Anatomia della pazzia

E’ tutta tua la sorpresa

di bambino davanti al suo regalo.

L’ entusiasmo delle grandi scoperte,

la soggezione plumbea

di Luna gatta, d’arancio e d’amianto.

E’ tua l’ ironia affilata, che covi

calda in pancia le notti alla finestra

di zenzero e cannella.

C’ affetti le cose, sottili,

poi ci misuri le nuvole

e le distanze. Povero scemo!

Non sai che per me

è carezza di rosa.

Arrenditi,

perché voglio tutto quel che hai.

I tuoi fantasmi, le tue disperazioni.

E vieni qui, posale sulla mia mano.

Le mostrerò orgogliosa al mondo,

ché da tanto orrore

nacque siffatta Meraviglia.

M.

4 risposte a Anatomia della pazzia

  1. roby scrive:

    Dioniso zampetta felice nei tuoi versi. MI stupisci sempre per le profondità inusitate dentro un’ atmosfera lieve. Grazie, davvero.

  2. salinaversosud scrive:

    Mi hai ricordato la mia prof. del liceo che un giorno mi chiese: “Marianna, ma tu sei più apollinea, o dionisiaca”. La seconda, (tutta la vita).

  3. salinaversosud scrive:

    F. caro e così familiare!

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