La felicità è una questione di logistica

Se vivessi in un ambiente sterilizzato, isolato e asettico sarei felice il doppio delle volte. Ieri ho tamponato una macchina, con la macchinona di famiglia. Scendo. E mi ritrovo una coppia di ragazzi meravigliosi, che invece di ingoiarmi sana, partendo dalla testa, mi guardano preoccupati e mi chiedono come stessi e se mi fossi fatta male. Io ero preoccupata per i danni che avevo fatto alla loro macchina. Loro, per me. La loro macchina non si era fatta proprio niente *_* neanche un graffio e se l’avevo accorciata avevo fatto proprio un bel lavoro, perché tutto si era ridotto mantenendo le proporzioni originali. Comunque. Io niente. Loro niente. Macchina loro niente. Macchina di famiglia: buco nel paraurti che fa pendant con il buco sul cofano.
Epilogo se la mia vita si svolgesse a 1000 km da qui: torno a casa felice. Ho incontrato due persone carinissime. La macchina non si è fatta niente. Nessuno si è fatto niente. Chissenefrega del buco che manco si vede.

Ma la mia vita si svolge a Km Zero da qui: torno a casa, racconto la scena. Mia madre cambia volto. Silenzio tombale. (Almeno urla!) E’ entrata in modalità “sensi di colpa”. Risultato: da ieri sera è fredda, scostante, monosillabica, un cane bastonato. Risultato su di me: storia vecchia come il mondo.

La felicità è una questione di logistica

18 risposte a La felicità è una questione di logistica

  1. aure1970 scrive:

    La gente meravigliosa esiste.
    Come dici tu, si tratta di trovarle. Tutta logistica.

  2. fracatz scrive:

    il fatto è che non bisognerebbe mai dimenticare i ruoli ed allora la brava figliola, raccontata la cosa, dovrebbe aggiungere: “ma non appena potrò permettermelo la porto in carrozzeria e gli faccio dare una sistemata” al che il bravo genitore risponde: “ma figurati, non ne vale la pena”.
    Per quanto riguarda l’auto di famiglia però, le cose peggiori il bravo genitore le subisce dai figli maschi quindi in questo caso la tua sfortuna è di non aver avuto fratelli su cui effettuare paragoni.

  3. salinaversosud scrive:

    Ho una gemella che non guida e vive a 60 km di distanza. Sono nella merda.

  4. salinaversosud scrive:

    🙂 esiste e una come me, per fortuna, ha imparato a non fare della geografia un limite.

  5. pani scrive:

    la mamma pensa sempre che poteva andare peggio.
    La prossima volta prova a raccontargliela diversamente. Comincia dal brutto e finisci con il bello e lei tirerà un sospirone

  6. franzulrich scrive:

    Allora ho per te una piccola ma calzante storia di consolazione.

    Premessa 1: Ormai qualche tempo fa, mi hanno rubato la mia bella macchinetta piena di vita e di ricordi (sigh… e qui esigo che ti unisca al mio dolore!).
    Da allora gir(av)o con quella di mia madre, per sua gentile concessione perché “non ti preoccupare tanto a me non serve, ché viaggio sempre”.
    Premessa 2: non si tratta di una gran macchina ma di una piccola e comunissima utilitaria con sei anni e passa di vita.
    Premessa 3: Da un po’ il “mode costante” della suddetta madre è “sto male sono agitata non dormo la notte ho bisogno di stare serena e ogni cosa che succede mi agita tantissimo e mi fa stare peggio e non ci dormo la notte”. Più o meno testuale e da collocarsi nell’ambito e mode permanente e di default “voi figli siete la mia massima preoccupazione e mi date solo pensieri e (appunto) non mi fate dormire la notte”.
    Premessa 4 (applicazioni concrete in via esemplificativa): non essendo ancora sposato con prole o anche solo fidanzato (che te credi che vale solo per voi? Altro che Kirgikistan o comc.. si chiama), ovviamente finirò male e solo come un cane, e questo non la fa dormire. Se provo a stare con qualcuna, “ma sarà quella giusta”, “ma ti rende felice”, ho paura che ti faccia soffrire”, “pensaci bene”, “non ti affezionare troppo che al mondo siamo tutti soli”, etc., e, ovviamente, il tutto non la fa dormire.
    Se un mese non guadagno niente (ai professionisti capita, e sovente), “finirai per strada chi te lo fa fare questo lavoro ingrato, non mi fai dormire la notte”; se invece guadagno un sacco “stai attento, con tutte le spese che hai, c’è crisi, non durerà, ma oddio come sono contenta, talmente contenta che non ci dormo la notte.” Etc….
    Bene.
    Tanto premesso, un mesetto fa circa viaggiando per lavoro di notte sull’autostrada tra Teramo e L’Aquila sotto una pioggia battente, perdo il controllo della suddetta utilitaria materna e faccio non un “piccolo tamponamento”, bensì un testacoda epico con quadruplo avvitamento su me stesso, doppio ribaltamento, e supercazzola non ricordo bene se a destra o sinistra, comunque antani, finendo spalmato di traverso sul guard rail contromano.
    Fortunatamente ad autostrada deserta. Nessun altro coinvolto. Io totalmente illeso, nemmeno un graffio e occhiali ancora perfettamente al loro posto sul naso. E tuttavia macchina non più definibile tale, completamente distrutta ed irreparabile. Il classico “ammasso di lamiere”.
    Diradatosi il fumo provocato dall’esplosione di una ventina di airbag allocati nei posti più strani, testicoli, caviglie e lobi delle orecchie compresi, prima ancora di rendermi conto/verificare la mia “integrità psicofisica” (ma in realtà già mentre capitombolavo allegramente sull’asfalto, certo che stava per terminare la mia vita terrena tutto sommato non tanto utile), i miei primi e unici pensieri sono stati, in questo preciso ordine: 1) adesso chi e come lo dice a mia madre? 2) chi mi sostituisce domani mattina al lavoro?

    La seconda si è risolta, essendo rimasto sia vivo che intatto, e già di nuovo sul pezzo la mattina dopo alle 8.00.
    La prima no.
    Mentre cercavo di risolvere tutte le varie problematiche, denunce etc., il problema continuava a essere “come c… glielo dico a mia madre, CHE POI SI AGITA E NON CI DORME?”

    E qui viene il meglio!
    a) la conferma del dubbio, perché avendo ricevuto dall’assicurazione la comunicazione generica “apertura sinistro”, la legittima proprietaria mi ha detto “ma che è successo”? e io “ma no, niente, una cosa mia ci penso io non ti preoccupare”, riscontrato prontamente da un “bene non lo voglio neanche sapere perché non posso avere preoccupazioni poi mi agito etc. e non ci dormo”.
    Ergo, resto massimamente silente e omertoso.
    b) epperò mica è così facile, nono… Infatti, il tarlo rode, ed ecco che poco dopo inizia la litania esattamente opposta: “ma perché non mi dici che è successo, che sto preoccupata e non ci dormo la notte? Se sto male è colpa TUA!”
    Dubbio amletico: cosa la farà agitare di PIU’ e dormire di MENO, dirle cosa è successo e che non ha più la macchina, oppure continuare a tacere fino a soluzione del problema (ovvero definizione della pratica assicurativa, sostituzione della macchina con altra uguale, odore del cane a parte, e sorridente battuta “mamma lo sai che grazie a me non devi fare più la revisione e il tagliando”)?
    E così ho cominciato a non dormirci IO la notte.
    E gli unici a guadagnarci sono stati i produttori di sonniferi.

    Tutto ciò per arrivare semplicemente a questo: infine, quando dinanzi al reiterato e bieco ricatto morale ho dovuto cedere e “confessare” anzitempo, al di là di un formale “l’importante è che sei vivo e stai bene”, la reazione sua, come i relativi effetti su di me, sono e sono stati IDENTICI a quelli descritti da te, della Tua!

    Per cronaca più risalente: quando a 16 anni mi sfasciai in moto, invece di chiamare/far chiamare subito casa e parenti come farebbe qualsiasi persona normale, io PRIMA mi sono fatto portare da solo al pronto soccorso, ivi medicare e refertare, INDI trasferire con ambulanza privata presso clinica di fiducia (perché lì in ospedale mi volevano mandare a casa – testuale “torna domani che t’ingessamo, mò nun c’è posto” – con tripla frattura scomposta e legamenti distrutti e da operare, altro che ingessare ché rimanevo zoppo a vita), lì giunto sistemare in stanza e medicare decentemente (“ma questa fasciatura chi l’ha fatta, un bambino dell’asilo?”), e solo POI ho chiamato casa e seraficamente annunciato “mamma ho fatto un PICCOLO incidente e sono qui in clinica ma è tutto sotto controllo, se vuoi puoi venirmi a trovare.

    Pare abbia a che fare con qualcosa noto come “lealtà invisibili”, dovresti saperne qualcosa…

    Buona giornata a tutti!!!

  7. salinaversosud scrive:

    Ora mi spiego molte cose.
    Onestamente credo che la sua “paura di non dormire la notte” abbia un raggio d’azione un po’ più ampio dei suoi figli (tra l’altro splendidi e se mi ci fermo a ragionare, proprio non so cos’altro voglia da voi, comunque)…credo che sia un po’ colpa di questa cosa, se entrambi abbiamo sofferto come cani.
    Sarebbe stato tutto più semplice. Se tu fossi stato mio figlio a quest’ora saresti leggero e fiero di te. Sai, proprio ieri ho confessato che si chiamerà Libera. Giulia è bellissimo, ma Libera vuol dire tutto per persone come noi.
    So che ti piace “l’insostenibile leggerezza dell’essere”. Sono sicura che sarai rimasto colpito, quando avrai letto: “Se essere madre era il Sacrificio estremo, allora essere Figlia è la colpa che non si potrà mai espiare”. Fatto sta, che se hai letto il post sul compleanno del blog avrai visto che c’è da due anni. E noi da molto prima. Quindi tutte le sue teorie sul “questa ti frega”, “quest’altra ti abbandona”, “questa non va bene” non sono poi così fondate, se non sulle sue paure. Si è sbagliata. E anche tu, dandole retta.

    Riguardo l’incidente sono felice tu non ti sia fatto niente. E non sono felice per te. Sono felice con te. Come te. Come se io fossi stata te.

    Riguardo la macchina: ‘rca tr*ia!😀 Tranquillo, a me frega poco. Non c’entrava neanche un passeggino là dentro!😀 ahahah ti adoro Fm, ma pensa un po’ di più a te. Mi raccomando.

  8. salinaversosud scrive:

    Sorriso ricambiato!

  9. franzulrich scrive:

    Cmq dal 21 al 25 vengono qui lei, mia sorella e la mia splendida e terribile nipotina di quasi due anni, e le ultime due stanno a casa mia!!!! A parte che devo levare un po’ di roba a rischio, sono contentissimo perché ci adoriamo!

  10. salinaversosud scrive:

    Meglio libera.
    Decisamente.

  11. salinaversosud scrive:

    Non avevo dubbi che vi sareste adorati.
    Tanto felice per voi.

  12. franzulrich scrive:

    Siamo uguali e fa le stesse cose che facevo io, i miei sono impressionati…!
    libera sì. Ma Libera no.
    Poi ci deve convivere lei, pensaci sempre. Non vorrai mica fare la mamma che riversa sulla figlia le proprie aspettative e aspirazioni, no?🙂

  13. franzulrich scrive:

    Peccato che – almeno mi pare – i tuoi “ospiti” non possano postare foto!

  14. salinaversosud scrive:

    Te lo dicevo io che eravate uguali!!!
    Argh! Colpo basso!

  15. franzulrich scrive:

    e’ il mio lavoro🙂

  16. salinaversosud scrive:

    Non vorrei mai che pubblicassi in un blog pubblico, le foto di quella meraviglia. Prima di tutto lei.

  17. salinaversosud scrive:

    Quant’è vero.

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