Nella mia casa. (Se resti, sii felice)

E’ che tu a un certo punto, hai smesso di crederci e io non sono quel tipo di persona, che resta a farsi provare. Non sono una su cui sperimentare, non sono una su cui vedere fino a dove arriva, non sono una a cui dare spiegazioni. Se ci sei, fallo in modo sereno. Se devi esserci, devi esserne convinto, perché io poi non ho più la pazienza di sentirmi vomitare addosso le cose. Non ce la faccio. E’ andato già tutto troppo storto. (Gli economisti direbbero che la curva è giunta a saturazione). Ho imparato, che le tue debolezze sono un problema tuo, che le tue fragilità se non me le spieghi, per me non devono esistere, non è giusto che esistano, non è giusto che io faccia il Tuo lavoro. Tra l’altro non ho proprio le energie per fare il gioco della telepatia. Ogni volta che non mi parli, che fai finta che vada tutto bene e poi me lo vomiti addosso, mentre io invece sto cercando di farti presente una cosa che per me non va, mentre questo accade e tu mi vomiti altro addosso, per pareggiare i conti, ecco io mi sento tradita. Quando parli di cose che Mi riguardano agli altri e lo fai davanti a me, senza che prima di allora io fossi stata messa al corrente, mi sento tradita il doppio. Quando capisco che il non detto, in realtà è detto ad altre persone, mi sento tradita il triplo. Quello che facciamo è una scelta. Il modo in cui mi tratti e decidi di rapportarti a me, è una tua scelta. Le conseguenze del tuo comportamento con me, sono una tua scelta. Se devi esistere nella mia vita, se in essa la tua presenza deve avere un senso, smettila subito di mettermi alla prova. Smettila di tenermi in prova. Sei nella mia casa. Tra le mie cose. Tra le mie persone care. Muoverti con rispetto e voglia di esserci, sono requisiti minimi. Ho il problema del buon senso e di quella cosa strana che penso, per cui è solo una questione di compatibilità. Se devi restare, che sia perché ti va e non perché aspetti di meglio e non perché ormai è già tanto che ci siamo e qualcosa vorrà dire. Se c’è qualcosa che ti fa stare male, che ti urta, che non ti va giù, se questo è un mood continuo, se qualsiasi cosa faccio o dico deve essere contraddetto, se deve essere tutto faticoso, conquistato, provato, dimostrato è evidente che c’è qualcosa che non vada e tu sei davvero invitato a trovare un posto più confortevole per te. Tu avresti piacere a riempirti la tua casa, di visite di cortesia? E le tensioni, i musi lunghi i silenzi, credi non me ne accorga? A proposito di compatibilità, la mia necessità attuale è quella essere accolta. Per intero. Se ti costa fatica, ti assicuro che c’è altro che non ti costa neanche un sospiro. Chi non vuole esserci lo vedi subito. Io le conosco quelle sensazioni negative, perché ho già resistito e non le voglio. Perché fanno male, fanno male a me. E me, ho imparato, viene Sempre prima di te.

3 risposte a Nella mia casa. (Se resti, sii felice)

  1. fracatz scrive:

    bèh, poi, che fai??
    rimani o non rimani?
    resti o te ne vai?

  2. franzulrich scrive:

    azz…

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