Diaframma

Vi racconto la storia

di una donna bambina

che aveva dieci anni

e pianse lacrime e colpe

e non seppe come nasconderlo

quel sangue amaro tra le cosce.

Vi racconto del suo segreto

e di quanto fosse abominevole

essere sempre la più alta,

la più muta, la più donna

che veniva voglia di nascondersi

tra le altre, ma era troppo l’ingombro.

Vi racconto di quel giocare silenzioso

che si barcamenava tra le bambole

e un fidanzato immaginario, di quanto

lo volle e di quanto si diede.

Vi racconto di un inganno,

di botte e calci tra i passanti

vuoti, veloci, assenti

e della vergogna per aver

chiesto in ginocchio

amore, amore ancora, ancora amore.

“Non ti faccio tenerezza?”

Vi racconto di quando mi sono raccolta,

e delle mie braccia di madre.

Vi racconto di quanto è stato brutto

e di quanto sarà bello

cogliere le differenze,

tra quello che verrà e quello

che non può tornare.

M.

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