Ricordi d’estate

Non è il tempo che scorre a farmi paura
quanto il fatto che giri in tondo,
e continui a tornare.

Così che il vento sulla tenda ammuffita
è lo stesso ch’arrivò nel campo
quell’anno di quando ero bambina
e i pomodori ribollivano
nelle pentole grandi e sulle pietre cocenti.

E il caldo non lo sentivi, perché
il profumo era più forte
e il sudore rinfrescava la pelle,
se l’aria s’alzava, generosa e materna,

col seno grande come quello di tua madre,
quando ti dondolava all’ombra della stanza,
ché la pietra dei muri manteneva il fresco,
e il canto in cui si impegnava
pareva un lamento, un vespro,
una processione.

M.

Pomodori in bottiglia-1963.
Foto da: saporidelsalento.wordpress.com

3 risposte a Ricordi d’estate

  1. roby scrive:

    L’ambigua potenza del nostos…Ogni volta mi stupisco di dove riesce (visionariamente) ad arrivare la tua poesia. Grazie.

  2. salinaversosud scrive:

    Grazie a te, roby.

  3. devilkirby scrive:

    Bello, ho già prenotato, il mese prossimo ti vengo a trovare. Non te in quanto persona, ma te in quanto luogo🙂

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