Pace tragica

Come quando ti guardi intorno
ed è pace, dopo la guerra.
Non una faccia umana,
non il suono di un animale.
Lo capisci dal fumo
che esce dagli alberi e dalle cose
e dal disordine sparpagliato
che fanno le case,
quando si vede il dentro
e non ci sono più le mura.

Non un mendicante,
non un bambino a cui
scappi un pallone.
Non una motoretta,
o una donna un po’ sgualcita.
Sassi, gomme bruciate,
cemento rimasto in piedi,
puzza di botti e di carne scoppiata.
Orrore composto, educato, pacato.

Merda. Dove sono gli altri?

M.

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