3/4 di 2015

Ho guidato una Giulietta sulla Salerno-Reggio Calabria, col mare che mi correva accanto. Sono stata amata, tanto amata, fino alla follia. “Dove sei?” “Sto arrivando da te”, ché i km erano tanti e ci volevano le ore e le lacrime per consumarli. Ho visto un uomo piangere per me e m’è arrivato il conto. E m’è mancato e mi sono rimaste le cose buone tra le mani, i suoi gesti nell’aria, il suo modo di toccarmi e di parlarmi nell’orecchio. Ho visto Roma d’estate e passeggiato lungo il Tevere illuminato e ho riso, ho riso tanto. Ho mangiato sulla terrazza del mio amico con farro e insalata, ché siamo a dieta insieme, come in tante altre cose. Sono stata sgridata per essere assente e ho chiesto scusa e ricevuto tanto bene, detto con i gesti, da chi con le parole ci litiga la notte. Ho regalato una guida per la Norvegia, che prima o poi ci andrò, ma certe mete le conservo per l’uomo che amo e che ancora non conosco. Ho cominciato dei laboratori di cucina per bambini e m’hanno dato tanto. Ho sentito una madre preoccupata, perché io le piacevo e non voleva nessun altra e mi sono sentita preziosa. Ho comprato la frutta al mercato di Palermo e ci siamo persi la macchina e l’abbiamo cercata per ore. L’ho ritrovata, ripercorrendo la strada al contrario. A Marzo ho visto la Sicilia. Ho visto Capo D’Orlando e ho mangiato la Sette Veli e me ne hanno regalata una intera e buste di arance. Ho fatto l’amore come piace a me e sono tornata a mangiare panini in un posto che avevo scoperto a Valencia, un’estate fa. Sono tornata al paese di mia madre e ho rivisto il mio primo bacio e trafelata verso la chiesa, F., che da ragazzini mi cantava Rose Rosse. “Ciao”-“Ciao”- “Uaoh”-“Resti?”-“Cinque giorni”-“Devi recuperare una vita”.  E il cuore in gola e ho mangiato con gli occhi, gli occhi ai miei ricordi. Ma non era quello del primo bacio. Quello lo lasciai al ritorno dalle vacanze, da un telefono a gettoni. Ricordo il sollievo. Ho rivisto i miei amici, quelli con cui passi le estati da bambini, quelli che c’erano da prima di tutto. Da prima del cancro e di otto anni con G. e prima di Nicola. Quelli che c’erano quando eri ancora pulita. Ed è stato come riaprire una scatola e scegliere le cose da tenere con te. E’ l’anno dei ritorni e delle cose che non se ne sono mai andate. La mia amica sarda. Quella degli anni dell’università, quando c’era Mimì, ma c’era anche il gruppetto Made in Nuoro, che fa tanto italiani all’estero. E la promessa di vedersi tra qualche giorno. Ho dimenticato tutte le mie terapie e mi sono presentata alla gente senza il cancro, ma c’è stato chi mi ricordava le medicine la sera. Ho capito che me ne voglio andare e si può fare con meno di quel che penso. Così ho cercato Milano, Bologna, e la penisola e l’Europa dalla testa ai piedi e questo è il mio sogno adesso. Ho seguito un corso di cucina in un’altra città e l’ho fatto da sola, con la mia macchina e senza seguito e ho conosciuto Mario. Ho imparato a fare la pizza a 72 ore di lievitazione e ora posso raccontarlo. Ho visto “Il sorpasso” e la Puglia e mi hanno regalato parole mai ricevute, di notte e di nascosto e mi sono persa dietro l’odore di bucato, delle magliette di un uomo. Ho mangiato quella pasta buona, di cui non ricordo il nome e ho ballato ieri notte, scalza, per dimenticarne anche il sapore. “Vieni a sentirmi suonare, stasera?” Si. E suonavano Rino Gaetano e la sabbia sotto i piedi e l’alcol nel sangue e una vita con cui far pace.

11885258_858016917610143_5767111298797086841_n

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: