2013

giugno 18, 2015

Mi fanno male le braccia,
così che mentre ti aspetto,
mi sbattono contro
le cose della vita
e io cambio
ogni giorno un po’.

Avrei voluto conoscerti
nei miei giorni migliori
con lunghi capelli
e trame d’incanto
e ciglia come farfalle
a ubriacarti di dolcezza
e miele;

Avrei voluto conoscerti,
ché ancora ero bella,
e frivola di pensieri,
così che tu ti saresti innamorato
di tutte quelle cose
di cui si innamorano i poeti;

Avrei voluto conoscerti,
quando la mia voce
era un canto leggero
e la seduzione,
un gioco pulito
tra fanciulli per bene.

Avrei voluto conoscerti
innamorata della vita,
agile, piccola
ché le cose piccole
si fanno facili da accudire.

Ma io oggi sono una montagna,
un sasso dormiente,
su un cumulo di terra.
Avvelenata con la vita
sacrificata per un po’
di libertà,
poveretta, illusa
arrabbiata con gli illusi,
impietosa con i buoni.
Regale caricatura
d’una strega
annegata di rancore.

Ed oggi si,
è un giorno triste
per innamorarsi.


Anatomia della pazzia

giugno 15, 2015

E’ tutta tua la sorpresa

di bambino davanti al suo regalo.

L’ entusiasmo delle grandi scoperte,

la soggezione plumbea

di Luna gatta, d’arancio e d’amianto.

E’ tua l’ ironia affilata, che covi

calda in pancia le notti alla finestra

di zenzero e cannella.

C’ affetti le cose, sottili,

poi ci misuri le nuvole

e le distanze. Povero scemo!

Non sai che per me

è carezza di rosa.

Arrenditi,

perché voglio tutto quel che hai.

I tuoi fantasmi, le tue disperazioni.

E vieni qui, posale sulla mia mano.

Le mostrerò orgogliosa al mondo,

ché da tanto orrore

nacque siffatta Meraviglia.

M.


Sentire erotico

giugno 12, 2015

Chissà se lo senti

quel profumo,

che indosso solo per te.

Chissà se lo sai,

che ho quell’odore

solo quando sono con te.


Piccole cose

giugno 11, 2015

Ho mangiato un’ arancia,

Più grande della mano bambina,

ch’ accolto l’ incanto

di quelle rotondità.

Ho sentito gli spicchi di luna

Sciogliersi sotto il palato

E sono accorse le papille

Ad accoglierne il sapore.

Ho sentito il succo esplodere

da quelle piccole cellule

miscuglio sapiente,

di liquidi primitivi.

L’ ho avvicinato

alla bocca curiosa,

Profumava di rose,

stese su muri di calce bianca

e affacciate al mare.


Sulla virilità

giugno 8, 2015

Per conquistare una come me,

basta parlare al presente e declinare l’azione,

basta parlarle, senza temerne il giudizio.

Per conquistare una come me,

basta dirle la verità e confermarla in ogni muscolo,

basta uno sguardo coraggioso tra la gente,

una mano poggiata su un fianco e una conseguenza.

Per conquistare una come me, bisogna essere virili.

E per una come me, la virilità è un filo

che parte dalla testa e buca il petto con le parole.

Per una come me, basta prenderle le mani

e baciarle i palmi.

Si fotta la gente, che resti a guardare!

M.


NUDA

giugno 7, 2015

Quando uno è bravo sul serio.

massimobotturi

Nuda distruggi la meccanica
dio, ogni cosa dritta;
ed io divento quasi nessuno
e piango solo
perché nuda, sei la mia terra fatta di foglie
minerali, e rane e biciclette senza né meta o freno.
E nuda sei la lingua dell’orizzonte intero
e l’acqua della mia gioventù, l’isola greca
la gola della Callas, la fretta di arrivare
di avere come un treno nei piedi
e consumare, la frutta con le dita e le unghie.
Nuda hai fame, di artisti e di pittori bugiardi
nuda hai reti, con dentro pesci luna da rigettare in mare
e nuda sei per me come pioggia
come i sensi, elettrici e goduti di netto
sei una lama, la pietra per far nascere il fuoco
sei la ruota, la torre di Babele, il diluvio
e poi l’Eufrate.
E nuda sei il mio cinema muto, la mia Eiffel
Brigitte Bardot e la Senna di notte
sei la…

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Siete voi, che state male

giugno 6, 2015

La propensione della gente a trascinarti sul fondo, con le proprie cazzate.

Ed è difficile venirti a salvare, se tutti si concentrano sui loro problemi,

e se del tuo, quando non possono competere, se ne fanno protagonisti.

Così sorridi, taci, ignori per rassicurarli, che sono loro che stanno più male.

“Io sto bene, tu stai male”

E sono felici. Alle persone basta essere percepite infelici, per sentire di esistere,perché non sanno che darsi forma e dignità che attraverso il dolore.Io sto bene. Ho solo paura delle recidive. Probabilmente ne avrò paura per tutta la vita.Ma come si fa a spiegare questo senso di “sorpresa” continua, come si fa a fermarlo?

E poi perché? Per lamentarmi? Io non sono come loro.Io vado a correre, mangio schifezze, poi me ne pento. Poi rimedio e sto attenta. Dovrei stare attenta anche all’alcol, dicono non faccia bene in questi casi, ma il sabato sera ho il mio cocktail preferito e il momento dell’aperitivo non mi dispiace. Dovrei andare a correre con delle magliette rosa, ma preferisco donare alla ricerca attraverso canali diversi da Komen e correre per i fatti miei sulla spiaggia. Sono una persona normale, che il più delle volte passa pure inosservata. Sono ingiusta, poco paziente, a volte anche poco gentile. Non faccio tenerezza neanche al mio gatto e m’hanno cresciuto con “c’è sempre chi sta peggio di te”. Sono abituata a prendermi cura delle reazioni altrui e degli effetti dei Miei problemi sugli altri e non sopporto chi sventola i propri, alla pura e patetica ricerca della compassione, senza preoccuparsi di chi ha intorno. Lo trovo tremendamente egoista. E’ per questo che non vado molto d’accordo con chi sale sulla sedia con una corona di neon ed effetti speciali e comincia con la propria tragedia.

Spero sempre di crescere e di portarmela meglio addosso, la mia dignità.