Voce del verbo “tirare l’acqua al proprio mulino”

(Hotel Sacher, Wien; Silloge: Il sonno di Salomè, Antonella Rizzo)

Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e,ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
Mai. (Martha Rivera Garrido, Santo Domingo, 19 Gennaio 1960)

Una risposta a Voce del verbo “tirare l’acqua al proprio mulino”

  1. fracatz scrive:

    sì, sì,
    si dice sempre così,

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