Siete voi, che state male

La propensione della gente a trascinarti sul fondo, con le proprie cazzate.

Ed è difficile venirti a salvare, se tutti si concentrano sui loro problemi,

e se del tuo, quando non possono competere, se ne fanno protagonisti.

Così sorridi, taci, ignori per rassicurarli, che sono loro che stanno più male.

“Io sto bene, tu stai male”

E sono felici. Alle persone basta essere percepite infelici, per sentire di esistere,perché non sanno che darsi forma e dignità che attraverso il dolore.Io sto bene. Ho solo paura delle recidive. Probabilmente ne avrò paura per tutta la vita.Ma come si fa a spiegare questo senso di “sorpresa” continua, come si fa a fermarlo?

E poi perché? Per lamentarmi? Io non sono come loro.Io vado a correre, mangio schifezze, poi me ne pento. Poi rimedio e sto attenta. Dovrei stare attenta anche all’alcol, dicono non faccia bene in questi casi, ma il sabato sera ho il mio cocktail preferito e il momento dell’aperitivo non mi dispiace. Dovrei andare a correre con delle magliette rosa, ma preferisco donare alla ricerca attraverso canali diversi da Komen e correre per i fatti miei sulla spiaggia. Sono una persona normale, che il più delle volte passa pure inosservata. Sono ingiusta, poco paziente, a volte anche poco gentile. Non faccio tenerezza neanche al mio gatto e m’hanno cresciuto con “c’è sempre chi sta peggio di te”. Sono abituata a prendermi cura delle reazioni altrui e degli effetti dei Miei problemi sugli altri e non sopporto chi sventola i propri, alla pura e patetica ricerca della compassione, senza preoccuparsi di chi ha intorno. Lo trovo tremendamente egoista. E’ per questo che non vado molto d’accordo con chi sale sulla sedia con una corona di neon ed effetti speciali e comincia con la propria tragedia.

Spero sempre di crescere e di portarmela meglio addosso, la mia dignità.

6 risposte a Siete voi, che state male

  1. SYD scrive:

    Bellissimo, verissimo, bellissimo.

  2. Enzo scrive:

    Bene, Giusta difesa della propria “altra” dignità, della propria altra misura nel vivere. Devo dirti che però scriverne pubblicamente così un po’ diluisce la forza del tuo dire.
    Esiste una chiamiamola esibizione del dolore ed una della forza nel contrastarlo; esiste poi il fatto acclarato che si scrive meglio di argomenti tristi o melanconici piuttosto che di quelli allegri o festosi.
    Mi pare che tu la tua dignità la porti addosso bene, in fondo l’unico accenno ai problemi di salute si trovano in ” sono tutta qui” ed è un testo oserei dire PERFETTO. Ciao Salina

  3. salinaversosud scrive:

    Grazie, Enzo. Sempre troppo buono e permissivo con me.

  4. roby scrive:

    Sintassi sbagliate hanno voluto alterare il senso della vita. Io ho sempre pensato che fosse custodito nella felicità radicale ed estrema, nell’estasi. Questo ancora prima di andare verso Oriente, dove tutto si è chiarito. Impattando queste parole profumate di limone ho sentito vibrare la tua voglia spasmodica di gioia. E se bisogna passare attraverso la cruna della sofferenza, omnia in bonum…La sensazione che fai filtrare dentro è veramente benefica.

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