Colpo di fru..di fulmine!

settembre 27, 2014

Quando ci piace una persona, prima di tutto perdiamo la testa per la possibilità di cose che potremmo fare con lei, per le porte che immaginiamo si apriranno, per i baci che immaginiamo le daremo e per i posti: i luoghi e le stagioni in cui la nostra testa ci catapulta con lei.


Amaro

settembre 25, 2014

Mi ricordi delle colline del Chianti
delle castagne arrostite,
accanto a un camino,
di un viaggio a Praga
di una festa in piazza
e di uno scoppio di risata,
fronte contro fronte,
che poi diventa bacio.
E’ un gioco ritrovato.


HOPE(less)

settembre 21, 2014

Ho bisogno di ascoltare storie cominciate male,
in cui il protagonista alla fine ha trovato la felicità
e il suo posto nel mondo.

Ho bisogno di credere che nonostante premesse difficili
ce la si fa, a godersela la vita.

Ho bisogno di sapere che c’è un paradiso per tutti
e che non è un secondo posto, o una medaglia di bronzo,
ma quello che abbiamo sempre aspettato.


“Fuck it. I’m leaving”

settembre 20, 2014

Periodo di forti riflessioni e copernicane rivoluzioni. Ieri descrivendomi hanno detto una cosa: che non è vero che sono il tipo di persona che resta sempre e comunque. Finalmente. No. Non è vero. Non è vero che sono devota alle persone che amo, qualsiasi cosa facciano e dicano, perché ho una soglia del dolore anche io e se mi sento soffocare, se mi sento schiacciata, se mi deludono, se vanno oltre quello che posso sopportare, io non vedo l’ora di scappare e lo faccio pure in modo furbo e irreversibile: civilmente. Col cavolo che porto rancori, o altro. Nono. Io me ne vado leggera. Con la coscienza a posto e dopo aver fatto le cose per bene. E quando ho “predisposto” la mia fuga in modo corretto e leale, mi riprendo la mia libertà. La libertà da chi mi vuole diversa, la libertà da chi vuole che io sia d’accordo, la libertà da chi mi manipola, da chi si rigira i discorsi, dagli oratori, dai predicatori e da chi non sbaglia mai. La libertà da chi mi ricorda che ho bisogno di lui per vivere, per andare avanti e quando voglio liberarmi e minimamente sento che mi stanno trattenendo, divento cattiva. Stronza. Menefreghista. Devo andarmene e basta. E’ il prezzo che le persone con me pagano per volermi alle loro condizioni. Grazie. Facile. Così potrei andare di idillio con tutti e sette i miliardi di persone che ci sono su questo pianeta. Appena sfioro quella soglia di tolleranza, già sono troppo avanti per tornare indietro. Significa che hanno esagerato. Significa che possono darmi tutte le ragioni e le “dimostrazioni” del mondo. Significa che possono provare a farmi sentire nel torto, sbagliata. Ma ottengono solo rabbia. Questo perché sono fermamente convinta che l’amore, l’amicizia, le relazioni in generale siano soltanto una grandissima botta di culo. E’ una questione di compatibilità. E questa c’è, o soffriamo tutti come cani, pur di rimandare il distacco. Quindi perché pretendere qualcosa di diverso da quello che gli altri riescono a darci? Quanto durerebbe?! E’ così che li lascio fare. Semplicemente do. Do quello che mi sento di dare. Finché ne vale la pena. Poi resto a guardare che accade. La fauna è variegata. C’è chi prova a ricordarti che nessuno ti ha chiesto niente, c’è chi si spaventa, chi ti ricorda quanto lui abbia fatto per te, chi non ti da soddisfazione, chi fa finta di non capire. Ci sono i ciechi, i sordi e i muti. E poi c’è chi accoglie la tua presenza come un dono, senza legarti a doppia mandata e senza ricambiare, per mettersi al paro e non sentirsi in svantaggio. C’è chi ti vuole tutto intero e ti mantiene libero. Chi non ha paura tu te ne vada, perché percepisce nell’assenza la tua presenza. C’è chi ti tiene accanto, ogni tanto ti manda uno sguardo complice fra la gente e ti mostra fiero al mondo, che non gli pare vero, di aver avuto tanto. Devo cominciare a credere in qualcosa, o non ne esco viva.

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