My monument is me

Il cerchio non si chiude, quando ti leghi le mani e ti strappi la lingua, per fargli vedere come si sta senza di te. Non si chiude nemmeno quando fai la stronza, cercando di convincerlo che non t’importa e neppure quando ripeti a memoria l’elenco dei suoi difetti e fai di tutto per scordare il suo profumo, al quale hai dato il nome di ogni cosa, che è venuta poi. Il cerchio non si chiude, con i piedi nel fango e la testa tra le mani e non ti allontanano i mantra, che ti reciti per farti bella e salda agli occhi del mondo. E nemmeno con un post al veleno, sperando che lo legga. Il cerchio si chiude ogni giorno che scegli di non tornare indietro, perché hai deciso che, della tua vita, vuoi fare qualcosa di funzionale e costruttivo; perché se fai tutto come prima, sarà tutto come sempre. Il cerchio si chiude, quando dopo tanti giorni così, tanti ancora se ne aggiungono e questi giorni fanno le settimane, che fanno i mesi, e tu non ci pensi più, se non per tenere presenti pezzetti di te, a cui vuoi bene. Così si aggiungono agli altri giorni, i giorni. Fino a quando, ti arriva un messaggio di quelli che con te funzionano. Di quelli che girano la chiave e mettono in moto la macchina. Eppure stavolta non ti muovi di un passo e non per rabbia, né per risentimento, ma perché è più faticoso ripartire che stare fermi. Ecco, finirei così: il cerchio si chiude quando non ti va.

“Make a space
For my body.
Dig a hole.
Push the sides apart.
This is what
I’m controlling.
It’s a moat
The inside that I carve.

This will be my monument
This will be a beacon when I’m gone

So that when the moment comes,
I can say I did it all with love…”

3 risposte a My monument is me

  1. Rasi scrive:

    I pochi cerchi che ho chiuso erano legati alla bugia di esistere assieme. Quelli rimasti aperti sono per sempre, comunque anche se in modi diversi.

  2. Giuseppe scrive:

    Dimmi dove sei.

  3. salinaversosud scrive:

    @Rasi: a mio umile parere, quelli che rimarranno aperti per sempre, sono irrinunciabili, perché sono pezzetti di noi. Ci sono cose a cui non rinuncio e che non intendo dimenticare. Cose di cui vado fiera, che mi inorgoglisce aver vissuto e persone che mi inorgoglisce aver accompagnato per un pezzetto di strada, perché, ai miei occhi, meravigliose. Tuttavia questo non significa, che non c’è spazio per altro, per quello che arriva e resta, per qualcosa di sereno e “alla pari”. Per quello, c’è anzi, uno spazio che conservo gelosamente da sempre. E siamo belli così: interi.

    @Giuseppe: Sei serio?😀 Ti assicuro che sapere dove sono non ti porterà a niente e non lo dico per incuriosire, o istigare, ma questo è un blog e a me piacerebbe che le persone fossero interessate a quello che scrivo (punto).

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