Sorda

Le tue parole sembrano cartoline
di quei barbieri, con la lama in mano
ché la paura di far male
taglia come filo ben fatto
così stai fermo,
ché poi tutto è pentimento.

Le tue mani sono come quelle
di chi non sa da dove si comincia
ché siccome gli pare troppo
scansano, prima ancora di tremare.

Le tue labbra sono cancelli
con la catena floscia
che fanno rumore e si dimenano
se qualcuno li smuove.

E i tuoi capelli, i miei capelli
adorati, mi profumano le dita
e tu li contieni, ingiusto,
ché non si vedano troppo
e quasi ti dispiace avercene.

I tuoi fianchi mi rispondono,
e le tue ginocchia ruotano,
i piedi in fondo come mollette
ché è una promessa,
che non lo lascio andare
quello che ti faccio.

E’ una promessa che ti trattengo,
e mi colo il piombo nelle orecchie
e ti lascio lamentare, sorda,
e disfare e credere di morire
intanto che non puoi.

M.

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