Cose da donna, ma neanche tanto!

Amo fare sorprese.
Amo.
Impazzisco all’idea della felicità
che potrebbe provare chi le riceverà.

“Come ti senti?”
“Come la bella copia di tutto quello che sono stata fin ora.”

La mattina, tra le altre cose ho il mio piccolo “rito”: mi sveglio, mi stiracchio e bevo un bicchiere d’acqua. Mi lavo il viso con l’acqua fredda e poi via: a far colazione con yogurth e fibre, uno smoothie o un cappuccino e un caffè. Un ginseng. Mi preparo l’acqua e la tisana da portare a lavoro e poi accendo la mia playlist: “relaxtime”, che devo ancora arricchire. Sapone alle mandorle sul viso, una maschera se sono particolarmente stanca, poi acqua tiepida e acqua di rose lasciata asciugare all’aria. Per finire, la mia crema-viso e poi sono pronta per vestirmi e andare a lavoro. Ho imparato così, a costruirmi quelli che poco fa ho chiamato “i miei piccoli riti”. C’è quello del bagno ai piedi, ad esempio. Sempre con la mia playlist un po’ zen, metto i piedini in acqua molto calda, qualche goccia di acqua ai sali del mar morto, l’acqua di rose e qualche goccia di profumo all’orchidea. Un quaderno poggiato sulle gambe nude, la bellissima penna che mi hanno regalato le mie amiche, un paio di candele sul comodino e sullo sgabello del bagno e riprendo il mio lavoro sulla sceneggiatura teatrale (ops…ve ne parlerò più in là! Pazientate un pochino!) La mia colazione al mattino, il mio film come ultima cosa prima di addormentarmi, per rilassarmi sotto le coperte e i viaggi progettati già fino a fine Ottobre. C’è spazio ancora per altro. Ho tenuto due copie della raccolta di racconti “Sono bella, ma non è colpa mia” (Maria Carla Trapani, Ed. FusibiliaLibri): una è per me. Un’altra è proprio per quella cosa stupenda che deve ancora capitarmi, che ho ben chiaro come sarà e che mi rende felice per il solo fatto che esista al mondo.

Foto di Salinaversosud

Avevi l’abitudine di andare ogni mattina a spiare l’arrivo della luce in giardino. Con in mano la prima tazza di caffè, coglievi la fortuna di esistere, di risvegliarti con la natura qui, in questo angolo del pianeta, di rianimarti e di toccare terra, prima di affrontare lo sforzo di vivere… Respiri avidamente il giorno nuovo, inedito, e capisci che questo, niente più di questo rappresenta ancora la felicità: bere l’aria scura.

Colette Nys-Mazure

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