Confessioni alla luce di una lampada

Vorrei sbattere in faccia al mondo
quanto mi senta accudito,
ogni volta che parlo con te.
Eppure quel pendolo non salta mai un passo,
così il bambino scemo che mi porto dentro,
si siede da grande e smette di ciondolare i piedi
stretti negli scarponcini di vacchetta.
Spesso è stata ora di andare,
ma tu nutrice dell’ anima mia,
non puoi nemmeno immaginare tutte le volte
che avrei voluto restare.
Solo un sospiro tra me e fuori:
resto sulla porta sconsolato e taccio,
sorridendoti, la mia rassegnazione.

di Delphin Enjolras

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2 risposte a Confessioni alla luce di una lampada

  1. gabrowski ha detto:

    Ero fermo al padre e adesso in pochissimo tempo, entrando qui trovo tutto questo ben di Dio! I versi sono molto buoni ma…perchè al maschile? Sono tuoi credo oppure riporti una poesia di altri?

  2. salinaversosud ha detto:

    In realtà l’ho sentita così.
    Scritta io. Se non vedete firma, o altro sono cose mie.
    A volte mi firmo (Marianna) altre no.

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