Andiamo

Oggi non ho voglia di sperare

ché ho dato tanto

e mi dolgono le braccia

dal non tenere niente.

Mi fanno male gli occhi dalla tua assenza

e le orecchie sono piene

fino all’orlo di dediche

a quella con i capelli d’oro

e di rame e di Sole,

mentre le mie serpi nere

fanno spavento,

e hanno gli occhi stretti.

Così basta,

non dirmi più niente.

Aspetto le pari intenzioni,

la voglia e il desiderio

di queste cosce e questo ventre.

Aspetto un palmo di mano,

delle gambe forti e un

“Andiamo.”

M.

Study for the administration of justice, Jack Vettriano

 

4 risposte a Andiamo

  1. Enzo scrive:

    Vorrei tu mi leggessi.

  2. fracatz scrive:

    ormai ogni volta che ti leggo mi ritorna in mente picchu, fu lì che t’incontrai dalla mente sgombra all’ombra delle sue folli storie assatanate, oggi anche lui ha un blog di sola poesia, ma con scarsi commenti, mentre qui nella pace del convento a me proprio non vuol crescere la vena poetica

  3. salinaversosud scrive:

    Saranno le radici sarde, fra? Sarà la terra brulla, il mirto e la cenere delle notti a mangiare, a raccontarsi, a cantare? Lo cercherò, picchu. Sarebbe bello sedersi e sparare un po’ di “ti ricordi quando”…ti ricordi cosa, poi?! Forse quel vago cameratismo, che partiva da picchu, poi da te, dalla giovine avvocata napoletana e infine da Duch. Forse sarà pure che sono tutta scema. Ma hai presente quando non riesci a lasciare andare via niente?

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