”) mi sono sentito un attimo preso in causa. Hai ragione. A volte non capisco quale sia il problema e l’incomprensione. Un esempio banale: quando vado a correre saluto sempre le persone che incrocio (si usa così..) ma alcune donne, prima di girarsi dall’altra parte, ti guardano come se avessi cercato di infilarti nelle loro mutante senza preavviso. E garantisco che in quel momento il mio unico pensiero non è fare il brillante ma arrivare alla fine del percorso senza svenire.
    Ti lascio il link di un mio post vecchio con una mia esperienza in proposito che mi è venuto in mente leggendo il tuo. Se hai tempo e voglia. 😉

    Ciao!

    http://emporiocircolare.wordpress.com/2013/04/30/non-tutte-le-ciambelle-riuscite-con-il-buco-risultano-appetibili/

  3. franzulrich ha detto:

    Prima avevo risposto senza aver visto il video. L’ho guardato. In effetti mi pare una sceneggiata.
    Telecamera interna alla macchina a parte.
    Ma lei è vestita, incalzata e scarpata di tutto punto, e ha una latta di fard e cipria in viso.Proprio come uno sta in casa e/o va a prendere l’acqua alla fontana, specie da quelle parti immagino.
    Dopodiché non mi pare che si difenda poi con tanta convinzione, anzi certi momenti sembra che le venga da ridere o rida proprio. Mi sa che una donna veramente spaventata e incazzata è un’altra cosa…
    Non so quanto il problema sia effettivo e reale non avendolo studiato, ma ricordo che anni fa lo portò all’attenzione mondiale, sia pure in modo dissacrante, Sasha Baron Cohen in Borat, quando tenta di rapire la virginale Pamela Anderson con il sacco nunziale kazako…

  4. salinaversosud ha detto:

    Questo matrimonio in particolare, pare una sceneggiata anche a me. Meglio: la resistenza di quella ragazza. Sono d’accordo con te. Fermo restando che ci sono altre donne che non sono state “rapite” dal ragazzo che amavano e si sono tolte la vita per l’insopportabile dolore. Rimane il fatto che anche nella nostra cultura, c’è ancora latente la convinzione che se apprezziamo, siamo delle disperate. Se facciamo un complimento, ci stiamo provando. Se osserviamo con serenità che un uomo è un bell’uomo, siamo in cerca. E’ come la storia di chi è nato prima tra l’uovo e la gallina: non ne verremo mai a capo! Rimane, infine, il fatto che forse (mi voglio augurare almeno questo), l’unico anelito di spontaneità lo espletiamo in bagno, nel pieno delle nostre funzioni.

  5. salinaversosud ha detto:

    Grazie per aver apprezzato e per avermelo detto. I vostri feedback sono sempre preziosi per me. Riguardo il tuo post, hai ragione: mi ci sono ritrovata.
    L’ho letto il giorno stesso che lo hai linkato e non poteva non saltarmi agli occhi la citazione a fondo pagina. Amo quelle parole e chi le ha scritte. 😉

  6. franzulrich ha detto:

    La società è quella che è, avvelenata e incancrenita, atavicamente. Anche nel linguaggio.
    Esempi:

    Un uomo di mondo? Uno che ha vissuto e sa vivere. Una donna di mondo? …

    Un uomo pubblico? Un politico. Una donna pubblica? …

    Un uomo leggero? Uno compagnone e un po’ superficiale. Una donna leggera? …

    Un uomo vissuto? Uno con molta esperienza. Una donna vissuta? …

    Un uomo facile? Uno tranquillo, con un carattere semplice. Una donna facile? …

    Un uomo consumato? Uno provato dalla vita. Una donna consumata? …

    Un uomo esperto? Uno che sa il fatto suo. Una donna esperta? …

    Un uomo di strada? Un barbone. Una donna di strada? …

    Un uomo volgare? Uno cafone. Una donna volgare? …

    Un uomo aperto? Uno disponibile al dialogo e al confronto. Una donna aperta? …

    Un uomo libero? Uno scapolo. Una donna libera? …

    Un professionista? Un avvocato, medico, ingegnere… Una professionista? …

    Uno del mestiere? Uno che sa fare il proprio lavoro. Una del mestiere? …

    Un poco di buono? Un delinquente. Una poco di buono? …

    Un mondano? Uno che va a molte feste. Una mondana? …

    Un passeggiatore? Uno cui piace passeggiare. Una passeggiatrice? …

    Un manzo? Uno un po’ pesante e sgraziato. Una vacca? …

    E infine, appunto: un uomo complimentoso? Uno affettato e formale. Una donna complimentosa? Una che se la tira!

    Dato atto per cosa stanno i pietosi tre puntini, siete invitati a continuare liberamente la lista, vedrete quante altre che ne sono.

  7. salinaversosud ha detto:

    Toy boy: ragazzo giovane, di solito stupendo e furbo, che ha trovato il modo di fare soldi velocemente. Massima stima!… al femminile: sanguisuga, and so on verso parole meno gentili, ma più efficaci.

    Latin lover: uomo di solito affascinante, con la fama di gran seduttore è colui che ripercorre le gesta del Casanova. …al femminile: poco di buono, e oltre verso l’inifinito.

    Di esempi ce ne sono tanti.
    Purtroppo le stesse donne molte volte si fanno protagoniste di questa ipocrisia e lo fanno ogni volta che si privano di un po’ di libertà per adeguarsi a quello che il mondo di aspetta da loro.

  8. franzulrich ha detto:

    Beh no, sulla “massima stima” al toy boy, francamente…

  9. salinaversosud ha detto:

    Nel senso: agli occhi dei maschilisti de noantri, “massima stima”.

  10. franzulrich ha detto:

    Ma no dai, povero ragazzino, secondo me fa pena a tutti, per come sarà costretto ad immolarsi alla causa. Per quanto in effetti è una sua scelta…

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