Come preghiera

Ti farei stare al posto mio,
con i tuoi fianchi tra le cosce,
e la mano in bocca, ruffiana, svelta
che si pensa d’esser altro.

Ti farei sentire la forza
dopo la lentezza e quel rantolo
come preghiera, ché il ricordo
basta al piacere per cent’anni ancora.

Si tratterebbe di mettermi i tuoi occhi
e mostrarti come diventa il mio universo
quando mi guardi dal basso,
e mi mischi il ventre,
e gli spasmi e mi trasformi i suoni.

Ecco, vorrei mille trasformazioni
e che tu le vedessi tutte
e te ne compiacessi, di quello che mi fai,
ch’io non mi riconosco,
ma se impazzisci ho vinto.

M.

3 risposte a Come preghiera

  1. roby scrive:

    Tutto è molto chiaro, però chissà come mai mi fai venire in mente il caro Eraclito “La natura ama nascondersi”…Quel “vorrei mille trasformazioni…” è davvero struggente. Grazie per questi regali.

  2. salinaversosud scrive:

    Per quelle mille trasformazioni, dovremmo avere tanto spazio e la fortuna di ritrovarci accanto, qualcuno che ci lasci liberi di usarlo, che si incanti a guardarci. Grazie a te di essere qui.

  3. salinaversosud scrive:

    Cancello messaggio per indirizzo e-mail.

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