Il silenzio dei bambini

febbraio 28, 2016

Con le loro mani lunghe

come radici e le facce bonarie,

lucide come medaglie.

Da un lato padri,

dall’altro aguzzini,

contorcono la faccia,

e digrignano i denti:

sforzo estremo di tenerti,

mentre sbatti i piedi

per salire in superficie.

E tornano alla loro

innocua liscezza,

come sassi di uno stagno.

Immobili, silenti,

ristoro per le rane,

alimento per i pesci.

Velluto, orchidee.

E’ tutto bellissimo,

anche loro.

Tu sei in salvo.

O forse no.

Forse hai solo esagerato.

Forse eri pazza.

 

M.


O forse no

febbraio 24, 2016
couple-on-the-beach-at-sunset

dal web

Un giorno mi sono messa a perdonare gli uomini della mia vita. Uno ciascuno. Li ho sgranati come un rosario e poco mi importa che ci si metta a contarli. L’asta (del giudizio, si intende) tenetela dritta per la persona che amate. Mi sono messa d’impegno e mi sono detta “Marianna, adesso pensa”. E’ un buon esercizio. Così non so ben distinguere se effettivamente sia stata più una collazione di riflessioni, raccolte tra un ramo di pesco e il vischio alla porta, oppure se sia stata più una seduta di meditazione ben concentrata. Fatto sta che mi piacerebbe un sacco che le donne sapessero che ne esistono di tutti i tipi, ma l’eleganza mi frega. O forse, no. Forse mi salva.

M.


Per farti capire

febbraio 22, 2016

E’ come sentirsi in pace col mondo,
perché vedi tutto dall’alto
e le persone non c’arrivano più,
a tirarti in basso.

E tu ti senti un po’ Dio,
un po’ Madre Teresa, buona con tutti
ché delle cose non sai più che fartene
e incontri gente e gliele dai.

E ti senti pure strabella,
ché ti guardi allo specchio
e ti chiedi ma perché
non ti sei vista prima?

E’ un po’ come essere in folle,
e lasciare che le cose vadano,
un po’ come gli pare
che tanto male che vada
alla fine c’è il mare.

Ecco, tu sei un po’ il mare alla fine
e i passerotti e le foglie
di pitosforo, che già ti sembra Maggio.
Sei un viaggio senza binari,
la voglia di scrivere,
la destinazione libera
di tutte le mie azioni.

M.


Ma tu hai idea?

febbraio 18, 2016

Ma tu hai idea del macello
di cose che devo ancora fare
e dei posti che devo ancora vedere?
E smettila di pensare che io
mi stia lamentando!
Non mi sto lamentando.
Ti sto facendo una proposta.

M.


Ci sono delle cose

febbraio 17, 2016

Ci sono delle cose
che mi piacciono
e che vorrei farti vedere.
Allora io ti prenderei per mano,
ti ci porterei davanti
e ti direi: “Ecco, questa
è la cosa che mi piace”
e questo presuppone
che tu sia con me,
quando mi va
e potrebbe essere
sempre.

M.

Altre storie qui: https://www.facebook.com/profumodilimoni


Napoli

febbraio 1, 2016
539907_447278078680534_1146644137_n

Foto scattata nell’ultimo weekend trascorso a Napoli. Location: Chiostro grande della Certosa di San Martino, Vomero.

 

Un oboe, mi lega i passi
uno dietro l’altro, sfilano
sole le caviglie sottili
ché le calze le ho tolte
da un pezzo.

Le foglie spesse del limone
e quella terrazza, affacciata
al golfo, col caprifoglio
impazzito a Maggio
e c’aspetteresti una vita.

La gente qui chiude gli occhi
e spalanca le narici,
si fa ingoiare, il Sole.
Le campane tra i tetti,
le barche lontane,
il pranzo che ci aspetta.
Si sta soli insieme.

M.


Attesa

febbraio 1, 2016
hopper_morning_sun

Hopper, Morning Sun

Poi ho piegato le cose per bene. Non ci ho messo molto: ho quell’abitudine al disincanto, per cui non disfo mai completamente una valigia. Quell’incredulità a restare, per cui mi siedo sempre sul ciglio di una sedia.