Briciole di macarons sulle natiche

Giovedì. Ultimo giorno di vacanze.
Ne ho approfittato per andare a prendere la laurea formato pergamena. Di quelle che si attaccano negli uffici, per capirci! Ad essere precisa, ho a mia volta approfittato della scusa della pergamena per portare a spasso per le strade di Roma assolata, il rossetto rosso che tanto ieri mi andava di indossare. Roma: alla disperata ricerca della Lush (cosmetici fatti a mano, n.d.r.). Almeno quattro punti vendita in città e di questi io ho deciso saggiamente di scegliere  il secondo che compariva in elenco: un vicolo a un angolo di Via Frattina. Ma non è come sembra. Voglio dire, non ho preventivamente coperto gli occhi con una mano e lasciato cadere l’indice dell’altra sul foglio, così. Alla cieca. Come Dea Fortuna comanda!  Sono donna: posso avere mille motivi per fare una stessa cosa. Il mio cervello, quando (e solo quando) cerca di ripulirsi la coscienza, si fa multitasking: perché noi donne ottimizziamo! L’ottimizzazione del tempo, ovvero: acquisti non necessari, chilometri di suola consumati, sballottamenti da un angolo all’altro della città. Delle pazze, ma pur sempre sotto la nobile egida dell’ottimizzazione. Per dire: a via Frattina c’è FreyWille. Allora. Questa è una cosa tanto poetica quanto frivola. Ma io del mio lato frivolo a oggi sono schifosamente orgogliosa. Quindi vi dirò: ho deciso di farmi un regalino e ho scoperto che in centro c’è il monomarca. Niente bracciali. Niente collane. Un anello. Da me a me. Tra me e me. Dalle mie tasche, al mio dito. (Vi avevo avvertito che la questione era frivola: ho l’ascendente bilancia! So cosa si stanno chiedendo gli uomini: come fa questo mostro tutto rossetto e creme antirughe a scrivere quello che ho letto i giorni scorsi? Eeehhh…)

Torniamo agli acquisti. Dopo esser riuscita a trovare quel micragnoso negozio, diventato subito il mio punto vendita preferito dopo che la commessa mi ha riempito di campioncini, ho deciso di continuare il mio progetto: godermi il centro, i vicoli e ogni singolo sanpietrino della città (la solita esagerata!) Ma il destino è paraculo ed è sempre quando non vuoi quello che nottetempo cercavi con tutte le tue forze, che te lo sbatte sotto il naso a caratteri cubitali: LADUREE. “Ca**o! E’ un segno del destino!” (Li devE assaggiare, devo prenderli, ok li prendo, ok entro, presi: solita felicità che mi assale, pregustando quella altrui).

“Mi raccomando signorina, se non li mangia subito, li metta in frigo. Si conserveranno per altri due, tre giorni”. Erano le 12:30 circa. Avevo appuntamento con la segreteria alle 14:30.
Avevo appuntamento con il destinatario alle 15:45. Poi diventate 16:10. Poi 16:20.
Il frigo stava diventando un miraggio. Ma soprattutto: se ne accorgerà che non sono freschissimi?
Mi assalivano questi pensieri, quasi come le onte di vecchi e cani giganti al parco.
Si stima (o almeno così ricorda il mio cervello), che al mondo ci siano sette donne per ciascun uomo (e questo spiegherebbe molte cose). Quel giorno a occhio e croce, al parco c’erano due pastori abruzzesi per vecchio. Mi godevo il sole tenero e l’aria frizzantina, che ripescavo tra me e me i ricordi della giornata:

“Quando si è laureato?”
“Febbraio 2014”

“Quando si è laureata?”
“Gennaio 2014”

“Quand..”
“Gennaio 2014”

Arriva il mio turno: “Quando si è laureata?” “Luglio 2013!” (A bassa voce e con un po’ di vergogna). Finalmente la mia pergamena! Certo che…i soliti italiani stronzi! Tu arrivi con anticipo per essere tra i primi della fila e la fila che tu avevi mantenuto con tanta cura e sibillina prepotenza viene mescolata da caciaroni e gruppi di gnu in camicia a quadri da boscaiolo. Pfff…giovani! E non mi guardate! Non avete speranze. Non ne fate neanche una briciola!

BZZZzzz BZZZzz: “Arrivo con un po’ di ritardo.”
Accid….”Tranquillo! Non c’è problema.”

Sono comica. E sexy. Quei pastori galoppanti non sanno neanche che farsene della mia visione in rossetto e giacca di pelle. Fa niente. Basta che arrivi. I macarons stanno urlando nella busta. Arriva: “Sei in ritard…”

"Vanità, decisamente il mio peccato preferito" (Al Pacino, da L'avvocato del diavolo)

“Vanità, decisamente il mio peccato preferito” (Al Pacino, da L’avvocato del diavolo)

E niente, alla fine ho un libro su De André tra le mani, un diploma di laurea mancante* e briciole per non perdermi più.

 

 

8 risposte a Briciole di macarons sulle natiche

  1. bisco scrive:

    ehehe anche io uso i prodotti lush (tortami via uber alles :P)….

    e comunque il tuo essere sexy non e’ certo dato dal rossetto che sfoggi🙂

    bacini

  2. salinaversosud scrive:

    @bisco: Un giorno mi spiegherai come si usa una gelatina sotto la doccia!
    E per il resto, grazie di cuore!

  3. bisco scrive:

    ah beh, si fa senza grossissimi problemi. l’unica reale avversita’ e’ che dopo un po’ la gelatina inizia a sbriciolarsi e perdi i pezzi.. pero’ tortami via spacca troppo😀

  4. franzulrich scrive:

    Come sarebbe “E niente”? Qui c’è aria di censura!!!

  5. salinaversosud scrive:

    Ahahahh “spacca”!😀

  6. salinaversosud scrive:

    L’importante è che lo sappiano i diretti interessati, no?
    Il resto è eleganza.

  7. franzulrich scrive:

    No è censura. Fin dal titolo: so per certo che la regia ne aveva proposto un altro.
    Ah dicono che la barba non ci sia più…

  8. salinaversosud scrive:

    @franz: sai troppe cose!
    ps. nonostante gli apprezzamenti, riferisci pure che di quella posso fare a meno…

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