Il silenzio dei bambini

febbraio 28, 2016

Con le loro mani lunghe

come radici e le facce bonarie,

lucide come medaglie.

Da un lato padri,

dall’altro aguzzini,

contorcono la faccia,

e digrignano i denti:

sforzo estremo di tenerti,

mentre sbatti i piedi

per salire in superficie.

E tornano alla loro

innocua liscezza,

come sassi di uno stagno.

Immobili, silenti,

ristoro per le rane,

alimento per i pesci.

Velluto, orchidee.

E’ tutto bellissimo,

anche loro.

Tu sei in salvo.

O forse no.

Forse hai solo esagerato.

Forse eri pazza.

 

M.

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Ce l’hai presente?

gennaio 25, 2016

Ce l’hai presente l’arancio d’estate sui campi di camomilla e quel Sole piacevole dopo una giornata di afa? Ce l’hai presente il ranocchio nello stagno, il pane fresco da mangiare sulla strada del ritorno, l’acqua quando finalmente s’è sgasata, l’aglio sulla bruschetta, lo zucchero di canna sotto i denti, quelle sere frizzanti che si sta bene col golfino e le scarpe comode che ce l’hai da una vita? E ancora, ce l’hai presente la luce arancione di Roma alla sera e i ragazzi fuori dai bar e quella canzone anni novanta, che quando passa la radio, ti fomenti, perché finalmente qualcosa di cui sai le parole? La brillantina, la colazione in terrazza col pane tostato, un tagliere di formaggi toscani e il mare della Sardegna con le ginestre intorno e i pini marittimi e i fichi d’india? Ce l’hai presente quel ristorantino intimo, con qualche tavolo sul terrazzo, che da lì ti godi la vita intera e quello che mangi? E le feste di piazza, la gente allegra, il vino buono e le mani sincere di chi ha lavorato una vita. Ce li hai presente? Ecco. Volevo dirti che tu sei così.

 

M.


La prossima volta

gennaio 6, 2016

Balliamo un lento?
Si, balliamo un lento,dai, così.
Senza spiegarci nulla.
La tua spalla odora di buono.
Te l’hanno mai fatto un complimento così?
La tua giacca morbida, mi ci voglio accovacciare.
Poggio la guancia, ti dispiace?
Stai qui, non dire nulla. Lasciami fare.
Te l’ho raccontato, della prima volta che t’ho visto?
Ero a mio agio, sai?! Ero ancora libera allora,
perché non avevo proprio capito, quanto mi piacessi.
Il problema, ti giuro è arrivato dopo.
Lo so, faccio le cose al contrario.
Mi conosci. Si, prendimi pure in giro,
mi piace quando lo fai.
Il problema, ti dicevo, è arrivato
quando mi sono accorta, che non mi piaceva tanto
l’idea di farne a meno. Di te, mi pare ovvio.
E allora la mia testa
ha cominciato a girare veloce, come fa
nelle grandi occasioni, nei giorni importanti
e così a ogni appuntamento ho finito
per cercare una scusa per farti innamorare.
La prossima volta però, ascolta bene,
voglio che tu mi dica quella cosa precisa
che avrei potuto fare, per convincerti a restare.


Ante Primavera

febbraio 19, 2015

Ho dato fuoco

al velluto nel mio stomaco

umido e buio;

c’ho fatto posto

per la Primavera

e i campi di camomilla

arancioni alla sera.

M.

dal web


Loto

febbraio 18, 2015

Mi sento esplodere nel petto

un fiore, che comprime

i polmoni, che mi toglie

l’aria.

E’ questa la felicità?

Sentirsi morire

per paura di cambiare?

M.

Lotus tattoo, dal web


Come Venezia addosso

giugno 29, 2014

“… Ti spogli e mi arriva il profumo.
La pelle velluto che inebria.
Ho solo capito chi sei, no ho capito
che quello che hai dentro è potente,
è un bene che non tocca a tutti.
Il bacio è così delicato,
d’averne persino paura,
da farne l’esempio di tutto e da tutti,
tenerlo segreto e staccato,
da farlo morire poi dopo.
E tu sei bella…
come Venezia addosso.
Venere dolce che rendi fecondo le sponde di un cuore che aveva fallito.
Tu sei bella…
tanto da farne un vanto,
non c’è fragranza per farti un esempio, non c’è neanche un fatto che porta un ricordo.
Al mare ci andiamo più tardi,
se il sole si abbassa è più bello,
un nostro tramonto è più rosso del sangue che abbiamo appena mischiato
è forte il profumo del nudo.
Tu sei bella,
bella che riempi un campo,
sera che arrivi non puoi portar via la luce del quadro migliore che ho fatto.
Le parole, le parole sono solo come vino
più le bevi più ti rendi conto che non hai mai vinto.
Le parole possono volare ma ti volan dentro…
le parole quando poi le hai dette hanno già perso il senso.
Le parole, le parole fanno anche passare il tempo,
le parole rompono il silenzio e fanno un eco immenso.
Se non fermi in tempo le parole possono far male,
le parole sono sale e vento dopo il tuo profumo.
Le parole, le parole sono sole come vino
più le bevi più ti rendi conto che non hai mai vinto.
Le parole possono volare ma ti volan dentro…
le parole quando poi le hai dette hanno già perso il senso.”

(dalla penna di Biagio Antonacci)

Ph: Francesca Borgia
per Borgia Photography

Ph: Francesca Borgia, per Borgia Photography

Ph: Francesca Borgia, per Borgia Photography


Sei la pelle che ho deciso di tenere

giugno 11, 2014

E’ strano: stavo pensando che oggi devo preparare la valigia per una partenza imminente, che devo preparare un pezzo per il mitico Berlino Cacio e Pepe e che devo preparare una macedonia per una serata a base di frutta e gelato con i miei amici.

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Ho veramente tutto.